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Aereo di Fini evita collisione in volo, falso allarme bomba per Berlusconi

Manovra d'emergenza verso Hamman; comunicazione radio sospetta all'aeroporto di Ciampino

14 marzo, 12:14

(dell'inviato Francesco Bongarra')

AMMAN - Attimi di paura, stamani, sul volo di Stato che trasportava il presidente della Camera Gianfranco Fini ad Amman, in Giordania. L'Airbus 319 CJ del 31/mo Stormo dell'Aeronautica militare ha evitato, grazie ad una brusca ma efficace manovra d'emergenza del pilota, nei cieli sopra la Siria, una collisione in quota con un altro velivolo la cui rotta confliggeva con quella dell'aereo militare italiano. Un rischio collisione che, e' stato successivamente spiegato, non era stato comunicato in tempo ai piloti italiani dal controllo del traffico aereo siriano. Tutto e' durato solo qualche attimo. Il presidente della Camera stava raggiungendo Amman dove era in corso la sessione plenaria dell'Assemblea parlamentare Euromediterranea, l'organismo di che per quest'anno e' presieduto per la prima volta dalla sua costituzione dal Parlamento italiano. L'Airbus militare, uno di quelli normalmente utilizzati per gli spostamenti delle Alte cariche dello Stato e dei membri del Governo ma molto comuni anche nell'aviazione civile, era decollato poco dopo le quattro del mattino dall'aeroporto di Ciampino. Fini viaggiava accompagnato nella sua missione da alcuni funzionari di Montecitorio e da alcuni giornalisti delle agenzie di stampa e della Rai. Il volo era stato tranquillo, ed il segnale delle cinture di sicurezza era disattivato. Improvvisamente, l'aereo si e' impennato verso l'alto. Nessun problema per il presidente Fini, che era seduto nella parte anteriore del velivolo, e per gli altri passeggeri accomodati ai loro posti. La manovra ha invece colto di sorpresa due cronisti delle agenzie di stampa che stavano conversando in piedi lungo il corridoio: sono stati violentemente proiettati sul pavimento del velivolo, ed uno di loro ha urtato il ginocchio contro il bracciolo di una poltrona, riportando una contusione. La paura e' pero' durata solo qualche secondo, poi l'aereo ha ripreso tranquillamente il suo volo atterrando, come previsto dal piano di volo, all'aeroporto di Amman alle ore 9 locali. I piloti hanno successivamente spiegato ai passeggeri a bordo che la brusca manovra si e' resa necessaria per scongiurare una possibile collisione in volo con un altro aereo che non era stato segnalato con congruo anticipo dal controllo del traffico aereo siriano. Quando in cabina di pilotaggio ci si e' resi conto del rischio, il comandante ha tirato la cloche salendo repentinamente di quota: una manovra rapida e brusca, ma efficace. Fini ha partecipato alla riunione dell'Apem nella capitale giordana, che ha lasciato a bordo dello stesso aereo poco prima delle 15, atterrando allo scalo militare di Ciampino alle 18.

 
'UNA BOMBA SULL'AEREO DI B...', FALSO ALLARME PER IL PREMIER
ROMA - Falso allarme bomba a Ciampino, a bordo dell'Airbus 319 del premier. ''Una bomba sull'aereo di B...'': questa la comunicazione ascoltata sulla frequenza 'non classificata' dei servizi di terra del 31/o stormo dell'Aeronautica militare. Subito sono scattati i controlli, ma della bomba nessuna traccia. ''Uno scherzo'', dicono fonti investigative. Certo, di pessimo gusto, ma che fa tornare a parlare della sicurezza di Berlusconi e riaccende le polemiche in vista del voto. A rendere pubblica la notizia, nel primo pomeriggio, e' stato Palazzo Chigi con una nota. L'allarme, viene spiegato, e' scattato intorno alle 9.30. Immediati i controlli che ''hanno consentito di escludere la presenza di qualsiasi ordigno'' e ''il Presidente, poco prima delle 13.30, e' giunto a destinazione utilizzando un vettore diverso''. La comunicazione che segnalava la bomba, secondo una ricostruzione piu' dettagliata, e' stata sentita anche dal comandante dell'aeroporto mentre sorseggiava un caffe'. Nel giro di pochi secondi e' stato avvertito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta che ha autorizzato le procedure previste in casi del genere. E' stata allertata la scorta di Berlusconi che si accingeva ad accompagnarlo a Ciampino da Palazzo Grazioli e ha subito bloccato la partenza per l'aeroporto. Sono state interrotte tutte le operazioni pre-decollo dell'Airbus che, portato in un hangar, e' stato rivoltato come un calzino: in azione artificieri e forze di polizia, che hanno ispezionato anche lo scalo. Nel frattempo e' stato predisposto un secondo velivolo, pure questo sottoposto a accurati controlli. Nessuna bomba e' stata trovata, ma le rigide procedure di sicurezza hanno fatto comunque optare per l'utilizzo del secondo velivolo. Anche tutti i bagagli da imbarcare giunti da palazzo Grazioli sono stati sottoposti a minuziosi controlli prima di essere messi in stiva. Al comandante del secondo aereo sono stati consegnati diversi piani di volo, per mantenere segreta la destinazione finale (Milano), resa nota quando il jet era gia' decollato con il premier a bordo. In tutto, dal falso allarme alla partenza di Berlusconi, sono trascorse circa tre ore. Indagini sono state avviate da parte della polizia postale per identificare i responsabili dell'intrusione sulla frequenza radio: indagini non facili, anche perche' - viene sottolineato - per compiere un'azione del genere non servono sofisticati apparati, ma apparecchiature alla portata di tutti. Il falso allarme bomba non ha provocato ripercussioni sul traffico civile dell'aeroporto di Ciampino: secondo quanto si e' appreso, arrivi e partenze si sono svolti regolarmente o, comunque, eventuali ritardi non sono dipesi da questo allarme. Le ripercussioni, pero', si sono fatte sentire sul versante politico. Un falso allarme bomba sull'aereo di Berlusconi? ''Quanti ne avremo, quanti ne avremo...'', commenta il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Piu' esplicito Antonio Di Pietro: ''Bisognava creare oggi che c'era una notizia vera, la nostra manifestazione, una falsa notizia che occupasse l'informazione pubblica. Mi aspetto che stasera ci sia un editoriale di Minzolini...''. A prendere la cosa sul serio e' invece il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: ''Un allarme e' sempre tale, non e' mai falso. E queste cose nascono da un clima di odio. Odio verso Berlusconi'', dice il coordinatore del Pdl. Un ammonimento arriva da Francesco Rutelli, leader di Alleanza per l'Italia ed ex presidente del Copasir: ''Consiglio a tutti di tenere lontanissimi dalla politica i fatti che riguardano la sicurezza''.

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