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Minori violentano ragazzina, condannati i loro genitori

Per il Tribunale ci sono state carenze nell'educazione

04 febbraio, 14:24
Foto archivio
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Minori violentano ragazzina, condannati i loro genitori

MILANO - E' la mancata "educazione dei sentimenti e delle emozioni che consente di entrare in relazione non solo corporea con l'altro" la colpa maggiore addebitata ai genitori di alcuni ragazzini condannati per violenza sessuale ai danni di una ragazzina di 12 anni a Milano. E per il fatto di non aver prestato attenzione a che "il processo di crescita" dei loro figli "avvenisse nel segno del rispetto dei sentimenti, dei desideri e del corpo dell'altra/o", padri e madri sono stati condannati al pagamento di 450mila euro alla vittima delle violenze.

E' questo il tenore della sentenza del Tribunale civile di Milano, di cui dà conto oggi il 'Corriere della sera'', al termine della causa, scaturita dopo il processo penale, riguardante la vicenda di una ragazzina ripetutamente violentata dal 2001 al 2003 da ragazzi poco più grandi a Milano. L'accusa principale ai genitori è appunto quella di non aver dato "educazione dei sentimenti e delle emozioni" nel rapporto con l'altro sesso. E di non aver dato "quelle indicazioni che forniscono ai figli gli strumenti indispensabili da utilizzare nelle relazioni, anche di sentimento e di sesso, con l'altra e con l'altro". Lo testimonia il racconto dei ragazzi stessi: "Asettico - scrive il giudice relatore - con parole non espressive di emotività, usando per la ragazza espressioni che evidenziano come nessuna considerazione vi fosse per la persona".

Per questo, tutti i genitori dei ragazzi sono stati condannati a risarcire la vittima dei loro figli anche per "i turbamenti psichici" legati alla "consapevolezza di essere stata lesa nell'inviolabile diritto alla libertà sessuale". Questo aveva causato l'"abbandono scolastico" e quindi la "riduzione di possibilità nel lavoro". Tutti i genitori vanno condannati, anche quelli separati, perché, per il giudice, "il legislatore riconosce al coniuge non affidatario non solo il diritto, ma anche il dovere di vigilare sull'educazione del figlio".

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