Inchieste Bari: si cercano conti svizzeri usati per tangenti
Mazzarano lascia incarico Pd e candidatura al consiglio regionale
20 marzo, 16:56BARI - La procura di Bari sta accertando l'esistenza di alcuni conti correnti bancari in Svizzera che potrebbero essere stati utilizzati dall'imprenditore Gianpaolo Tarantini per corrispondere tangenti ad esponenti politici pugliesi. Le dichiarazioni rese in questo ambito agli inquirenti dall'imprenditore hanno portato giovedì scorso all'arresto dell'ex vice presidente della giunta regionale pugliese Sandro Frisullo. Di un conto svizzero aveva parlato in un interrogatorio un collaboratore di Tarantini, Alessandro Mannarini. Questi aveva riferito di esserne venuto a conoscenza utilizzando, per pagare alcuni soggiorni, una carta di credito intestata a Tarantini che riconduceva per l'appunto ad un conto corrente in Svizzera.
QUOTIDIANI: TARANTINI PAGAVA EX SEGRETARIO DS - Sarebbe Michele Mazzarano, ex segretario regionale dei Ds e attuale componente della segreteria regionale del Pd nonché candidato alle prossime elezioni regionali in Puglia, il secondo politico, oltre all'ex vice presidente della giunta regionale pugliese Sandro Frisullo, che l'imprenditore Gianpaolo Tarantini avrebbe pagato per ottenere in cambio favori nella sua attività. Il nome di Mazzarano è riportato oggi da alcuni quotidiani in relazione alle inchieste della procura di Bari sulla sanità pugliese. Sui rapporti tra Tarantini e Mazzarano sarebbero in corso accertamenti da parte della magistratura. "Mai avuto rapporto con Tarantini" avrebbe detto ai giornali Mazzarano, aggiungendo di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia.
MAZZARANO LASCIA INCARICO PD E CANDIDATURA - Michele Mazzarano, l'esponente del Pd il cui nome sarebbe stato indicato dall'imprenditore Gianpaolo Tarantini quale beneficiario di tangenti insieme all'ex vicepresidente della giunta regionale pugliese Sandro Frisullo, ha deciso di dimettersi da segretario organizzativo regionale del Pd e di ritirare la candidatura al consiglio regionale. Lo annuncia in una nota lo stesso Mazzarano.
Mazzarano dichiara di aver appreso "con sconcerto dalla stampa" di quanto avrebbe detto Tarantini ai magistrati. "Nego nel modo più fermo e risoluto - dichiara - di essere stato mai destinatario di tangenti da parte di chicchessia, e in particolare dal Tarantini, e sono convinto che la magistratura vaglierà con le dovute cautele le suddette eventuali dichiarazioni". "Sono impegnato in una difficile campagna elettorale - prosegue Mazzarano - al servizio dello schieramento politico e del partito espressione degli ideali in cui mi sono riconosciuto per tutta la vita. Nel lamentare la gravissima e irresponsabile fuga di notizie in merito a un'accusa non riscontrata dalla stessa magistratura, non posso tuttavia non vedere come la situazione che si è determinata rischi di penalizzare l'intero schieramento politico che sostiene il presidente Vendola, e segnatamente il Pd". Mazzarano aggiunge di aver deciso "con grande sofferenza" di lasciare incarichi di partito e candidatura, e chiede soprattutto a chi ha sostenuto la sua candidatura di "capire e condividere le motivazioni politiche" della sua scelta. "Con questa decisione - conclude - non intendo tanto salvaguardare la mia persona, estranea a qualsivoglia sistema tangentizio, quanto contribuire a mantenere indenne da ogni sospetto e da ogni accusa il mio partito e l'intero centrosinistra".






