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Caso Claps: studenti,tacere e' una colpa

Alla manifestazione i fratelli e la madre della giovane

21 marzo, 10:50
CASO CLAPS: GLI STUDENTI, 'TACERE COLPA, PARLARE UN OBBLIGO'
CASO CLAPS: GLI STUDENTI, 'TACERE COLPA, PARLARE UN OBBLIGO'
Caso Claps: studenti,tacere e' una colpa

 POTENZA - "Chi sa la verità me la venga a dire. Io non ho paura di nessuno, né mafiosi, né delinquenti": lo ha detto la madre di Elisa Claps, Filomena Iemma, parlando a Potenza conclusione della manifestazione degli studenti in ricordo della figlia. "La famiglia esige la verità. Il Signore - ha aggiunto Filomena Iemma - mi ha fatto la grazia di trovare i resti di Elisa. Io accetto la volontà del Signore ma non accetto la volontà degli uomini. Ripeto: chi sa la verità me la venga a dire".

"Non mi chiedete dov'é il perdono", ha continuato Filomena Iemma, lasciando la piazza principale di Potenza al termine del corteo degli studenti in ricordo della figlia. La donna non ha detto altro ai cronisti: sul palco, poco prima, era stata abbracciata dall'arcivescovo di Potenza, monsignor Agostino Superbo, e dal sindaco, Vito Santarsiero. Quando è scesa, con i figli Gildo e Luciano, tantissime persone l'hanno salutata.

Alla fine del discorso della madre della ragazza scomparsa, alcuni bambini sono saliti sul palco e hanno liberato alcuni palloncini, gridando: "Ciao Elisa".

MADRE ELICA: CHI SA PARLI IO NON HO PAURA - "Chi sa la verità me la venga a dire. Io non ho paura di nessuno, né mafiosi, né delinquenti": lo ha detto la madre di Elisa Claps, Filomena Iemma, parlando a Potenza conclusione della manifestazione degli studenti in ricordo della figlia. "La famiglia esige la verità. Il Signore - ha aggiunto Filomena Iemma - mi ha fatto la grazia di trovare i resti di Elisa. Io accetto la volontà del Signore ma non accetto la volontà degli uomini. Ripeto: chi sa la verità me la venga a dire". Alla fine del discorso della madre della ragazza scomparsa, alcuni bambini sono saliti sul palco e hanno liberato alcuni palloncini, gridando: "Ciao Elisa".

NESSUNO DICA PIU' ELISA SCAPPATA DA CASA - "Voi giovani dovete cercare la verità. Adesso abbiamo ancora più bisogno di voi. E nessuno si permetta mai più di dire che Elisa è scappata di casa: lei a casa ci stava bene. Chi l'ha detto, ora ne deve dare conto". Filomena Iemma, la madre di Elisa Claps, dal palco di piazza Mario Pagano, a Potenza, con grande vigore, si è rivolta ai giovani della città, alle diverse migliaia di studenti che hanno partecipato al corteo organizzato dal coordinamento regionale di Libera. "Elisa - ha ricordato la madre - amava questa città. Guai a chi ne parlava male. In questi 17 anni - ha aggiunto - ci siete sempre stati vicini: non smettete mai di cercare la verità. Voi siete la primavera, voi siete il futuro". Filomena Iemma ha ammesso "di non aver mai avuto dubbi o speranza sul ritorno a casa di Elisa. Lo sapevo. Lo dicevo ai miei figli che non sarebbe mai tornata. Ora possiamo darle una degna sepoltura. Ma nella nostra casa Elisa c'é ancora, è dentro di me, è nel mio cuore, a tavola con me, ogni giorno, ma qualcuno l'ha strappata alla sua famiglia. Voglio la verità da chi la sa e che sa dove trovarmi. Voglio la verità - ha concluso - da chi l'ha condannata in un sottotetto".

FRATELLO, 'MIA MADRE SENTIVA CHE ERA IN CHIESA' - "Mia madre non è mai entrata in quella chiesa. Evidentemente sentiva che Elisa era lì: me lo ha sempre detto": così Gildo Claps - fratello di Elisa, la ragazza scomparsa nel 1993 a Potenza - ha ricordato le sensazioni della madre della ragazza, Filomena Iemma, sempre convinta che alla figlia fosse successo qualcosa proprio dove tre giorni fa sono stati trovati i resti del suo cadavere. Gildo Claps partecipa, con diverse migliaia di studenti, ad un corteo che sta percorrendo alcune delle principali strade di Potenza per ricordare la sorella.

