Traffico illecito di rifiuti, 23 arresti
Operazione dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico
09 febbraio, 15:31ROMA - I Carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) hanno eseguito un'operazione in Abruzzo, Toscana, Campania e altre regioni del Nord Italia per un presunto traffico illecito di rifiuti pericolosi. Sono 23 gli arresti da eseguire, la maggior parte in Toscana, gli altri in Abruzzo. Le inchieste sono coordinate dalle procure di Grosseto e di Lanciano.
IN ABRUZZO 8 ARRESTI - Si chiama "Spiderman" l'operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Lanciano che ha consentito la disarticolazione di un'organizzazione, costituita in Abruzzo e con diramazioni in ambito nazionale, dedita al traffico illecito di rifiuti speciali anche pericolosi. Il traffico - scoperto dal Noe di Pescara e dai Carabinieri di Lanciano - avveniva con la complicità di impianti di gestione rifiuti, trasportatori, intermediari, imprenditori, laboratori di analisi e compiacenti discariche. Otto le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Lanciano, due in carcere e sei ai domiciliari. Complessivamente sono 23 le persone deferite all'autorità giudiziaria a vario titolo per associazione per delinquere, attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, falso in attestazioni analitiche e certificazioni ambientali, falso in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale e frode processuale. Fulcro delle attività illecite era un impianto di stoccaggio e selezione rifiuti operante nella zona industriale di Lanciano, regolarmente autorizzato alla gestione rifiuti. I responsabili del traffico, attraverso l'illecita miscelazione dei rifiuti, simulando operazioni di selezione, trattamento e recupero con la falsificazione dei documenti analitici e di trasporto, per anni avrebbero illecitamente smaltito principalmente presso due discariche, una abruzzese ed una pugliese, ingenti quantitativi di rifiuti speciali sostenendo costi molto contenuti. Inoltre, dichiarando che i rifiuti da loro gestiti e trattati provenivano da attività di selezione automatica, tecnologia di cui la ditta non dispone, ottenevano un forte sconto sull'applicazione dell'ecotassa regionale per 500.000 euro circa. E' stata inoltre riscontrata la complicità di appartenenti alla Polizia provinciale che rilasciavano attestazioni di comodo. Secondo quanto accertato dagli investigatori, l'organizzazione contava anche sulla complicità di un impianto di gestione rifiuti - stoccaggio e selezione - ubicato in provincia di Macerata; tre ditte di trasporto rifiuti, operanti sull'intero territorio nazionale; altrettanti laboratori analisi abruzzesi; due impianti di smaltimento in Puglia e in Abruzzo. Il traffico accertato è stato stimato in circa 80.000 tonnellate nei soli conferimenti verso le due discariche, con un lucro per l'organizzazione non inferiore ai 3 milioni di euro. Ulteriori particolari saranno resi noti in una conferenza stampa convocata alle 11.45 presso il Comando provinciale carabinieri di Chieti.
DA CAMPANIA IN TOSCANA,15 ARRESTI - I rifiuti speciali e pericolosi prodotti dalla bonifica del sito contaminato di Bagnoli, nel Napoletano, sono stati smaltiti illecitamente in Toscana provocando anche un esplosione, il 26 giugno 2008, in un capannone di Scarlino (Grosseto) con la morte di un lavoratore e il ferimento grave di un altro. E' quanto emerge da un' operazione, coordinata dalla procura della Repubblica di Grosseto e condotta dal carabinieri del Noe che ha sgominato un'organizzazione costituita in Toscana con diramazioni in Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Marche, Campania, Lazio, Abruzzo e Sardegna. Il traffico di rifiuti accertato è stato stimato in circa un milione di tonnellate, con un lucro di svariati milioni di euro e un consistente danno all'erario per l'evasione dell' ecotassa, oltre a gravi danni provocati all'ambiente. Le persone denunciate sono 61. Per 15 sono scattati gli arresti, sei in carcere e nove ai domiciliari. Si tratta di legali rappresentanti, presidenti di Cda, direttori generali, responsabili tecnici, soci, responsabili di laboratorio, chimici e dipendenti delle società coinvolte. Le accuse, a vario titolo, vanno dall'associazione per delinquere all'omicidio colposo, a lesioni personali colpose, incendio, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, gestione non autorizzata di rifiuti, falsità in registri e notificazioni fino alla falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Il gip ha emesso anche due misure interdittive dell'esercizio della professione di chimico e dell'esercizio di uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e ha disposto il sequestro di locali adibiti a laboratorio di analisi e di alcuni automezzi utilizzati per il traffico illecito. L'esecuzione dei provvedimenti cautelari è stata portata a compimento dai carabinieri nelle province di Grosseto, Bergamo, Caserta, Livorno, Milano, Mantova, Padova, Pisa, Ravenna, Trento e Trieste con il supporto dei comandi provinciali dei carabinieri e dei Noe competenti per territorio. L'operazione è stata denominata 'Golden rubbish', spazzatura d'oro. La struttura organizzativa dell'associazione per delinquere scoperta dai carabinieri era imperniata sul ruolo di una società di intermediazione maremmana, proprietaria anche di un impianto di trattamento, la quale, avvalendosi di produttori, trasportatori, laboratori di analisi, impianti di trattamento, siti di ripristino ambientale e discariche, regolava e gestiva i flussi dei rifiuti; ciò avveniva attraverso una sistematica falsificazione di certificati di analisi, formulari di identificazione e registri di carico e scarico al fine dell' attribuzione di codici di rifiuto non corretti, così da poter essere dirottati soprattutto in siti di destinazione finale compiacenti ubicati in Toscana, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna.
