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Clandestini da espellere anche con figli a scuola

Marcia indietro della Cassazione: il diritto allo studio non puo' prevalere sulla illegalità

11 marzo, 21:09
Via i clandestini con figli minori a scuola
Via i clandestini con figli minori a scuola
Clandestini da espellere anche con figli a scuola

'Indietro tutta' dalla Cassazione sulla tutela dei diritti dei figli degli immigrati a crescere in Italia, dove già studiano, garantendogli la vicinanza di entrambi i genitori anche nel caso in cui uno dei due sia clandestino e colpito da ordine di allontanamento. Con una decisione depositata (sentenza 5856) e foriera di polemiche, infatti, la Suprema Corte ha stabilito che - contrariamente a quanto affermato lo scorso 20 gennaio (sentenza 823) - solo i "gravi motivi connessi allo sviluppo psicofisico del minore" consentono il protrarsi della presenza del genitore irregolare. E tra i gravi motivi non è compreso il fatto che i figli frequentino la scuola, perché la circostanza è solo una "esigenza ordinaria collegata al normale processo educativo".

In pratica, secondo il cambio di rotta della Suprema Corte, il "generale interesse della tutela delle frontiere, che si esprime nelle esigenze di ordine pubblico che convalidano il decreto di espulsione", non può cedere il passo in favore della tutela di "situazioni caratterizzate da essenziale normalità e tendenziale stabilità, in quanto collegate al normale processo formativo del minore". Insomma il timore della Cassazione è che, altrimenti, si finirebbe "col legittimare l'inserimento di famiglie di stranieri strumentalizzando l'infanzia". A pagare il 'giro di vite' è un padre albanese senza documenti che vive a Busto Arsizio (Varese) con la moglie 'regolare' - e in attesa della cittadinanza italiana in quanto adottata nel 2005 da un signore che voleva aiutarla a non tornare tra gli stenti dell' Albania - e due figli che vanno a scuola e sono ben inseriti. Adesso Myrtja A. può dire addio alla speranza di restare accanto alla sua famiglia. Il verdetto ha suscitato "grande e seria preoccupazione", ad esempio, nell'Alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, che l'ha espressa nel corso della conferenza stampa che chiude la sua visita di due giorni in Italia. "Nel mio incontro con il ministro degli Esteri, Franco Frattini, quest'ultimo - ha spiegato Pillay - mi ha dato la garanzia dell'impegno dell'Italia sulla difesa dei diritti dell'infanzia. Seguiremo questa questione".

Per il presidente di 'Terres des Hommes', Raffaele Salinari, "si fa un vistoso passo indietro nel senso civile e nella coerenza fra politica interna e rispetto delle Convenzioni Internazionali sulla tutela dei minori, di cui l'Italia è firmataria. Inoltre con l' allontanamento, si rende ancora più fragile il minore straniero, che diventa ancora più esposto alla criminalità organizzata, al lavoro nero, alla prostituzione". Plauso, invece, è stato espresso dal ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli: "si è ristabilito lo stato di diritto: ci sono delle regole che vanno rispettate. Se si entra nel nostro Paese senza averne i titoli si va incontro all'espulsione. Punto e basta!". Sulla stessa linea il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini: "non si può giustificare chi utilizza i bambini e li strumentalizza per sanare situazioni di illegalità. La legge - ha detto - è chiara e va rispettata". "Vivo apprezzamento" è arrivato dal capogruppo pdl al Senato Maurizio Gasparri, perché "l'espulsione del clandestino è più importante di altri elementi di valutazione. Meravigliano le critiche ad una decisione sacrosanta che costituisce un chiaro monito a sostegno della legalità".

Levata di scudi dal centrosinistra, dal centro e dal mondo cattolico. Tra i primi il sindaco di Torino Chiamparino che ha subito confermato l'impegno della sua amministrazione "sugli asili nido aperti ai figli degli immigrati clandestini" mentre esponenti della Lega hanno chiesto, ad esempio al sindaco di Milano Letizia Moratti, di rivedere le graduatorie per gli accessi agli asili. Pollice verso anche dal portavoce in Italia dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati Laura Boldrini, da don Ciotti, da 'Save the children', da Claudio Fava di Sinistra ecologia e libertà, dal presidente vicario dell'Idv Valerio Borghesi, dai verdi, dall'Unicef Italia, dal candidato dell'Udc in Lombardia Savino Pezzotta. L'interpretazione della Cassazione non ha trovato "consenziente" nemmeno il segretario del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti, monsignor Agostino Marchetto, perché - ha sottolineato il prelato - "si deve tenere presente, anche nella situazione di irregolarità, quella che è la realtà dell'educazione dei figli".

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