Disastro Juve, Samp cruciale
A Genova e poi a Napoli per il quarto posto
19 marzo, 20:18
di Tullio Parisi
TORINO - Disastro-Juve. E' un punto su cui sono tutti d'accordo, dai tifosi ai dirigenti, ai giocatori, alla critica. Ma adesso che la situazione è veramente drammatica, nessuno sa esattamente come uscirne. Da una parte la società che invita Melo e Zebina a evitare altri attriti con i tifosi, temendo che la situazione possa ulteriormente sfuggire di mano. Dall'altra lo stesso Melo, che a Caselle, agli ultrà che lo contestavano, ha detto: "Ma che volete da me, a Londra ho corso". Per la Juventus, "la frustrazione per l'andamento della partita non giustifica certi comportamenti che alimentano altre tensioni".
In effetti, sono già alle stelle e si rischia un'atmosfera da caos, con la spaccatura tra le varie componenti societarie che può accentuarsi ancora di più. Blanc finalmente, dopo due anni, ha preso in considerazione l'ipotesi di rizollare il terreno di Vinovo, sospettato di aver causato la maggior parte dei quasi 60 infortuni di quest'anno e non solo di tipo muscolare. Però potrebbe essere troppo tardi, perché la squadra si gioca in due partite 'terribili' - a Genova contro la Samp e poi a Napoli - la possibilità di un quarto posto che salverebbe almeno le finanze bianconere, non certo l'onore sportivo.
Preoccupatissimi anche i tifosi vip dello Juventus club di Montecitorio, che invitano a far cessare lo scempio e a ridare autorevolezza alla squadra e soprattutto al club, che ha perso uomini di grande risalto 'politico', istituzionale e di competenza tecnica e gestionale. Inutile aggiungere che il popolo dei blog è scatenato e le centinaia di lettere ospitate nei vari siti di tifosi usano tutte lo stesso concetto: disastro, fallimento totale. Zaccheroni, da parte sua, è delusissimo, perché non si aspettava un livello così basso di rendimento e così alto di problemi. Per domenica deve ancora tirare i bussolotti fino alla fine per scegliere una formazione decente da schierare contro la Sampdoria.
Non rientra Chiellini, uomo chiave, non è sicuro il ritorno di Amauri, non rientra l'utilissimo Caceres, non si sa ancora come siano messi con le rispettive schiene Iaquinta e Marchisio. E, soprattutto, si temono altri infortuni, perché ormai nello spogliatoio juventino c'é la psicosi. E' palpabile la sensazione che in questi momenti neanche la dirigenza sappia esattamente quali siano le mosse opportune.
Certamente non i proclami, perché quello è un rito che si è ripetuto decine di volte a Vinovo, ma non ha riscosso frutti evidenti. L'unico aspetto positivo (si fa per dire, ma in questo momento disastroso ci si attacca a ogni elemento) potrebbe rivelarsi l'affrontare le prossime due partite in trasferta, lontano cioé da quei tifosi che finora hanno mostrato, a parte qualche rara eccezione, notevole pazienza e che rischierebbero, domenica prossima, di riversare la propria rabbia sulla squadra, rendendo le cose ancora più difficili. Ma non è esclusa una contestazione dagli spalti neppure a Genova. Insomma, per la Juve di quest'anno non c'é pace.








