Sciopero A? "Mi fa brutto effetto"
Così Montezemolo su stop dei calciatori
11 settembre, 12:05
MONZA - "Mi fa un brutto effetto". Così, in maniera molto sintetica, il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, ha replicato ai cronisti che gli chiedevano un commento sullo sciopero indetto dai giocatori di calcio. Montezemolo, insieme al presidente di Fiat John Elkann e a Lapo Elkann, è a Monza per seguire la sua Ferrari che oggi è attesa dalle qualifiche per il Gran Premio d'Italia in programma domani
UNA GIONATA DI STOP - L'Assocalciatori ha proclamato una giornata di sciopero per protestare contro la posizione della Lega di A sul rinnovo del contratto collettivo. Lo sciopero e' stato proclamato il turno del 25-26 settembre, giorno in cui e' prevista la quinta giornata del campionato di serie A.
Lo sciopero e' stato annunciato a Milano dal giocatore del Milan Massimo Oddo che ha letto un comunicato sottoscritto da tutti i capitani e dai rappresentanti sindacali delle squadre di serie A,. ''La Aic - ha detto Oddo - in perfetta sintonia con le squadre di serie A, ha deciso che queste non scenderanno in campo nella quinta giornata di campionato di serie A del 25 e 26 settembre contro la richiesta di introduzione di un nuovo regime contrattuale'' da parte della Lega di serie A che, secondo l'Aic, comporterebbe ''la carenza piu' assoluta di ogni forma di tutela'' dei calciatori.
NELLA 5/A GIORNATA C'E' ROMA-INTER - Una scelta, quella dell'Associalciatori, che più "strategica" non si può. La decisione di non scendere in campo nella quinta giornata del girone di andata di seria A il 25 e 26 ottobre prossimi di fatto "annullerebbe" quella che è stata la partita tra le due migliori squadra degli ultimi campionati. In cartellone, infatti, c'é soprattutto Roma-Inter, oltre a Milan-Genoa e Juventus-Cagliari. Il cartellone è completato da Bari-Brescia, Catania-Bologna, Cesena-Napoli, Chievo-Lazio, Fiorentina-Parma, Palermo-Lecce e Sampdoria-Udinese.
ODDO, SENZA ACCORDO PROTESTA A OLTRANZA - "Lo sciopero ci sarà sicuramente, al di là delle decisioni che saranno prese dal prossimo consiglio federale, e si protrarrà se non saranno presi accordi consoni": lo ha chiarito il portavoce dei calciatori di serie A Massimo Oddo. "Lo sciopero è contro il mancato rinnovo del contratto collettivo ma anche contro lo status di oggetto con cui noi calciatori siamo trattati", ha aggiunto il giocatore del Milan.
"Noi calciatori siamo concordi all'unanimità, questa scelta è stata sottoscritta da tutti i rappresentanti e capitani delle squadre, inclusi tra gli altri Del Piero, Totti, Cannavaro e Chiellini", ha sottolineato Oddo, che in conferenza stampa era accompagnato da alcuni colleghi: i compagni del Milan Rino Gattuso, Clarence Seedorf e Marco Amelia, gli interisti Javier Zanetti, Ivan Cordoba e Paolo Orlandoni e il sampdoriano Daniele Mannini. "Noi siamo lavoratori come tutti gli altri, avere ingaggi alti non può significare godere di meno diritti - ha aggiunto Oddo -. La nostra non è una minaccia ma una presa di posizione: abbiamo sempre chiesto di essere ascoltati su ciò che ci compete, ma la Lega di A non ci ha concesso aperture". "Chiediamo di essere trattati come persone e non come oggetti", ha spiegato ancora Oddo, sottolineando che le maggiori preoccupazioni dei calciatori riguardano la tutela sanitaria. "Secondo l'accordo scaduto - ha chiarito il presidente dell'Aic Sergio Campana - il giocatore poteva scegliere il proprio medico di fiducia e il club partecipava alle spese. Ora invece la Serie A vorrebbe imporre la scelta del medico e qualora il calciatore decidesse altrimenti dovrebbe sopportare tutte le spese da solo".
BERETTA, GRAVE CONFRONTO CON PISTOLA CARICA - "Proclamare uno sciopero, che è una scelta veramente estrema, senza confrontarsi nel merito, è un atteggiamento molto grave, che rischia di essere pregiudiziale". Lo ha detto al Gr1 il presidente della Lega calcio di serie A Maurizio Beretta parlando dell'agitazione proclamata per il 25 e 26 settembre dall'Associazione italiana calciatori (Aic) "L'idea di presentarsi al tavolo con una pistola carica e il proiettile in canna non è il modo migliore per cercare un accordo - ha affermato Beretta -. Stiamo parlando di 5-600 soggetti con retribuzioni medie di oltre un milione e mezzo di euro. E' un segnale pessimo per tutte le altre categorie che in questo Paese si confrontano con problemi economici molto gravi". "Forse l'Aic avrebbe fatto meglio ad aspettare l'incontro di lunedì per discutere nel merito - ha detto ancora il presidente della Lega di A -. Vedo molte considerazioni inesatte e che non tengono conto della situazione in altri Paesi con cui ci confrontiamo".