"La famiglia Claps - ha aggiunto Gildo - ora presenta il conto e sarà un conto salato. Prima eravamo in pochi a chiedere verità e giustizia. Oggi siamo in tanti, man mano che la città ha percepito quale fosse stato l'epilogo di questa storia. Ora l'intera città chiede verità e giustizia. Ci auguriamo che tutta questa solidarietà, che la famiglia apprezza - ha concluso Claps - si trasformi anche in vicinanza alla famiglia nel momento in cui daremo battaglia per ottenere la verità".

In una intervista a Sky Tg24  Gildo Claps ha detto ieri che le indagini ora devono chiarire perche'  il corpo di Elisa non è stato mai cercato.

Perché parla di depistaggi? ha chiesto il giornalista: "Forse - ha risposto Gildo Claps - bisognava proteggere l'assassino o qualche altra persona". E subito dopo si è detto certo che vi siano stati "condizionamenti nelle indagini" che avrebbero portato proprio a non cercare il cadavere. Gildo Claps ha parlato della "rabbia accumulata in tutti questi anni" e ha definito "una nota amara i numerosi sopralluoghi fatti proprio in quella chiesa negli anni mentre il cadavere è stato trovato dopo 17 anni". Claps, sicuro del fatto che la sorella sia morta lo stesso giorno della scomparsa, ha detto che "la vicenda è controversa anche sotto il profilo investigativo".

Nel ribadire le accuse contro Danilo Restivo - indagato per omicidio dalla Procura della Repubblica di Salerno -Gildo Claps ha detto che nelle prime indagini vi furono "leggerezza, superficialità e approssimazione. Ma ci chiediamo se non ci sia stato altro".

STUDENTI IN CORTEO: 'TACERE E' UNA COLPA' - ''Vi sono momenti in cui tacere diventa una colpa, parlare un obbligo'': e' uno degli striscioni al corteo per Elisa Claps, la ragazza , scomparsa il 12 settembre del '93 i cui resti sono stati trovati mercoledi' nel sottotetto della canonica della chiesa della Santissimi Trinita' a Potenza. Molti studenti del liceo, guidati dal preside, sono nella piazza da dove partira' il corteo,promosso dal Libera al quale partecipa anche il fratello di Elisa.

Vi e' anche il gonfalone della scuola, dove Elisa Claps, l'anno che scomparve, si apprestava a frequentare la prima classe del liceo ed e'.presente anche il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero.''Mia madre - racconta Gildo Claps, fratello della ragzza scomparsa - non e' mai entrata in quella chiesa. Evidentemente sentiva che Elisa era li': me lo ha sempre detto'':  Filomena Iemma, infatti e' stata sempre convinta che alla figlia fosse successo qualcosa proprio dove, tre giorni fa, sono stati trovati i resti del suo cadavere. 

''La famiglia Claps - ha aggiunto Gildo - ora presenta il conto e sara' un conto salato. Prima eravamo in pochi a chiedere verita' e giustizia. Oggi siamo in tanti, man mano che la citta' ha percepito quale fosse stato l'epilogo di questa storia. Ora l'intera citta' chiede verita' e giustizia. Ci auguriamo che tutta questa solidarieta', che la famiglia apprezza - ha concluso Claps - si trasformi anche in vicinanza alla famiglia nel momento in cui daremo battaglia per ottenere la verita'''. 

