Lambro-Po, il giorno delle proteste
Una catena umana di oltre 300 persone ha abbracciato il fiume
27 febbraio, 19:19
MILANO - Dopo l'incubo e l'emergenza oggi è stato il giorno delle proteste contro il disastro ambientale dei fiumi Po e Lambro, invasi da martedì da un'onda di petrolio fuoriuscito dalla raffineria di Villasanta, vicino Monza. Una catena umana di oltre 300 persone, secondo la cifra fornita da Legambiente, ha abbracciato simbolicamente il fiume Lambro. Con cartelli, striscioni, uomini, donne e tanti bambini si sono sistemati lungo la riva del fiume nel parco Lambro e poi sono passati sull'altra riva attraverso uno dei tanti ponticelli.
All'iniziativa lanciata da Legambiente e sottoscritta tra gli altri dal regista Ermanno Olmi, hanno aderito numerose associazioni ambientaliste. Nel pomeriggio un centinaio di militanti delle associazioni ambientaliste di Monza e della Brianza si è radunato oggi pomeriggio davanti alla 'Lombarda Petroli' di Villasanta, la raffineria dalla quale ignoti sabotatori hanno provocato la fuoriuscita del gasolio che ha inquinato il Lambro o il Po.
Alcuni manifestanti erano travestiti da uccelli anneriti dal petrolio, come le anatre e i cormorani che vivono lungo i due corsi d'acqua. Erano presenti delegazioni di Legambiente, dei Verdi, l'Associazione parchi del Vimercatese, Sinistra ecologia e libertà e il Partito democratico.
Hanno portato la loro solidarietà anche associazioni ecologiste del cremonese. Gli ambientalisti hanno protestato anche contro il progetto di costruire ad Arcore, a pochi chilometri da Villasanata e in aree comprese nel Parco Valle Lambro, un complesso residenziale da parte dell'immobiliare della famiglia Berlusconi.
BERTOLASO: ANALISI DELLE ACQUE NELLA NORMA - Le analisi dell'acqua del Po, fatte dalle agenzie di protezione ambientale di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, sono "tutte nella norma per la presenza di idrocarburi", assicura il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, che in Prefettura a Rovigo ha incontrato gli amministratori locali. "La situazione - ha detto - è sotto controllo, le analisi delle acque sono state fatte in superficie, ad un metro e a due metri, e sono tutte nella norma per la presenza di idrocarburi. Non abbiamo ragioni per temere che nei prossimi giorni queste analisi siano destinate a peggiorare".
Il dato più preoccupante è adesso la presenza "di alcune chiazze superficiali sporadiche che non sono assolutamente pericolose per l'ambiente", ha aggiunto Bertolaso. L'obiettivo è quello di intercettare e aspirare queste chiazze. "Ci sono - ha detto Bertolaso - tutta una serie di misure di controllo e filtraggio, con barriere superficiali, per fermare questa pellicola oleosa presente sul fiume. Ci sono poi mezzi in grado di recuperare queste macchie d'olio". Sia i Vigili del fuoco sia la Guardia costiera stanno facendo dei sorvoli per fare delle aerofotogrammetrie per esaminare palmo a palmo tutto il fiume, da Isola Serafini, dove c'é la centrale idroelettrica dove è stata fermata buona parte della macchia nera, fino al Delta, dove le chiazze di idrocarburi dovrebbero arrivare in serata.
Nella zona del Delta del Po "non ci sono ragioni per proibire alcunché, c'é solo una fase di attenzione e controllo, ma sia l'allevamento che la pesca non dovrebbero subire alcuna conseguenza da questo fenomeno". Bertolaso ha tranquillizzato così le istituzioni locali escludendo gravi ripercussioni sul fragile ecosistema del Delta del Po dopo lo sversamento di idrocarburi nel Lambro, una parte dei quali stanno arrivando al Delta del fiume.







