Processo Mills, atteso il verdetto d'appello
Il legale inglese condannato in primo grado a 4 anni e mezzo
27 ottobre, 10:46
MILANO - E' atteso per oggi nel primo pomeriggio il verdetto della seconda Corte d'Appello di Milano nei confronti di David Mills, il legale inglese ritenuto l'architetto negli anni '90 delle societa' off-shore della Fininvest, e lo scorso febbraio condannato dal Tribunale a 4 anni e mezzo per corruzione in atti giudiziari: per l'accusa sarebbe stato comprato da un teste con 600 mila dollari in cambio della reticenza o della falsa testimonianza in due processi milanesi a Silvio Berlusconi, quelli per le tangenti alla Gdf nel 1997 e All Iberian nel '98.
Dopo le repliche del sostituto procuratore generale di Milano, Laura Bertolé Viale, e dei difensori, i giudici si sono riuniti in camera di consiglio alle 10, dicendo che per la decisione sono necessarie "almeno tre, quatto ore". L'accusa ha chiesto la conferma della condanna, gli avvocati Federico Cecconi e Alessio Lanzi l'assoluzione o in subordine la prescrizione del reato. Mills è coimputato con Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari. Per il premier il processo era stato sospeso in virtù del lodo Alfano, poi bocciato dalla Corte costituzionale.
Il sostituto Pg Bertolé Viale ha insistito, nella sua replica, sulla qualifica di testimone pubblico ufficiale di Mills, che, in quanto tale, era tenuto a dire la verità in due vecchi processi milanesi a carico di Silvio Berlusconi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di finanza, durante i quali il legale inglese, secondo l'accusa, avrebbe rilasciato dichiarazioni reticenti in cambio di 600 mila dollari. Il rappresentante dell'accusa ha inoltre collocato il momento in cui si sarebbe consumata la corruzione nel febbraio del 2000 e, di conseguenze, la prescrizione scatterebbe nel febbraio del 2010. Contrarie le argomentazioni degli avvocati di Mills, che ne hanno chiesto l'assoluzione.
A loro avviso, l'avvocato inglese doveva essere sentito come indagato per reato connesso e quindi non sarebbe stato pubblico ufficiale. Il 'momento consumativo' del presunto reato, inoltre, per i legali andrebbe situato nel '98, quando si sarebbe stabilito il presunto patto corruttivo, quindi in un periodo antecedente alle deposizioni. A loro avviso, quindi, il reato sarebbe ''abbondantemente prescritto".
La posizione di Silvio Berlusconi, all'inizio coimputato nel processo, venne stralciata e il processo per lui sospeso dopo l'entrata in vigore del lodo Alfano, poi bocciato dalla Consulta. Proprio per la decisione della Corte Costituzionale, nei prossimi giorni il Tribunale dovrebbe decidere la data del nuovo processo nei confronti del premier per la vicenda Mills, mentre è fissato per il prossimo 16 novembre la ripresa del procedimento - sospeso più di un anno fa - per la compravendita dei diritti tv e cinematografici Mediaset, in cui il presidente del Consiglio figura tra gli 11 imputati.