 

CLAPS: IPOTESI, L'ASSASSINO NON AGI' DA SOLO

di Francesco Loscalzo

POTENZA - Un'ipotesi: chi ha ucciso Elisa Claps non ha agito da solo. Una prima conclusione: il suo cadavere non è stato mai spostato da un abbaino del sottotetto della canonica della chiesa della Santissima Trinità di Potenza. Una certezza: sui resti del suo cadavere non sono stati trovati segni evidenti di violenza. Due giorni dopo il ritrovamento dei resti della studentessa potentina, scomparsa, a 16 anni, il 12 settembre 1993, le indagini hanno compiuto un passo in avanti. E tutto lascia pensare che si vada sempre più verso Danilo Restivo, indagato per omicidio dalla Procura della Repubblica di Salerno, oggi cittadino inglese, residente a Bournemouth, nel Dorset e che, 17 anni fa, fu l'ultimo a parlare con Elisa, proprio nella chiesa nel cuore del centro storico potentino. Stamani, comunque, gli agenti della Polizia scientifica hanno fatto rilievi per alcune ore nel sottotetto e in altre strutture della canonica. Nuovi accertamenti per trovare elementi riconducibili all'omicidio e che potrebbero proseguire "nel perimetro della chiesa almeno per una settimana".

Questo, infatti, è il periodo indicato dalla curia in un comunicato nel quale si rende nota la chiusura al culto e al pubblico. La curia "ha accolto la richiesta degli investigatori", che dopo l'incidente probatorio di ieri, starebbero lavorando su un'ipotesi che rende ancora più misterioso l'omicidio della studentessa. L'assassino, infatti, potrebbe non aver agito da solo. Questo fa ritenere la posizione in cui è stato trovato il cadavere, quasi del tutto decomposto. Potrebbe essere stato portato lì da almeno due persone, forse nella mattinata del 12 settembre 1993.

Da quel giorno, con molta probabilità, il cadavere non è mai più stato spostato. La prima conclusione a cui sono giunti gli investigatori fa aumentare i dubbi e le perplessità sul lungo tempo trascorso senza che nessuno entrasse mai nell'ambiente dove era il cadavere e sui diversi lavori di ristrutturazione del sottotetto anche durante gli anni '90. Dubbi e perplessita' che la Polizia ha ricavato e sui quali sta lavorando: anche attraverso le riprese filmate del percorso fatto e rifatto per arrivare al sottotetto. Stretto, disagevole: possibile che l'assassino di Elisa abbia fatto tutto da solo? Comunque, ha detto oggi l'ex pm, Felicia Genovese, che coordinò le indagini dopo la scomparsa di Elisa, "non abbiamo trascurato mai alcuna pista". Tra tanti interrogativi, ecco la prima risposta. Dai primi accertamenti fatti nell'Istituto di medicina legale di Bari è arrivata la certezza che sul cadavere di Elisa "non vi sono segni macroscopici", ossia segni di violenza (coltellate o colpi d'arma da fuoco o colpi inferti con un oggetto).

Allora, Elisa è stata soffocata e poi messa nell'abbaino? Nuove e forse definitive risposte si attendono dall'autopsia che comincerà martedì prossimo, 23 marzo. La scoperta del Dna di altre persone sul suo cadavere o sugli oggetti (l'orologio Swatch, gli occhiali, i sandali e la catenina) porterebbero a una nuova svolta. E, questa volta, dopo il cadavere, si potrebbe anche scoprire il nome dell'assassino di Elisa: "Lo troveremo - dice il questore di Potenza, Romolo Panico - soprattutto per la serenità della famiglia Claps".

 

 

ipotizzato che il corpo di Elisa "forse non è stato mai cercato". Lo ha detto in un'intervista con Sky Tg24 il fratello di Elisa, Gildo Claps, secondo il quale le indagini devono ora "fare chiarezza su responsabilità e depistaggi".

Perché parla di depistaggi? ha chiesto il giornalista: "Forse - ha risposto Gildo Claps - bisognava proteggere l'assassino o qualche altra persona". E subito dopo si è detto certo che vi siano stati "condizionamenti nelle indagini" che avrebbero portato proprio a non cercare il cadavere. Gildo Claps ha parlato della "rabbia accumulata in tutti questi anni" e ha definito "una nota amara i numerosi sopralluoghi fatti proprio in quella chiesa negli anni mentre il cadavere è stato trovato dopo 17 anni". Claps, sicuro del fatto che la sorella sia morta lo stesso giorno della scomparsa, ha detto che "la vicenda è controversa anche sotto il profilo investigativo".

Nel ribadire le accuse contro Danilo Restivo - indagato per omicidio dalla Procura della Repubblica di Salerno -Gildo Claps ha detto che nelle prime indagini vi furono "leggerezza, superficialità e approssimazione. Ma ci chiediamo se non ci sia stato altro".

 

 

 

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