Cannes: Da Soderbergh alla Coppola, il club dei veterani
SPECIALE CANNES, tra presenze abituali Sorrentino a quinto film
13 maggio, 16:37Correlati
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ROMA - E' dei più ambiti ed esclusivi, entrare nel giro è difficile ma una volta captati benevolmente da Thierry Fremaux e Gilles Jacob dal club di Cannes non si esce più. E' un festival di veterani (capita anche a Venezia per la verità ma sulla Croisette ancora di più) quello che anno dopo anno si programma a Cannes in una selezione che li comprende variamente, quasi li accoglie, ad ogni nuovo film accanto a giovani talenti che prova a sperimentare. Sofia Coppola, che a Cannes aveva presentato con successo Marie Antoinette, per fare un esempio ha accettato di aprire Un certain Regard con l'atteso The Bling Ring, storia di una cattiva gioventù-bene che a Hollywood ha svaligiato le case di ricchi: poteva aspirare al concorso ma pur di passare per Cannes ha accettato un'altra sezione. Steven Soderbergh sui blog americani è definito 'regular' quando gli affiancano la parola Cannes: ovvio, vinse la palma d'oro nel '90 con Sesso, bugie e videotape, il suo primo film. Behind the Candelabra (Liberace) e' il suo sesto al festival, il quinto in gara. Poi i Coen, palma d'oro nel '91 con Barton Fink e tre premi come migliore regia, e al festival tra regia e sceneggiatura, concorso e fuori concorso siamo ormai all'11 volte, compresa questa con Inside Llewyn Days: impossibile non chiamarli veterani.
Lo è anche il nostro Paolo Sorrentino, bandiera tricolore con La grande bellezza: al quinto film, tutti in concorso (Il divo anche con premio della giuria) e quando non ce l'aveva è stato in giuria a Un certain regard (2009). Poi c'é Polanski: ci torna dopo 11 anni, dopo la palma d'oro per Il pianista, ma al Palais du festival nella sua lunga carriera si é fatto vedere già nove volte, di cui una in concorso come attore (nel 094, era Una pura formalità di Giuseppe Tornatore). L'acclamato Alexander Payne con Nebraska è al terzo film a Cannes ma per due volte, non avendo un film pronto, è stato in giuria (lo scorso anno e nel 2005 presidente di Un certain regard). Per Francois Ozon questa di Young & Beautiful in concorso è la sesta volta, mentre un altro veterano è Arnaud Desplechin, stavolta in gara con Jimmy P., cinque anni dopo Racconto di Natale.
Fremaux non si è fatto scappare neppure il nuovo film di Nicolas Winding Refn, riaccolto ben volentieri a due anni dal premiato Drive. Quarta volta (ma con due film, uno come regista The immigrant, uno come sceneggiatore Bloody Ties) anche per James Gray che però, per restare nel cerchio, nel 2009 era in giuria, mentre tra i veterani più rappresentativi non si può dimenticare Jim Jarmush cui Cannes diede fiducia con la Camera d'oro al film d'esordio nell'84, Stranger than Paradise. Quella di quest'anno, con Only lovers left alive, è la decima volta, terza volta invece per Takeshi Mike, in concorso con Shield of straw. Tra tanti veterani, tre debutti rispetto al club: Abdellatif Kechiche (ex del giro Mostra del cinema di Venezia ma poi non adeguatamente, a suo dire ovvio, premiato ha cambiato festival), Asghar Farhadi (lanciato da Berlino, premiato da Hollywood con l'oscar per Una separazione) e Valeria Bruni Tedeschi. Quest'ultima 'pesa' un po' di più: è l'unica donna in concorso ed è il suo primo film da regista (e é italiana ma il patriottismo con il club dei veterani non c'entra).
Da domani il blog degli inviati a Cannes








