Navi dei veleni: avvocato di Fonti, le navi a Cetraro sono tre
Le rivelazioni fatte dal pm Greco nel 2006 alla commissione ecomafie
03 novembre, 20:40
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ROMA - L'avvocato di Francesco Fonti Claudia Conidi intende sollevare quanto prima davanti alla magistratura la questione della presenza di almeno tre navi affondate davanti a Cetraro e della presenza "certa" di residui tossici pericolosi in mare oltre a bidoni.
L'avvocato commenta con l'ANSA la seduta segreta del 24 gennaio 2006 dove il pm Franco Greco, che all'epoca aveva aperto l'inchiesta sulla nave di Cetraro, rivelò davanti alla commissione per le ecomafie la presenza di tre navi e il "balletto" di nomi attribuito ai relitti.
La novità, segnalata dal sito de "La Repubblica" ha spinto l'avvocato a decidere per riaprire la questione anche sulla base di una trasmissione di una Tv locale che ha reso note, in diretta, le telefonate di diversi pescatori della zona che hanno affermato di aver portato in superficie diversi bidoni. "Mi sembra che si sia stati un po' troppo spicci nel chiudere la questione. Ora questa audizione finora segreta riapre il tutto e segnaleremo a chi di dovere il documento. Che ci sia qualcosa che non quadra la abbiamo capito tutti ma ora la questione si pone su basi concrete.
Si faccia una 'mappatura' seria delle navi affondate al largo di Cetraro. Questa novità non fa altro che confermare le perplessità sul fatto che troppi elemento sono stati ignorati, non so se volutamente o no, da chi ha fatto gli accertamenti- Tutto questo è tale da porre il problema di una sorte di 'incidente probatorio'. I dati raccolti a suo tempo dal Pm Greco dove sono andati a finire?".
PRESTIGIACOMO,VALUTIAMO INTERVENTO IN BASILICATA
"Stiamo valutando se intervenire a Maratea perché è la procura che ce lo chiede, e non intendiamo abbassare la guardia ma occorre maggiore chiarezza sulla fondatezza delle informazioni che giungono al ministero". In questo modo il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, a margine di un'audizione alla Camera, parla della possibilità di intervenire a largo delle coste di Maratea, in Basilicata, su quella che potrebbe essere un'altra area con un relitto di una delle "molte navi", definite, 'a perdere' sparse nel Mediterraneo. "Noi - osserva Prestigiacomo - non ci sottraiamo quando la procura ci chiede di collaborare". Sulla vicenda della falsa nave dei veleni di Cetraro, il ministro ricorda che "la nave Mare Oceano, messa a disposizione dal ministero, costa 40.000 euro al giorno" e che probabilmente "qualcuno pensava di attaccare il governo" con la storia del finto ritrovamento della nave Cunsky.







