Via Poma, rinviato a giudizio Raniero Busco
Raniero Busco rinviato a giudizio a 19 anni dall'omicidio
09 novembre, 20:42Correlati
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di Paolo Montalto
ROMA - Ci sarà un processo per la morte di Simonetta Cesaroni, la giovane impiegata massacrata con 30 coltellate il 7 agosto 1990 negli uffici dell'associazione degli ostelli della gioventù, in via Poma, a Roma. Quando Raniero Busco, ex fidanzato di Simonetta, si troverà davanti alla III Assise di Roma a rispondere di omicidio volontario, la storia di questo efferato omicidio arriverà per la prima volta in un'aula giudiziaria. E' stato il gup Maddalena Cipriani a decidere come necessario il dibattimento; lo ha fatto dopo poco più di un'ora di camera di consiglio, fissando al 3 febbraio del prossimo anno l'inizio del processo.
L'ex fidanzato di Simonetta Cesaroni finì al centro dell'inchiesta a 17 anni dal delitto. Fu scoperta una traccia della sua saliva sul corpetto che la ragazza indossava quando fu uccisa. Sul suo alibi (ha sempre sostenuto che al momento del delitto era con un amico, ma questi negò), le perplessità della procura di Roma; anche se, per quell'omicidio tanti personaggi nel tempo sono finiti nel mirino degli inquirenti. I primi accertamenti s'incentrarono su Pietrino Vanacore, il portiere del palazzo di via Poma, e Federico Valle, nipote di un vecchio architetto che abitava in quello stesso edificio. Furono prosciolti nel 1993 (il primo dall'accusa di favoreggiamento, il secondo da quella di omicidio); la decisione divenne definitiva nel 1995 dopo il ricorso in Cassazione. Dopo anni di perizie e consulenze, sono stati necessari tre giorni di udienza preliminare. Davanti all'aula, ogni volta, l'attesa di un gruppo di conoscenti e vicini di casa di Busco; a metà ottobre si presentarono anche indossando una t-shirt con la scritta 'Via Poma: Raniero e' innocenté. Poi, la discussione delle ultime indagini tecniche i cui esiti probabilmente decisivi per rinviare a giudizio il giovane. Da una parte, i consulenti dell'accusa per i quali l'arcata dentale di Busco è compatibile con la traccia di morso lasciata sul seno di Simonetta; dall'altra, il consulente della difesa a sollevare dubbi. Oggi, atto conclusivo: camera di consiglio, rinvio a giudizio e fissazione del processo. "Raniero Busco è stato incastrato - ha detto l'avvocato Paolo Loria - C'é in noi estrema delusione.
Il pm ha fornito solo mezze prove; noi faremo emergere le contraddizioni di cui é piena questa vicenda. In aula dimostreremo che non ci sono prove a carico di Busco, ma solo una traccia che potrebbe essere stata frutto di contaminazione tra reperti". Il legale della famiglia Cesaroni, l'avvocato Lucio Molinaro, precisando come risulti dai diari della ragazza "che il suo rapporto con Raniero andava avanti tra liti e riappacificazioni, e che quel giorno la morte è arrivata in modo inaspettato e imprevedibile dopo un ennesimo tentativo di chiarimento finito male", ha domandato: "Come può la parte civile non essere soddisfatta di questa decisione, sancita alla fine di un'inchiesta che è durata anni?". E' rimasto, invece, senza parole Raniero Busco.
"Mio marito ha appreso la notizia dall'avvocato - ha detto la moglie, Roberta Milletari - E' un uomo distrutto, distrutto e basta. Questa storia è per noi come una persecuzione, un incubo. Quello che vogliono è un colpevole a tutti i costi".








