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Italia-Eire il 18/6 come a Usa '94

Fu ko, 0-1 per azzurri di Sacchi - VIDEO

02 dicembre, 21:11
Arrigo Sacchi
Arrigo Sacchi
Italia-Eire il 18/6 come a Usa '94

Italia-Irlanda 0-1 nella partita inaugurale di Usa '94

 

EAST RUTHERFORD (USA), 18 GIU - L' Eire ha battuto l' Italia per 1-0 (1-0) nella prima partita del giorne E dei
mondiali di calcio. Il gol e' stato segnato da Houghton.

 

EAST RUTHERFORD (NEW JERSEY), 18 GIU - Prima partita del girone E dei mondiali: Eire batte Italia 1-0 (1-0)
   Italia: Pagliuca, Tassotti, Costacurta, Baresi, Maldini, Donadoni, Albertini, D. Baggio, Evani (1' st Massaro), R.
Baggio, Signori (39' st Berti).
   Eire: Bonner, Irwin, McGrath, Babb, Phelan, Houghton (23' st McAteer), Sheridan, Keane, Townsend, Staunton, Coyne (43' st Aldridge).
   Arbitro: Van der Ende (Ola)
   Rete: nel pt 12' Houghton
   Angoli: 6-0 per l'Italia
   Note: pomerigggio molto caldo e afoso (33 gradi e 74 per cento di umidita'); terreno in ottime condizioni. Spettatori: 74.826. Ammoniti per scorrettezze Phelan e Coyne, per ostruzionismo Irwin. Tre quarti d'ora prima dell'inizio si e' svolta la cerimonia d'apertura al mondiale dello stadio Giants.Inni, palloncini colorati, costumi, botti, bandiere, fuochi artificiali e canzoni: insomma tutto quello che piace tanto
all'America.

USA 94: LA SCONFITTA DELL' ITALIA
(DELL' INVIATO DELL' ANSA FABIO MASOTTO)
   (ANSA) - EAST RUTHERFORD (NEW JERSEY), 19 GIU - Il gelo di una sconfitta brucia l' Italia alla sua prima uscita mondiale. Usa '94 e' partita, la nazionale azzurra no. Al primo vero scontro e' arrivata la sberla per gli azzurri, gliel' ha inflitta l' Eire bloccando la nazionale di Sacchi al palo ed infrangendo parte della dolce illusione con cui si e' presentata in America. Fuorche' l' onore, niente e' perduto anche se il primo obiettivo di vincere il girone per restare a New York si e' allontanato. Ora c' e' da pensare alla qualificazione.
   Rinchiusi nel castello irlandese, i fantasmi azzurri si sono smarriti consegnando agli avversari la partita dopo appena 12 minuti per una leggerezza di Baresi ed un errore di Pagliuca, pescato fuori dai pali sul tiro di Houghton. A proiettare ombre inquietanti sul cammino della nazionale in questi mondiali non e' soltanto pero' la falsa partenza al Giant Stadium quanto la prova di impotenza manifestata dal complesso di Sacchi. L' Irlanda ha fatto valere il suo maggiore potenziale atletico, la sua piu' collaudata e lineare organizzazione di gioco, mentre gli azzurri non hanno suscitato molti brividi al portiere avversario. Sono stati anzi i verdi a sfiorare il raddoppio quando nella ripresa hanno colto la traversa con Sheridan. E' finita 1-0 per gli irlandesi e la sconfitta va accettata perche' rispondente ai valori espressi in campo: irlandesi con birra, italiani senza benzina e senza testa

Con la squadra dei bassotti la nazionale doveva esprimere fraseggio corto e rapido. Queste almeno erano le intenzioni di Sacchi. Sul campo niente di tutto questo si e' visto: soltanto asfittici tocchettini, troppo spesso laterali, scarso peso offensivo, limitata agilita'. Nel forno del Giants, cosi', little Italy e' stata messa allo spiedo dagli atletici irlandesi che hanno fatto del centrocampo la loro linea Maginot sovrastando nettamente l' equivalente reparto azzurro. Qui e' stato disastroso Albertini mentre Dino Baggio si e' messo in luce piu' per volonta' ed agonismo che per efficacia. Troppo leggere ed evanescenti gli altri due del settore, Donadoni ed Evani, tanto che il secondo
e' stato sostituito nella ripresa da Massaro con l' intenzione di dare maggiore forza ad un attacco poco pungente. Roberto Baggio, dopo un avvio promettente, si e' anch' egli smarrito cercando piu' la giocata a sorpresa che la lineare costruzione di gioco. E' mancato soprattutto nei lanci in profondita' per Signori il quale qualche buono spunto l' ha avuto senza pero' ricevere la necessaria collaborazione. Si rinfoderano cosi' con amarezza e comune senso del pudore i temperini che erano stati sguainati contro le sciabole degli irlandesi, questi ultimi
molto bravi nel pressing e ad impedire quindi all' Italia di giocare. La nazionale di Sacchi neppure e' stata aiutata dalla sorte.