IN TRENTINO DUE ARRESTI - Sono due gli arrestati in Trentino nell'ambito dell'inchiesta dei carabinieri del Noe, coordinata dalla procura di Grosseto, su un presunto traffico illecito di rifiuti pericolosi. Si tratta dell'ex presidente della Sativa di Sardagna di Trento e di un ex dipendente, Simone Gosetti, 45 anni di Levico, e Alessio Comper, 28 anni di Lavis. Gosetti è già indagato in un'inchiesta chiusa nell'ottobre 2009 dalla Procura di Trento su uno smaltimento di materiali speciali, scarti di lavorazione di aziende e acciaierie di Trentino Alto Adige, Friuli, Veneto e Lombardia, che aveva portato al sequestro della discarica Sativa e delle ex cave Monte Zaccon di Marter, in Valsugana. Nei confronti di Gosetti e Comper la Procura di Grosseto ha disposto la misura degli arresti domiciliari per traffico illecito di rifiuti in concorso. In particolare sono accusati di avere conferito nella discarica Sativa di Sardagna di Trento, dalla fine 2008 a parte del 2009, terre da bonifica non conformi provenienti da impianti di distribuzione carburanti e acciaierie del Centro Italia e del nord Est. In Trentino le indagini del Noe erano state avviate nel maggio-giugno 2008. Le misure cautelari sono state notificate all'alba di oggi. L'abitazione di Gosetti è stata perquisita e sono stati acquisiti dagli inquirenti dei documenti.
RIFIUTI:TRAFFICO ILLECITO; PRESTIGIACOMO, ORA TRACCIABILITA'
ROMA - Elogio sentito per ''l'incisiva attivita' dei Noe contro il traffico illecito di rifiuti'' ora e' ''opportuno'' il varo del sistema di tracciabilita' dei rifiuti speciali, Sistri, ''per combattere le ecomafie''. Lo ha affermato il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, in merito alle due operazioni condotte oggi dai carabinieri dei Noe, 'Golden rubbish' e 'Spiderman', che, ha sottolineato il ministro ''hanno evidenziato ancora una volta quanto vasta sia in Italia l'area degli illeciti che vengono commessi nello smaltimento dei rifiuti speciali''. ''La brillante attivita' investigativa dei Noe in questi mesi - ha aggiunto Prestigiacomo - sta evidenziando una illegalita' diffusa in questo campo gestita sia dalla criminalita' organizzata che da gruppi di operatori senza scrupoli che lucrano sul sistema di smaltimento dei rifiuti, causano gravissimi danni all'ambiente e espongono a rischi la salute delle comunita' interessate''. ''Assieme ad un elogio sentito per la grande professionalita' e l'efficienza dei Noe, rilevo - ha proseguito il ministro - quanto sia stato opportuno il varo del Sistri, il sistema di tracciabilita' dei rifiuti speciali che entrera' a regime fra qualche mese e consentira' un monitoraggio attento ed in tempo reale di queste attivita'. Il Sistri, che sara' gestito proprio dai Noe - ha concluso Prestigiacomo - rendera' possibile un contrasto molto piu' efficace e puntuale dei traffici delle ecomafie e delle attivita' criminose di quanti commettono reati ambientali nel campo dei rifiuti''.






