Universitario ucciso a pugni, otto anni ai due giovani rom
Antonio De Meo, universitario di 23 anni, era stato ucciso nel Teramano
09 marzo, 11:26L'AQUILA - Sono stati condannati dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila a otto anni di reclusione i due ragazzi di etnia rom accusati di omicidio preterintenzionale per la morte di Antonio De Meo, studente universitario di 23 anni di Castel di Lama (Ascoli Piceno), ucciso a pugni la notte del 10 agosto 2009 a Villa Rosa di Martinsicuro (Teramo) dopo una lite nata per futili motivi. I due ragazzi sono stati giudicati con il rito abbreviato e la sentenza del tribunale dei minori aquilano è stata emessa a sette mesi dai fatti di Villa Rosa di Martinsicuro (Teramo).
Il tribunale per i minorenni dell'Aquila ha condannato con il rito abbreviato il 15enne E.G. di Alba Adriatica (Teramo) alla pena di 8 anni, un mese e 15 giorni di carcere, e il 17enne M.S. di Falconara Marittima (Ancona) a quella di 8 anni e un mese con l'accusa di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi, ricettazione ed incendio. I due sono stati ritenuti colpevoli della morte di Antonio De Meo, lo studente universitario di Castel di Lama ucciso a forza di botte per futili motivi la notte del 10 agosto scorso a Martinsicuro (Teramo). Il Pm, al termine della requisitoria, aveva chiesto la pena di 8 anni. All'inizio dell'udienza i due imputati sono stati interrogati dal pubblico ministero.
Successivamente i difensori hanno chiesto la messa alla prova che, come sottolineato dall'avvocato della famiglia De Meo, Mauro Gionni, avrebbe permesso ai giovani di evitare il carcere. L'istanza è stata rigettata ed alla fine, il tribunale, dopo aver concesso il rito abbreviato, ha condannato i due giovani. Nella vicenda era coinvolto anche un altro ragazzo, minore di 14 anni, e per questo non imputabile. I due minorenni condannati rimarranno per il momento in un istituto della provincia di Roma, dove sono attualmente in custodia cautelare. Durante l'udienza sarebbero stati confermati i fatti emersi dalle indagini secondo cui, dopo aver colpito una prima volta la vittima, i due ragazzi si sarebbero allontanati, ma sarebbero poi tornati indietro per colpire di nuovo il malcapitato, che poi è morto.