Andata in svantaggio nei primi minuti, si e' trovata nella necessita' di aggredire gli avversari con una formazione non per questo costruita ma assemblata per ''toreare''. Gli azzurri peraltro non hanno trovato, forse bruciati dal caldo, la velocita' sufficiente per controbattere all' Irlanda. Hanno avuto possesso di palla piu' dei verdi ma gli affondo non sono venuti. Insomma le illusioni o le presunzioni, fondate soprattutto sulle speranze ed ispirate dal cuore, si sono infrante al primo scontro. E la sconfitta ha fatto anche storia essendo la prima che l' Italia ha subito dagli irlandesi, la prima in cui incappano gli azzurri all' esordio mondiale da quarant' anni.
   Si e' detto del centrocampo molle e dell' attacco soft ma anche la difesa italiana ha lasciato parecchio a desiderare specie in Baresi, poche volte sicuro e protagonista del corto rinvio di testa che ha consentito ad Houghton di sbloccare il risultato trovando impreparato Pagliuca. Il portiere azzurro ha grosse responsabilita' sul gol anche se si e' poi riscattato in un paio d' occasioni salvando prima su Houghton e poi su Townsend che si e' visto togliere con una manata una palla sulla linea di porta. Agli azzurri, invece, il gol costruito dal basso non si addice perche' richiede un' eccessiva elaborazione della manovra e lucidita' ed intesa che ancora non hanno.

Rinunciare ai traversoni dalle fasce e al gioco aereo e' troppo limitativo per qualsiasi squadra. Lo e' soprattutto per una nazionale senza personalita' e poco carattere quale si e' confermata l' Italia del Giant Stadium. Altro che calcio - divertimento. Per divertirsi con gli azzurri c' e' chi pensa di andare a Disneyland. Il tipo di gioco voluto da Sacchi e' forse ancora troppo cervellotico e manda in confusione gli esecutori.
   L' avvio era stato promettente con gli azzurri concentrati a fare il compitino dei fraseggi suggeriti da un Roberto Baggio che pareva ispirato ma non abbastanza deciso negli affondo. Un lancio di codino verso Signori che il laziale non ha agganciato e' stata la prima occasione dell' Italia che, come spesso accade nel calcio, ha subito la beffa subito dopo. Baresi ha rinviato corto di testa verso Costacurta che e' stato anticipato da Houghton il quale da una trentina di metri ha pescato Pagliuca troppo avanzato e lo ha scavalcato con una diabolica parabola.
   Ci si attendeva la reazione degli italiani ma, di fronte agli irlandesi fattisi piu' tranquilli e prudenti, Baggio e compagni non hanno saputo produrre gioco vivace spegnendosi col passare dei minuti. Neppure un paio di sgroppate di Maldini hanno prodotto effetto cosi' come alcuni scatti di Signori tra i giganti avversari. Si e' andati cosi' al riposo meditanto vendette.

La prima e' stata quella di schierare Massaro per Evani, ma il milanista, in quella mollezza di gioco, non si e' inserito con appropriata prontezza. I suoi incroci con Signori sono stati rari come poco assiduo il sostegno di Baggio 1. Persino Baggio 2 ha tentato di dare peso all' attacco facendo anche il centravanti ma lo
juventino e' troppo lento per interpretare la parte. Una conclusione di Donadoni alta di poco sulla traversa dopo che Dino Baggio aveva reclamato un discutibile  rigore per atterramento ad opera di Babb ed e' arrivata la prima autentica parata di Bonner su un sinistro di Signori. Il portiere irlandese ha respinto la botta coi pugni. Al 23' la parata a terra di Pagliuca su diagonale di Houghton e al 28' la traversa piena colta da Sheridan dopo un ennesimo sbandamento della retroguardia azzurra. La prodezza di Pagliuca al 33' sul colpo di  testa di Townsend e dagli spalti del Giant Stadium sono cominciati a piovere in campo i fischi della comunita' italiana sommersi dagli applausi di quella irlandese. Si e' giocato anche oltre il limite, fino al 48', ma non e' servito agli azzurri per pareggiare. Molti i peccati dell' Italia, soprattutto di presunzione. Adesso c' e' da pensare alla sfida di  giovedi' con la Norvegia, altra ostica avversaria. La speranza e' che il castello azzurro non si riveli di cartapesta.

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