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Napolitano: stop a violenze

Monito di Napolitano. Una su tre ha subito episodi di aggressività

25 novembre, 16:08
Violenza 'emergenza mondiale'
Violenza 'emergenza mondiale'
Napolitano: stop a violenze

ROMA - E' pronto il testo del primo Piano nazionale antiviolenza ed antistalking del governo: 20 milioni di euro per il 2010 per la formazione degli operatori, per la prevenzione, per il sostegno dei centri antiviolenza, per le misure assistenziali alle vittime. Per diventare operativo, il Piano (sarà oggetto di un Dpcm), messo a punto dal ministro per le pari opportunità, sarà ora sottoposto al vaglio dei dicasteri interessati (istruzione, giustizia, interno, lavoro, difesa) e del Conferenza unificata. Per il varo definitivo si prevedono tempi rapidi. Ad illustrare il documento è stata Isabella Rauti, capo dipartimento del ministero diretto da Mara Carfagna, alla presentazione di un rapporto sulle vittime di violenza promosso dal Telefono Rosa in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne che ricorre oggi. Sul Piano - ha sottolineato Rauti - c'é la condivisione dei centri antiviolenza che si sono incontrati più volte col ministro Carfagna. Articolati gli interventi previsti. Fra questi: sensibilizzazione e comunicazione nelle scuole diretti a studenti e docenti; corretta rappresentazione dell'immagine femminile nella comunicazione e nella pubblicità; formazione degli operatori della prima accoglienza; raccolta dati e monitoraggio dei fenomeni; prevenzione; sostegno ai centri antiviolenza; misure assistenziali per le vittime (come per il lavoro e l'alloggio); formazione per l'inserimento lavoro. Rauti ha annunciato che sta, inoltre, per essere pubblicato il terzo bando per i progetti sul territorio diretti alle associazioni e che c'é l'intenzione di voler allargare a livello nazionale il progetto pilota promosso dal ministero sulla formazione degli operatori realizzato all'ospedale S. Andrea di Roma. Il capo dipartimento del ministero ha anche auspicato un percorso celere per il ddl che inasprisce le pene per i reati sessuali, approvato già alla Camera ed ora all' esame del Senato. "La violenza - ha commentato Rauti - non è un fatto privato ma una responsabilità sociale da assumere e da condividere".

NAPOLITANO: STOP A VIOLENZE - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne, ha rivolto, in un messaggio, un caloroso saluto ai partecipanti a tutte le manifestazioni ed agli eventi oggi in programma. "La Giornata internazionale contro la violenza alle donne - si legge nel messaggio - deve rappresentare un'occasione per riflettere su un fenomeno purtroppo ancora drammaticamente attuale, individuando gli strumenti idonei a combatterlo in quanto coinvolge tutti i paesi e rappresenta una vera emergenza su scala mondiale. La conferenza su questo tema tenuta a Roma in occasione del G8 ha fornito dati che valutano in più di 140 milioni le donne vittime di violenze di ogni tipo. Matrimoni forzati che coinvolgono anche bambine, mutilazioni genitali, stupri generalizzati in contesti di guerra non devono apparirci lontani e a noi estranei. Il dolore di quelle donne, di quelle bambine riguarda tutti noi, anche perché la barbarie della violenza contro le donne non è stata estirpata neppure nei paesi economicamente e culturalmente avanzati. Molto resta da fare in ogni parte del mondo per sradicare una concezione della donna come oggetto di cui ci si può anche appropriare: è infatti la persistenza di questi aberranti schemi mentali a favorire il riprodursi di insopportabili atti di sopraffazione anche in ambito familiare. E' triste dover ricordare che anche in Italia, nonostante la recente introduzione di norme opportunamente più severe, i casi di violenza, i soprusi e le intimidazioni sono in aumento. Ai necessari interventi di tipo repressivo, da esercitare con rigore e senza indulgenza, si debbono affiancare azioni concrete per diffondere, in primo luogo nella scuola e nella società civile, una concezione della donna che rispetti la sua dignità di persona e si opponga a volgari visioni di stampo meramente consumistico spesso veicolate anche dal linguaggio dei media e della pubblicità. Solo così sarà possibile creare una cultura di autentico rispetto, innanzitutto sul piano morale, nei confronti delle donne". Il Capo dello Stato ha, altresì, espresso "il più sentito augurio affinché questa giornata possa segnare una tappa significativa non solo per l'azione delle istituzioni ma anche per una più forte sensibilizzazione dell'opinione pubblica".

GIORNATA CONTRO VIOLENZA DONNE, VITTIME IN ITALIA 1 SU 3 - In Italia una donna su tre tra i 16 e i 70 anni è stata vittima nella sua vita dell'aggressività di un uomo. Sei milioni 743 mila quelle che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale, secondo i dati Istat. Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata contro la violenza sulle donne, ma c'é ben poco da festeggiare viste le cifre che riguardano gli abusi e i maltrattamenti che subiscono. Il ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, passerà la giornata visitando due istituti che ospitano bambine vittime di violenza in famiglia, uno a Roma e l'altro nei dintorni della capitale. E ha scritto a tutte le parlamentari, chiedendo loro un "gesto concreto": una visita in un centro antiviolenza. "E' alle vittime che vorrei dedicare questa Giornata - afferma il ministro nella lettera che ha fatto recapitare alle colleghe - la mia esperienza al ministero per le pari opportunità mi ha consentito di scoprire che nelle nostre città, lontane dai clamori, migliaia di italiane lavorano come volontarie per fornire prima assistenza alle vittime di violenza e, con l'aiuto dello Stato, garantiscono loro una casa dove ripararsi e un pasto caldo alle donne ed ai loro figli, costretti a nascondersi per sottrarsi alle grinfie di mariti e compagni violenti". E proprio dalla rete dei Centri antiviolenza arriva oggi l'allarme sulle conseguenze che il "processo breve" potrebbe avere su questo tipo di reati: se approvato potrebbe creare un'amnistia di fatto per i responsabili di maltrattamenti non gravi, le cui pene sono inferiori a 10 anni. Reati che per la gran parte dei casi (4 su 5) si consumano fra le mura domestiche. A segnalarlo è Nadia Somma, presidente dell'associazione Demetra-Donne in aiuto, operativa a Lugo, in provincia di Ravenna, che aderisce alla rete. L'entrata in vigore del "processo breve", dice, "avrà un impatto psicologico sulle donne e anche sugli uomini. Per questo siamo preoccupati, ci sarà un'impunità per chi maltratta e la vittima non si sentirà più tutelata, magari non denuncerà più. Sarà un'amnistia di fatto, il potere del maltrattamento sarà più forte". Come ogni anno, poi, in occasione della Giornata mondiale è stata organizzata per sabato prossimo a Roma una manifestazione nazionale autorganizzata dalle donne e indipendente dai partiti. Per Nadia Somma "c'é ancora bisogno di manifestare, i maltrattamenti sono in aumento, ogni tre giorni è uccisa una donna. Della violenza alle donne bisogna anche parlare dal punto di vista culturale, perché il modello di riferimento proposto dai media sulle donne è ancora di oggetto sessuale, vale per la sua avvenenza e per la sua proposta sessuale. Non ha nulla a che vedere con la realtà".

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