Derivati: 4 grandi banche a processo per truffa
Rinvio a giudizio per quattro banche e 13 persone. L'accusa e' di truffa aggravata
18 marzo, 07:39Correlati
MILANO - Il gup di Milano Simone Luerti ha rinviato a giudizio quattro banche e tredici persone, imputati per truffa aggravata per la vicenda dei derivati del Comune di Milano. Il giudice, nel disporre il giudizio per i quattro istituti di credito e 13 persone, tra cui undici banchieri e Giorgio Porta, l'ex city manager, e Mauro Mauri, esperto della ristrutturazione del debito comunale, ha fissato il processo, definito pilota, per il prossimo 6 maggio davanti ai giudici della quarta sezione penale.
L'inchiesta, che e' la prima in Italia che riguarda una presunta truffa ai danni di enti pubblici commessa da banche, e' stata condotta dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo. Secondo l'accusa dall'operazione dei derivati del Comune di Milano le banche Deutsche Bank, Ubs, Jp Morgan e Depfa Bank avrebbero guadagnato illecitamente circa 100 milioni di euro.
PROCESSO A BANCHE E' TAPPA DI PERCORSO - "Questa è la tappa di un percorso, è un passaggio delicato": è quanto si è limitato a dire il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo, titolare dell'inchiesta con al centro una presunta truffa per la vicenda dei derivati del Comune di Milano e per la quale oggi sono stati mandati a processo quattro banche con undici loro dirigenti, l'ex city manager e un consulente di Palazzo Marino. Come è stato fatto notare il processo, che si aprirà a Milano a maggio, sarà il primo caso a livello internazionale di processo penale agli istituti di credito. L'unico precedente riguarda una sentenza amministrativa pronunciata in Inghilterra negli anni Novanta e che invitava i comuni a non sottoscrivere contratti derivati con le banche.
UBS, NESSUNA TRUFFA NE' ILLECITO PROFITTO - "Nessuna truffa è stata perpetrata da parte di Ubs, né da alcuni dai propri esponenti, ai danni del Comune di Milano e non c'é stato "alcun illecito profitto". E' quanto ribadisce in una nota l'istituto di credito, uno dei quattro che saranno processati a Milano insieme ad alcuni funzionari il prossimo 6 maggio per la vicenda con al centro presunte irregolarità legate all'emissione di un bond da 1.685 milioni di euro sottoscritti da Palazzo Marino tra il 2005 e il 2008. Quello che si aprirà a primavera inoltrata davanti ai giudici della quarta sezione penale sarà un processo pilota. Nella nota l'istituto di credito ha fatto sapere di essere fiducioso "di poter dimostrare nel corso del dibattimento che non c'é alcun accordo truffaldino tra esponenti di Ubs ed esponenti del Comune" né alcun inganno in quanto "le operazioni finanziarie oggetto dell'imputazione sono sempre state linearmente comunicate" dalle banche a Palazzo Marino il quale a sua volta le ha "autonomamente valutate". Infine Ubs ha sottolineato che "non vi è stato alcun illecito profitto in quanto i costi di intermediazione praticati erano pienamente legittimi".
JP MORGAN, CI DIFENDEREMO CON FORZA - "Ci difenderemo con forza dalle accuse avanzate e siamo certi che la solidità della nostra posizione in relazione agli addebiti contestati verrà dimostrata nel corso del dibattimento". Così la banca d'affari Jp Morgan commenta la decisione del Gup di Milano Simone Luerti di rinviare a a giudizio quattro banche e tredici persone nell'ambito dell'inchiesta sui derivati del Comune di Milano. "Riteniamo che i dipendenti di Jp Morgan coinvolti abbiano agito con professionalità e in modo appropriato", aggiunge il gruppo statunitense.







