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Stupri, corteo a Roma. Basta e si' a RU486

Contro le violenze subite dagli uomini, in piazza anche alcuni transessuali ricordando Brenda

29 novembre, 09:37
Corteo contro la violenza alle donne
Corteo contro la violenza alle donne
Stupri, corteo a Roma. Basta e si' a RU486

(di Lorenzo Attianese)
ROMA  - Un'onda rosa dalla quale sono emerse anche le transessuali che, "fiere di appartenere alla categoria femminile", hanno sfilato pure per Brenda. E' stato questo lo spirito del corteo a Roma, organizzata da un tam-tam di donne su internet contro le violenze subite dagli uomini. Le manifestanti hanno anche contestato alcune modelle seminude in vetrina per pubblicità. In diecimila, secondo le organizzatrici, sono scese in strada per rivendicare il propri diritti partendo da piazza della Repubblica e sfilando in corteo fino in piazza San Giovanni. Tra le manifestanti, studentesse, donne di mezza età, lesbiche, femministe, trans e anche alcuni uomini. Presente anche la parlamentare del Pd Paola Concia e l'assessore regionale del Lazio al bilancio Luigi Nieri. "Basta" è stato lo slogan sullo striscione di testa e sui cartelloni.

A testa alta e con il ricordo di Brenda nel cuore, hanno sfilato a fianco alle manifestanti anche alcune transessuali. "Spero che la morte di Brenda non sia uno dei tanti misteri italiani e mi auguro che almeno la sua scomparsa possa cambiare qualcosa", ha detto la presidente dell'associazione di trans 'Libellula', Layla Dayanis. Tanta l'ironia nei confronti degli stupratori e di chi usa le donne. "Alla vostra sicurezza rispondiamo: la notte è nostra e ce la prendiamo" e "la vera sicurezza è lo stupratore sul parabrezza", sono stati gli slogan più gettonati. Al passaggio del corteo qualche manifestante ha attaccato su dei distributori di preservativi, dei volantini con la scritta: "Libere di scegliere, capaci di reagire. Ru486. Libertà è autodeterminazione".

Ma il corteo è stato segnato anche dalla provocazione di qualcuno e dalle contestazioni improvvise da parte delle manifestanti. Un uomo, poi allontanato, ha distribuito volantini denunciando "le simulazioni di violenze da parte delle donne per ottenere benefici economici, soprattutto durante le separazioni". E alla fine del corteo, alcuni manifestanti hanno contestato due modelle seminude, che indossavano solo biancheria intima per una pubblicità, all'entrata dei grandi magazzini della Coin. "Il nostro problema non è la cellulite ma come liberare la nostra vita", hanno urlato le contestatrice alle modelle. Perché da oggi l'Onda rosa è cavalcata da donne, lesbiche e trans, ma "travolge le Barbie".

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