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Orlandi, "Casco d'Oro": la banda della Magliana non c'entra

Lo dice Claudiana Bernacchia, nota come "Casco d'Oro", uno dei personaggi femminili di maggior spicco della criminalità romana

29 dicembre, 16:37

ROMA - La Banda della Magliana non ha nulla a che vedere con la scomparsa di Emanuela Orlandi, la figlia di un funzionario vaticano della quale non si sa più nulla dal 1983. Lo ha detto oggi al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, titolare delle indagini, Claudiana Bernacchia, nota come "Casco d'Oro", uno dei personaggi femminili di maggior spicco della criminalità romana, come fu definita nel 1993 quando fu arrestata, sentita come testimone in procura a Roma. Bernacchia, già legata a boss del calibro di Claudio Sicilia, ucciso nel 1991, e Giorgio Paradisi, deceduto per una malattia nel 2006, conosce molti particolari dell'attività dell'organizzazione, ma la circostanza riferita oggi non sembra aver convinto molto gli inquirenti. La donna è attualmente legata ad un imprenditore, un tempo conoscente di Enrico De Pedis, indicato dalla supertestimone Sabrina Minardi come il responsabile del sequestro e della morte di Emanuela, ma non è mai stato coinvolto in indagini sull'organizzazione criminale. A parlare "de relato" del ruolo di "Renatino" De Pedis nella sparizione della Orlandi, in seguito ad un contenzioso con il Vaticano, sono stati anche i pentiti Antonio Mancini e appena ieri Maurizio Abbatino. Claudiana Bernacchia fu arrestata nel 1993 nell'ambito dell'operazione denominata "Colosseo", quella che decapitò definitivamente i vertici della Banda Magliana.

ABBATINO: ORLANDI SEQUESTRATA DA DE PEDIS - Maurizio Abbatino, pentito della Banda della Magliana, è stato sentito dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, nell'ambito dell'inchiesta sulla sparizione di Emanuela Orlandi nel 1983, e ha dichiarato di aver appreso che la ragazza fu sequestrata da uomini legati al boss Enrico De Pedis. Abbatino, interrogato in qualità di testimone, ha sottolineato più volte che le circostanze riferite sono state da lui apprese in colloqui con altri esponenti dell'organizzazione criminale che ha imperversato nella capitale negli anni '80. Cosi' come già dichiarato da un altro pentito, Antonio Mancini, alcune settimane fa, anche Abbatino, secondo quanto si è appreso, ha dichiarato che all'origine del sequestro ci sarebbe stato un contenzioso tra la Banda della Magliana e il Vaticano.

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