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L'aggressore motiva il gesto: avversione a Pdl e premier

Tartaglia sorvegliato a vista a San Vittore

14 dicembre, 14:38
Massimo Tartaglia dopo l'aggressione a Berlusconi
Massimo Tartaglia dopo l'aggressione a Berlusconi
L'aggressore motiva il gesto: avversione a Pdl e premier

MILANO - Nel corso dell'interrogatorio in Questura, Massimo Tartaglia - secondo quanto si è appreso - avrebbe motivato l'aggressione al premier con l'avversione politica che nutre verso il Pdl e in particolare verso Berlusconi.

Arrestato con l'accusa di lesioni pluriaggravate dalla premeditazione e dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa, Tartaglia ha reso una piena confessione. Nel suo racconto ha spiegato che era andato in Piazza Duomo per assistere al comizio del premier e che se ne era andato quando Berlusconi era sul palco in quanto dissentiva da quello che stava dicendo. Stava raggiungendo la metropolitana quando ha visto la macchina del presidente del Consiglio parcheggiata, ma soprattutto ha sentito le grida di alcuni contestatori che hanno attratto la sua attenzione, così si è infilato in una strada laterale per tornare indietro e si è trovato davanti Berlusconi a cui ha lanciato il souvenir che aveva comprato poco prima su una bancarella.

Tartaglia è stato in cura presso i servizi di psichiatria del Policlinico Ospedale Maggiore di Milano fino al 2003. A confermarlo è lo stesso ospedale. Tartaglia, aggiungono dal Policlinico, risulta ora seguito saltuariamente dalla psicologa, L.M., che collabora con la stessa struttura. In ogni caso, però, si precisa, Tartaglia non risulta tra le liste dei pazienti del Policlinico da sei anni.

Il Procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro inoltrerà oggi al Gip la richiesta di convalida dell'arresto di Massimo Tartaglia l'uomo che ieri ha colpito con un souvenir del Duomo il premier e che ora si trova in una cella singola e sorvegliato a vista nel carcere di San Vittore. Spataro ha contestato a Tartaglia l'accusa di lesioni pluriaggravate dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa e dalla premeditazione. Dunque sarà il Gip a decidere o meno se tenere in carcere l'uomo.

IN DUOMO CON PEZZO PLEXIGLAS - Uno spuntone di plexiglas lungo 20 centimetri, un grosso accendino da tavolo, un crocifisso di 30 centimetri e un soprammobile di quarzo del peso di diversi etti: questi sono gli oggetti che ieri Massimo Tartaglia aveva nascosto in una piccola borsa, prima di aggredire in Piazza Duomo il premier Silvio Berlusconi. La contestazione della premeditazione è scattata anche perché due di questi oggetti (l'accendino e lo spuntone di plexiglas) erano stati prelevati dall'uomo dalla propria abitazione. Oltre agli oggetti che si era portato da casa, nella borsa Massimo Tartaglia aveva nascosto anche la piccola statuetta del Duomo, comprata in una vicina bancarella e utilizzata poi nell'aggressione al premier, e uno spray al peperoncino.

INDAGINI SU RETE CONOSCENZE TARTAGLIA - E' sulla rete di conoscenze e sulle frequentazioni di Massimo Tartaglia che si concentra l'attenzione degli investigatori che indagano sull'episodio. Accertati infatti i problemi psicologici di Tartaglia, si punta a escludere che l'uomo possa essersi mosso comunque concordemente con altri dato che gli oggetti che aveva con sé, e in particolare uno spray al peperoncino, hanno fatto propendere per il gesto premeditato.

All'attenzione degli investigatori c'é anche ciò che è avvenuto prima dell'aggressione, un violento battibecco, con alcuni attimi di tensione, tra alcuni esponenti vicini all'organizzazione del comizio e alcuni gruppi di contestatori. Secondo quanto a conoscenza delle forze dell'ordine, ad un certo punto, sempre lontano dal palco, alcuni contestatori spontanei, che non erano organizzati per quanto se ne sa al momento, hanno dato inizio a un violento battibecco con persone vicine a un gruppo giovanile di centrodestra fino ad arrivare agli spintoni e a causare l'intervento della polizia che si è schierata tra i due gruppi per impedire altri contatti.

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