Raciti: legali Speziale chiedono assoluzione. Stasera la sentenza
L'imputato all'epoca dei fatti aveva 17 anni. Ieri pm chiesto condanna a 15 anni
09 febbraio, 15:55Correlati
CATANIA - Si è conclusa, davanti il Tribunale per i minorenni di Catania che tratta il processo per l'omicidio dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, l'arringa degli avvocati difensori di Antonino Speziali. Gli avvocati Giuseppe Lipera e Grazia Coco hanno chiesto l'assoluzione per il loro assistito: per non avere commesso il fatto o in subordine per mancanze di prova.
Ieri l'accusa, rappresentata in aula dai pm Angelo Busacca e Silvia Vassallo, ha chiesto la sua condanna a 15 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. Il Tribunale per i minorenni si è riunito in camera di consiglio. La sentenza potrebbe essere emessa nella tarda serata di oggi. I due penalisti hanno basato la loro difesa sul 'buco' nel filmato che riprende gli scontri e il presunto lancio del taglierino che avrebbe ferito mortalmente Raciti. Secondo gli avvocati non "ci sono prove né documentali né testimoniali sull'impatto".
I legali hanno riproposto come tesi alternative del 'fuoco amico', e che ha procurare la ferita letale sarebbe stato un fuoristrada della polizia mentre faceva retromarcia, e le indagini diagnostiche mediche a cui fu sottoposto in ospedale che non avrebbero evidenziato subito la causa del decesso. Gli avvocati Lipera e Coco hanno ricordato la perizia del Ris di Parma,secondo i quali l'eventuale impatto del lamierino contro Raciti sarebbe stato attutito dal giubbotto antiproiettile che l'ispettore indossava. Una tesi a sua volta stravolta da una superperizia disposta sia dal Tribunale per i minorenni sia dalla Corte d'assise di Catania, che smentì completamente la ricostruzione di militari dell'Arma di Parma. Ma quest'ultimi, per i legali, è soltanto "una teoria, un'ipotesi che non dà alcuna certezza".
Dopo l'arringa della difesa di Speziale, i sostituti procuratore Angelo Busacca e Silvia Vassallo, hanno spiegato perché il reato al centro del processo è stato riqualificato da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale. Secondo l'accusa, la ferita, di pochi centimetri subita al fianco dell'ispettore Raciti, dimostrerebbe che non è stata provocata con 'volontarieta'' da parte di Speziale.
LA RICHIESTA DEI PM
CATANIA - I Pm Angelo Busacca e Silvia Vassallo hanno chiesto la condanna a 15 anni di reclusione per Antonino Speziale, accusato di omicidio preterintenzionale per l'uccisione di Filippo Raciti, l'ispettore di polizia morto il 2 febbraio 2007 in seguito agli scontri tra ultrà e polizia nel corso del derby Catania-Palermo. Il processo si svolge davanti al tribunale dei minorenni perché l'imputato all'epoca dei fatti aveva ancora 17 anni.
Nella loro requisitoria durata circa tre ore e mezza i pm hanno chiesto la riqualificazione dell'accusa da omicidio volontario a preterintenzionale e l'interdizione per cinque anni dai pubblici uffici, sostenendo che Speziale spinse il sottolavello d'acciaio che avrebbe provocato le lesioni mortali all'agente di polizia con l'intenzione di uscire dallo stadio, essendosi trovato di fronte gli agenti di polizia a sbarrargli il passo. I pm hanno parlato di "qualità, precisione e completezza" degli indizi a carico di Speziale ed hanno evidenziato "una idonea capacità offensiva del sottolavello", ricostruendo anche in video il 'buco' nelle immagini riprese dalle telecamere a circuito chiuso dello stadio, spazio di tempo nel quale secondo l'accusa "non può essere successo null'altro" che l'impatto del metallo sul corpo dell'agente, colpito mentre tentava di chiudere un'anta del cancello dello stadio.
Tra gli "elementi obiettivi" dell' accusa anche le ammissioni di responsabilità fatte dallo stesso Speziale, rilevate in intercettazioni fatte durante un colloquio con un altro fermato e le tracce di metallo riscontrate sulla lesione provocata dal sottolavello sul giubbotto dell'agente, sul quale sono state rilevate anche tracce del muro dei bagni dello stadio, dal quale sarebbe stato divelto.
MICALE; CHIESTI 11 ANNI, OMICIDIO PRETERINTENZIONALE
CATANIA - Undici anni di reclusione con la derubricazione del reato da omicidio volontario in preterintenzionale. E' la richiesta avanzata alla prima Corte d'assise, dal pm Andrea Bonomo a conclusione delle requisitoria nei confronti di Daniele Natale Micale, 23 anni, nel processo per la morte dell'ispettore Filippo Raciti, deceduto per le ferite riportate durante gli scontri dentro e fuori lo Stadio 'Angelo Massimino' il 2 febbraio del 2007 durante il derby di calcio con il Palermo. Domani è previsto l'intervento dei difensori, gli avvocati Mimmo Cannavò e Eugenio De Luca. Ieri davanti al Tribunale per i minorenni l'accusa, rappresentata in aula dai pm Angelo Busacca e Silvia Vassallo, ha chiesto 15 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale per l'altro imputato per la morte dell'ispettore Raciti, Antonino Speziale, che all'epoca dei fatti non era maggiorenne. Oggi i suoi avvocati, Giuseppe Lipera e Grazia Coco, a conclusione dell'arringa hanno chiesto l'assoluzione del loro assistito. I giudici del Tribunale per i si sono ritirati in camera di consiglio.






