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Claps, 'il corpo forse mai cercato'

Il fratello di Elisa chiede 'chiarezza su responsabilita' e depistaggi'

20 marzo, 11:05
Polizia scientifica al lavoro
Polizia scientifica al lavoro
Claps, 'il corpo forse mai cercato'

 POTENZA - Il cadavere di Elisa Claps - i cui resti sono stati trovati mercoledì scorso nel sottotetto della canonica della chiesa della Santissima Trinità, a Potenza, 17 anni dopo la scomparsa della ragazza, il 12 settembre 1993 - "forse non è stato mai cercato". Lo ha detto in un'intervista con Sky Tg24 il fratello di Elisa, Gildo Claps, secondo il quale le indagini devono ora "fare chiarezza su responsabilità e depistaggi".

Perché parla di depistaggi? ha chiesto il giornalista: "Forse - ha risposto Gildo Claps - bisognava proteggere l'assassino o qualche altra persona". E subito dopo si è detto certo che vi siano stati "condizionamenti nelle indagini" che avrebbero portato proprio a non cercare il cadavere. Gildo Claps ha parlato della "rabbia accumulata in tutti questi anni" e ha definito "una nota amara i numerosi sopralluoghi fatti proprio in quella chiesa negli anni mentre il cadavere è stato trovato dopo 17 anni". Claps, sicuro del fatto che la sorella sia morta lo stesso giorno della scomparsa, ha detto che "la vicenda è controversa anche sotto il profilo investigativo".

Nel ribadire le accuse contro Danilo Restivo - indagato per omicidio dalla Procura della Repubblica di Salerno -Gildo Claps ha detto che nelle prime indagini vi furono "leggerezza, superficialità e approssimazione. Ma ci chiediamo se non ci sia stato altro".

CLAPS: IPOTESI, L'ASSASSINO NON AGI' DA SOLO

di Francesco Loscalzo

POTENZA - Un'ipotesi: chi ha ucciso Elisa Claps non ha agito da solo. Una prima conclusione: il suo cadavere non è stato mai spostato da un abbaino del sottotetto della canonica della chiesa della Santissima Trinità di Potenza. Una certezza: sui resti del suo cadavere non sono stati trovati segni evidenti di violenza. Due giorni dopo il ritrovamento dei resti della studentessa potentina, scomparsa, a 16 anni, il 12 settembre 1993, le indagini hanno compiuto un passo in avanti. E tutto lascia pensare che si vada sempre più verso Danilo Restivo, indagato per omicidio dalla Procura della Repubblica di Salerno, oggi cittadino inglese, residente a Bournemouth, nel Dorset e che, 17 anni fa, fu l'ultimo a parlare con Elisa, proprio nella chiesa nel cuore del centro storico potentino. Stamani, comunque, gli agenti della Polizia scientifica hanno fatto rilievi per alcune ore nel sottotetto e in altre strutture della canonica. Nuovi accertamenti per trovare elementi riconducibili all'omicidio e che potrebbero proseguire "nel perimetro della chiesa almeno per una settimana".

Questo, infatti, è il periodo indicato dalla curia in un comunicato nel quale si rende nota la chiusura al culto e al pubblico. La curia "ha accolto la richiesta degli investigatori", che dopo l'incidente probatorio di ieri, starebbero lavorando su un'ipotesi che rende ancora più misterioso l'omicidio della studentessa. L'assassino, infatti, potrebbe non aver agito da solo. Questo fa ritenere la posizione in cui è stato trovato il cadavere, quasi del tutto decomposto. Potrebbe essere stato portato lì da almeno due persone, forse nella mattinata del 12 settembre 1993.

Da quel giorno, con molta probabilità, il cadavere non è mai più stato spostato. La prima conclusione a cui sono giunti gli investigatori fa aumentare i dubbi e le perplessità sul lungo tempo trascorso senza che nessuno entrasse mai nell'ambiente dove era il cadavere e sui diversi lavori di ristrutturazione del sottotetto anche durante gli anni '90. Dubbi e perplessita' che la Polizia ha ricavato e sui quali sta lavorando: anche attraverso le riprese filmate del percorso fatto e rifatto per arrivare al sottotetto. Stretto, disagevole: possibile che l'assassino di Elisa abbia fatto tutto da solo? Comunque, ha detto oggi l'ex pm, Felicia Genovese, che coordinò le indagini dopo la scomparsa di Elisa, "non abbiamo trascurato mai alcuna pista". Tra tanti interrogativi, ecco la prima risposta. Dai primi accertamenti fatti nell'Istituto di medicina legale di Bari è arrivata la certezza che sul cadavere di Elisa "non vi sono segni macroscopici", ossia segni di violenza (coltellate o colpi d'arma da fuoco o colpi inferti con un oggetto).

Allora, Elisa è stata soffocata e poi messa nell'abbaino? Nuove e forse definitive risposte si attendono dall'autopsia che comincerà martedì prossimo, 23 marzo. La scoperta del Dna di altre persone sul suo cadavere o sugli oggetti (l'orologio Swatch, gli occhiali, i sandali e la catenina) porterebbero a una nuova svolta. E, questa volta, dopo il cadavere, si potrebbe anche scoprire il nome dell'assassino di Elisa: "Lo troveremo - dice il questore di Potenza, Romolo Panico - soprattutto per la serenità della famiglia Claps".

 

 

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