Brenda, dal pc recuperato il 16%. Cafasso ucciso da "finta" coca
Prime indiscrezioni su esiti della perizia tossicologica sul pusher
25 novembre, 13:25
ROMA - Sono 60 mila i file, tra visibili e cancellati, presenti nel computer di Brenda, la transessuale testimone nell'inchiesta sul caso Marrazzo trovata morta il 20 novembre scorso per asfissia da fumo nel suo monolocale di via Due Ponti, a Roma. I consulenti tecnici nominati dalla procura stanno completando la scansione dell'hard-disk del pc: al momento è stato recuperato il 16 per cento del contenuto, e tra oggi pomeriggio e domani il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ed il sostituto Rodolfo Sabelli saranno aggiornati su quanto trovato. Stamattina inquirenti ed investigatori hanno compiuto un nuovo sopralluogo nell'abitazione di Brenda alla ricerca di ulteriori elementi utili per la ricostruzione delle modalità culminate nella morte della trans. Prossimamente sarà risentita in procura la trans China, che nel programma "Porta a Porta" di qualche giorno fa ha parlato di circa 30 mila euro consegnati a Brenda dall'ex presidente della Regione Lazio. Circostanza, quest'ultima, non riferita quando fu sentita la prima volta dopo la morte della collega, ed amica del cuore, brasiliana.
CAFASSO UCCISO DA "FINTA" COCA - Ieri intanto sono giunte novità dalla perizia tossicologica disposta in relazione alla morte di Gianguerino Cafasso, il pusher trovato morto il 12 settembre scorso a Roma all'hotel Romulus sulla Salaria. Ad ucciderlo fu una dose letale di eroina, "mascherata" farmacologicamente con una sostanza in modo che la facesse assomigliare al gusto alla cocaina. Più che droga tagliata male fu insomma l'eroina, fatale all'assunzione per un abituale consumatore di cocaina - secondo gli esperti e i farmacologi - ad uccidere "in pochi minuti", Cafasso, rivela chi indaga sulla morte del pusher legato a Brenda e fornitore di stupefacenti per altri trans nonché colui che tentò di commercializzare il video a luci rosse con Piero Marrazzo e Natalie.
Il fascicolo sul decesso di "Rino" Cafasso, per ora rubricato secondo l'articolo 586 del codice penale, ossia morte o lesioni come conseguenza di altro delitto (nella fattispecie cessione di droga) potrebbe ben presto essere rubricato come omicidio volontario. Il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, aspetta i risultati ufficiali e finali della consulenza tossicologica. Una prima risposta è giunta e rileva l'assunzione - fatale a Cafasso - di eroina. Il sospetto degli investigatori è che chi ha fornito l'eroina sapesse degli effetti letali che avrebbe provocato. Sospetto appare l'atteggiamento di Jennifer, il trans fidanzata di Cafasso che era con lui in albergo al momento del droga party. Jennifer, al secolo Adriano Da Motta, ha spiegato agli inquirenti che non aveva assunto droga, che non le andava perché aveva uno "strano sapore". Intanto la procura attende i primi risultati sul pc trovato nell'appartamento di Brenda, il trans trovato morto in via Due Ponti 180 e le analisi chimiche sul trolley andato a fuoco.







