Nave dei veleni, Prestigiacomo: "Non è la Cunski"
La Regione: "Necessario sapere la natura del carico"
27 ottobre, 17:16
ROMA - Il relitto a largo di Cetraro, in provincia di Cosenza "non corrisponde alla caratteristiche della nave Cunski". Lo ha annunciato il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo sulla base dei primi rilevamenti della nave 'Mare Oceano'. "In particolare è stato rilevato che il cassero della nave affondata si trova nella zona centrale mentre quello della Cunski era a poppa", ha riferito il ministro.
Inoltre "fino alla profondità di 300 metri non si rilevano alterazioni della radioattività. Naturalmente - precisa - questi primi esiti delle ricerche non escludono la possibilità che i fusti contenuti nel relitto possano contenere rifiuti pericolosi o radioattivi e per questo il programma di indagini della 'Mare Oceano' proseguirà col prelievo di sedimenti dai fondali, di carotaggi in profondità e col prelievo di campioni dai fusti".
"L'accertamento che il relitto in fondo al mare non sia il Cunski e il mancato rilevamento di radioattività fino a 300 metri, che, ribadisco, non esclude la possibilità che si tratti in ogni caso di una 'nave dei veleni' - conclude il ministro - deve indurre alla prudenza ed alla responsabilità quanti fino ad ora hanno procurato, senza avere riscontri attendibili, paura e allarme sociale, con gravissime ripercussioni economiche per la Calabria. L'impegno del governo nella lotta alle ecomafie continua affinché sia fatta piena luce sui misteri delle 'navi a perdere', venga appurata la verità e ogni eventuale responsabilità".
"La Calabria intera, come ha dimostrato la possente manifestazione di Amantea, vuole conoscere la natura del carico all'interno della nave, vuole sapere, insomma cosa ci sia in quei fusti già visualizzati dalle ricerche effettuate a settembre dalla stessa Regione". E' quanto è scritto in una nota della Regione Calabria. Secondo la nota "che non ci sia radioattività fino a 300 metri e che non si tratti della Cunski, come per altro organi di stampa avevano documentato, non cambia nulla. Solo escludendo definitivamente che la nave nasconda al suo interno un carico di scorie radioattive la gente si potrà tranquillizzare e l'economia legata al mare potrà ripartire. I risultati intermedi lasciano il tempo che trovano e non fugano, purtroppo, le preoccupazioni".
SINDACI TIRRENO,GOVERNO DICHIARI STATO EMERGENZA
Il Governo dichiari lo "stato di emergenza" per la vicenda del relitto individuato al largo di Cetraro. Lo chiedono i sindaci del Tirreno cosentino, riuniti in un comitato permanente, che hanno ribadito la loro richiesta al vicepresidente nazionale dell'Anci (Associazione dei comuni italiani) Salvatore Perugini, sindaco di Cosenza. Nel corso dell'incontro, è scritto in una nota, "é emersa la necessità di coinvolgere, nelle azioni tese alla risoluzione della vicenda, tutti i sindaci della Calabria", ed a tale scopo Perugini ha dato la disponibilità dell'Anci a convocare un'assemblea di tutti i sindaci dei comuni calabresi a Cetraro l'8 novembre prossimo. Nel corso dell'incontro, svoltosi a Paola, i sindaci, "hanno confermato le istanze già rappresentate nella diffida inviata alla Presidenza del Consiglio ed espresse nella manifestazione unitaria di Roma dello scorso 20 ottobre". "Attese le gravi minacce che incombono sulla salute dei cittadini ed in considerazione delle pesanti ripercussioni che la vicenda sta avendo sull'economia del Tirreno cosentino - è scritto nella nota - i sindaci hanno ribadito la richiesta di dichiarazione dello 'stato di emergenza'. Una istanza che si accompagna, con altrettanta decisione, alla riaffermata richiesta di un intervento in tempi rapidi finalizzato alla rimozione del relitto rivolto a fare definitivamente piena luce sul contenuto dello stesso". I sindaci del Tirreno cosentino hanno anche rinnovato la richiesta di un incontro urgente con il Presidente del Consiglio della quale Perugini "si è fatto interprete, assicurando l'intenzione di chiedere, a nome dei sindaci calabresi, un incontro con il Governo". "Se tale richiesta non venisse accolta - conclude la nota - i sindaci del Tirreno cosentino saranno costretti a dare vita ad eclatanti forme di protesta".






