Erba: pg, confermate ergastolo per i coniugi
Nella strage, l'11 dicembre 2006, furono uccise 4 persone, mentre una quinta rimase gravemente ferita
19 marzo, 19:26
MILANO - Il sostituto Pg di Milano, Nunzia Gatto, ha chiesto la conferma della condanna all'ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati in primo grado all'ergastolo e a tre anni di isolamento diurno per la strage in cui l'11 dicembre 2006 furono uccise quattro persone, mentre una quinta rimase gravemente ferita.
Il sostituto pg, oltre all'ergastolo, ha chiesto anche il massimo dell'applicazione dell'isolamento diurno (3 anni come la sentenza di primo grado). Prima di chiedere la conferma della sentenza della corte d'assise di Como, mentre su uno schermo erano proiettate le fotografie dei volti delle quattro vittime, il magistrato ha elencato con quanti colpi Paola Galli, Raffaella Castagna e il piccolo Youssef sono stati uccisi. "Per questa ferocia - ha detto - io chiedo l'ergastolo e il massimo dell'applicazione dell'isolamento diurno".
Nelle sue confessioni, poi ritrattate, Olindo Romano parlò della strage di Erba "con precisione ragionieristica" e come "stesse parlando di una partita al bar dello sport". Nella sua requisitoria il sostituto Pg di Milano Nunzia Gatto ha ripercorso le confessioni rese dopo il fermo, davanti ai Pm e poi al gip, dei coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi.
Stralci delle confessioni stati proiettati su degli schermi in aula e il rappresentante dell'accusa ha definito le dichiarazioni dei coniugi "confessioni-rivendicazioni".
Ha ricordato come Olindo, negli appunti sulla Bibbia che gli furono sequestrati in carcere, aveva scritto che "tutti sapevano, nessuno ha fatto nulla per evitare la tragedia". "Sono diventati dei vendicatori - ha proseguito -, dei giustizieri. Hanno risolto nel sangue le questioni condominali". E' stata anche fatta sentire una intercettazione in carcere tra i due coniugi, nel corso della quale, a dire di Nunzia Gatto, Olindo Romano e Rosa Bazzi sembravano "sollevati" per la decisione di aver confessato la propria responsabilità in ordine all'eccidio. Una conversazione che si concludeva quasi scherzosamente, con Rosa che salutava il marito dicendogli "ciao bel figo". Questo, per il sostituto Pg, dimostra come i due fermati non avessero subito pressioni da parte dei carabinieri per confessare, così come invece sostenuto dalla difesa. Le confessioni sono, per il magistrato, "sovrapponibili e trovano riscontri anche nei risultati scientifici". "A fronte di ore e ore di interrogatori - ha spiegato Nunzia Gatto, che proseguirà il suo intervento nel pomeriggio - sono venute ritrattazioni di sei-sette righe".
PG, SCINTILLA FU ATTO DI CITAZIONE
Per il sostituto Pg Nunzia Gatto a scatenare la 'furia omicida' dei coniugi Romano fu quell'atto di citazione davanti al giudice di pace in seguito a una querela per lesioni presentata da Raffaella Castagna. "Era prevista un'udienza il 13 dicembre davanti al giudice di pace - ha spiegato il magistrato -, l'11 dicembre ci fu il massacro". La vicenda, però, aveva avuto la sua genesi in sei anni di litigi precedenti a causa dei rumori che sentivano provenire dal piano di sopra, "la casa costruita dai coniugi Romano era diventata un inferno e loro avevano reso un inferno anche la vita degli altri".
Questo, principalmente, costituisce per il sostituto Pg il movente dell'omicidio che è aggravato dalla premeditazione. "Vi è una dichiarazione straordinaria dei due imputati - ha detto il rappresentante dell'accusa -: era la terza volta che ci provavano. Finalmente, l'11 dicembre, riuscirono a compiere questo delitto". Il riferimento è a quanto raccontato da Rosa e Olindo, nelle confessioni poi ritrattate, quando avevano detto che, nei mesi precedenti, per altre due volte avevano cercato di salire in casa di Raffaella ma una prima volta la donna aveva chiuso in fretta la porta, la seconda era in compagnia di un'altra persona e quindi avevano desistito. A dimostrazione della premeditazione vi è anche quanto i coniugi avevano raccontato a proposito della preparazione delle armi del delitto, una spranga e due coltelli, e il fatto che fossero entrati in azione munendosi di guanti.







