Magenta, monossido uccide 4 giovani rom
Due uomini e due donne tra i 23 e i 25 anni le vittime in uno stabile del milanese
18 marzo, 20:33Correlati
MAGENTA (MILANO) - Erano fuggiti da qualche giorno dalla miseria del campo nomadi di via Triboniano per trovare la morte in una palazzina alla periferia di Magenta. Vittime, quasi sicuramente, del monossido di carbonio scaturito da una cucina o dallo scaldabagno difettosi. Sono stati trovati morti cosi' quattro giovani, due uomini e due donne tra i 23 e i 25 anni, di origine romena. Abitavano nella palazzina affittata, pare, dal proprietario egiziano solo da un paio di settimane.
Si conoscono al momento solo i nomi dei due ragazzi: Elvis Serban e Catalin Nadaloji, sconosciute invece le identita' delle due giovani donne. Pare fossero due cugini con le rispettive compagne. La tragedia in via Dante Alighieri, alla periferia di Magenta, in una palazzina vecchia ma non fatiscente abitata anche da italiani. A trovare i corpi nel primissimo pomeriggio, il fratello di uno dei due cugini. Aveva tentato da ieri sera di mettersi in contatto con i parenti senza riuscirci. Quando e' arrivato ha tentato di aprire la porta poi ha cercato il proprietario egiziano che gli ha dato una chiave. Dentro i corpi senza vita dei quattro giovani. Il parente ha tentato di rianimare qualcuno degli amici poi ha chiamato i Vigili del Fuoco, le ambulanze. Pare non ci siano dubbi sulla morte per avvelenamento da monossido di carbonio, anche se il capitano Paolo Pettinelli della compagnia dei carabinieri di Abbiategrasso, ha detto che stanno valutando tutti gli elementi. Appena si e' diffusa la notizia della morte dei quattro nomadi, in via Dante Alighieri si sono precipitati decine di rom. Ci sono state scene strazianti di dolore, le donne si sono gettate a terra a piangere e a urlare la loro disperazione. Gli uomini volevano entrare in casa, ma sono stati trattenuti dai carabinieri. Momenti di tensione poi all'uscita dei cadaveri. I carabinieri hanno cercato di portare fuori le barelle tenendole nascoste da un lenzuolo per proteggerle dai fotografi e dalle telecamere. Ma questa attenzione nei confronti delle vittime e' stata fraintesa dai rom presenti che hanno cominciato a urlare: ''fateci vedere i corpi, fateceli vedere o veniamo a prenderceli''. I carabinieri hanno tranquillizzato i nomadi e poi hanno fatto uscire le barelle coperte solo da un telo. Gli inquirenti sono poi rimasti a lungo nell'appartamento per ulteriori rilievi, mentre altri nomadi arrivati nel frattempo hanno portato mazzi di fiori e lumini davanti al cancello della palazzina.







