Bellocchio: dal Papa non vado, per coerenza
Il regista accantona per ora il film su Eluana
21 novembre, 22:40
TORINO - "Io dal Papa non c'ero. Mi hanno citato fra i presenti, e io all'inizio avevo anche detto sì, ma poi per coerenza non sono andato". E mentre il pontefice incontrava 260 artisti nella Cappella Sistina, il regista Marco Bellocchio era a Torino, per presentare al Film Festival lo "Studio in sei atti" dei suoi allievi e il suo contributo alla rassegna Figli e Amanti.
"Ci deve essere una corrispondenza fra ciò che si fa e ciò che si crede. E se io credo che l'aborto non sia un assassinio, che non è giusto che il crocifisso incomba nelle scuole, che vietare il preservativo in Africa sia un crimine, ecco, allora faccio come Ernesto Picciafuoco, il protagonista del mio 'L'ora di religioné, e ad applaudire il Papa non vado". Parole accolte da uno scroscio di applausi, in una sala tutta esaurita per il "Giuseppe Verdi" di Carmine Gallione, datato 1938 e quasi introvabile.
Applausi che diventano risate quando Bellocchio e la vice-direttrice artistica del festival Emanuela Martini spiegano che in realtà il "Giuseppe Verdi" scelto dal regista era l'omonimo del 1953, diretto da Raffaello Matarazzo: "Quando mi hanno chiamato non ricordavo il nome del regista - ha riso Bellocchio - e oggi mi sono ritrovato un film che non avevo mai visto". Di entrambe le pellicole cita una scena, ancora pretesto per una stoccata: "Per sposare Giuseppina Strepponi, Verdi dovrà chiedere al padre della prima moglie di poter sciogliere la promessa di non risposarsi che aveva fatto. Quest'Italia, dove sposarsi era il fatto capitale della vita, è scomparsa. Resta la viltà di una classe politica, che per non perdere l'appoggio della Chiesa non ha neanche il coraggio di riconoscere i pacs".
Infine Bellocchio torna sul progetto di un film su Eluana Englaro: "Per ora è accantonato. Sto lavorando su più fronti ¿ "Vincere" è in uscita negli Usa e in Francia a gennaio, e per il 2010 è programmata una riduzione teatrale dei "I pugni in tasca" - e per fare un film mi servono immagini, visioni, che richiedono concentrazione. Non basta che io sia d'accordo con Beppino Englaro, che peraltro io considero un eroe laico, se no il film diventa un'asserzione e basta".







