Cade da moto, travolta durante i soccorsi
L'incidente nella notte a Roma, fuggito l'investitore
02 febbraio, 19:00Correlati
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di Diana A. Formaggio
ROMA - A Roma è caccia al pirata della strada che la notte scorsa ha ucciso una donna di 40 anni riversa sull'asfalto dopo un incidente e che stava per essere soccorsa da alcuni automobilisti. La donna aveva chiuso il suo pub a Casalpalocco, in piazza Eschilo, quartiere residenziale della Capitale, poco prima e rientrava a casa dopo le 3 della notte, stanca e con la fretta di chi dopo più di dieci ore di lavoro vuole staccare la spina.
Ma a casa sua, da sua figlia di 17 anni e da suo marito, nella zona della Pisana, la donna di 40 anni non è mai arrivata. La corsa in sella alla sua Honda 1000 è finita sul Grande raccordo anulare di Roma. Tradita prima dall'alta velocità, che le ha fatto perdere il controllo della moto su un dosso tristemente noto in quel tratto del Gra, e poco dopo travolta da un'auto che forse non l'ha vista. Ma che sicuramente ha sentito l'impatto del corpo della donna sotto le ruote della sua auto, se il suo casco integrale gli agenti della polstrada l'hanno raccolto semi schiacciato sul ciglio destro della carreggiata, ma è comunque fuggito.
Dai primi rilievi fatti nel corso della notte, anche per la polizia stradale è difficile stabilire se la donna era ancora viva e poteva essere salvata dopo essere volata dalla moto. Ma é possibile. Di certo c'é che i due automobilisti, che si erano immediatamente fermati per prestarle soccorso, non hanno potuto fare nulla. Se non assistere all'epilogo peggiore senza riuscire neanche, perché sconvolti da quanto stava accadendo a pochi metri da loro, a fissare nella mente il modello di quell'auto pirata per dar modo agli investigatori di seguirne le tracce. Le ricerche sono ancora in corso. I due automobilisti sono rimasti lì, senza poter essere più di aiuto, ad attendere la polstrada che in pochi minuti è arrivata al chilometro 63+600, dove hanno trovato un corpo martoriato nel mezzo della carreggiata, la moto a circa 100 metri di distanza e ciò che restava del casco integrale di una centaura appassionata.
La notizia della morte di Betta, il diminutivo con la quale le molte giovanissime che si alternavano dietro il suo bancone per guadagnare qualche soldo la chiamavano, è arrivata all'alba. E subito ha fatto velocemente il giro anche dei frequentatori del pub che gestiva con il marito, e dei vicini di casa nella zona della Pisana, a pochi chilometri da dove la sua moto si è schiantata.







