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Berlusconi al comizio: 'noi l'antimafia dei fatti contro le menzogne'

'Maggioranza forte e coesa, non credere a chi getta odio e fango'

13 dicembre, 21:59

di Bianca Maria Manfredi

MILANO - Silvio Berlusconi chiede di non credere a chi getta "fango" contro di lui e contro una maggioranza coesa ed un governo stabile che andrà avanti per tutta la legislatura con l'obiettivo di chiudere la delicata partita delle riforme. Il Cavaliere è un fiume in piena alla manifestazione del pdl a Milano. Rilancia il Popolo della libertà come forza democratica e risponde quasi con rabbia ai contestatori che lo attaccano: "Noi non siamo come voi, siamo gente libera - dice dal palco prima che un uomo lo colpisse al volto lanciandogli un oggetto contundente - e vogliamo un pacato dialogo mente voi vorreste trasformare l'Italia in una piazza urlante che inveisce e condanna. Vergogna, vergogna, vergogna".

Il premier candida poi ufficialmente Roberto Formigoni alle regionali in Lombardia, consegna la tessera del Pdl al sindaco di Milano Letizia Moratti e spiega che le sue parole su giudici politicizzati e Corte Costituzionale "non sono attacchi ma una fotografia della situazione preoccupante". Sul palco dietro al Duomo di Milano, circondato da ministri (Giulio Tremonti, Gianfranco Rotondi, Mariastella Gelmini e Ignazio La Russa) e esponenti del Pdl, il presidente dà l'avvio alla campagna di tesseramento del partito prendendo la tessera numero uno. E dicendo di aspettarsi un milione di tesserati (non iscritti ma aderenti). Non è un nuovo annuncio dal predellino, come quello che fece sempre a Milano facendo nascere il Pdl, ma è senz'altro un rilancio dell'attività. Non cita il presidente della Camera Gianfranco Fini. Sono i simpatizzanti a farlo, ogni tanto, dicendo di mandarlo via. Però ci tiene a sottolineare che c'é democrazia nel partito dove le decisioni non sono prese da uno solo o da un'oligarchia "ma dagli organi preposti dallo statuto". Sarà l'ufficio di presidenza, che ha 36 membri, a decidere ad esempio i candidati alle regionali, con un'eccezione, ovvero, la Lombardia dove "con il pieno appoggio della Lega nord" correrà Formigoni. Il premier è in forma e scherza. A Formigoni dà del "vecchietto" perché sente il freddo pungente della serata milanese mentre lui non ha nemmeno la canottiera. A Pamela Gatti, che con Carlo Armeni prende la tessera di Giovane Italia, chiede il numero di telefono, prima di ricevere la maglietta fatta dai ragazzi con lo slogan 'Con Silvio contro tutte le mafie''. Ed è lo stesso presidente a parlare di mafia ricordando tutti i risultati ottenuti dal suo governo: beni sequestrati, latitanti arrestati. "Noi - chiosa fra gli applausi - siamo l'antimafia dei fatti contro l'antimafia delle calunnie e delle menzogne". In piazza c'é anche chi contesta e lui subito replica "vergogna, vergogna, vergogna". "Ci sono alcuni che ci contestano. Noi siamo qui, in campo - dice - perché noi non siamo come voi, siamo gente libera e vi lasciamo esprimere le vostre idee in un pacato dialogo". Una frase ancora più significativa se si pensa all'aggressione che il presidente del Consiglio subisce una volta sceso dal palco, così come le parole che pronuncia, scherzoso, salendo: "mi avete fatto un'imboscata". "Pensavo di non dover dire nulla - aggiunge -. Ora qui mi dicono che devo fare un comizio. Io vorrei semplicemente farvi gli auguri di Natale".

Ma poi il comizio parte e tocca un'infinità di argomenti. Del Pdl spiega che inizialmente non pensava servisse il tesseramento "perché già il voto di fatto è già un tesseramento poi ci siamo resi conto che viviamo in un momento di disinformazione". Poi va oltre osservando che "il capo del governo come è descritto dall'opposizione è un mostro. Ma non credo di esserlo, non solo perché sono bello ma anche perché sono - dice in dialetto milanese - un brau fioeu", un bravo figlio. Non sono poche le critiche alla sinistra che è ancora "marxista" che nel programma ha il ritorno dell'Ici e pensa "a uno stato di polizia tributaria" mentre il centrodestra nonostante la crisi "non ha messo le mani in tasca agli italiani". Ma la cosa "più pericolosa" riguarda la giustizia dove non è "accettabile che giudici politicizzati possano intervenire sul Parlamento cercando di influenzare le decisioni" sulle leggi in discussione, oppure cerchi di cancellarle "facendo ricorso alla Corte Costituzionale" che è composta per buona parte da gente che ha una storia di sinistra. "Gazie di cuore - conclude dopo aver ripetuto che il suo gradimento è al 63% e che la maggioranza è coesa e il governo funziona -, di essere qui incuranti del freddo e delle persone che ci contrastano per sventolare le bandiere del Pdl. Dovremo essere come sempre baluardo in Italia della democrazia".

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