C'e' Rooney, per United e'ora di eliminare il Milan
Ferguson: il successo a Milano all'andata ci ha caricati
09 marzo, 23:07
MANCHESTER - Wayne Rooney e' pronto, e per Sir Alex Ferguson e' tempo finalmente di eliminare il Milan dalla Champions League. L'attaccante che a Milano ha terrorizzato la difesa rossonera con una doppietta ha superato i problemi al ginocchio degli ultimi giorni e domani guidera' il Manchester United per concludere l'opera dopo il 3-2 del Meazza. Nell'economia del Manchester, l'assenza di Rooney forse avrebbe inciso quanto tutte assieme quelle degli infortunati Owen, Giggs, O'Shea, Brown e Anderson e dello squalificato Carrick. Era preoccupato Ferguson la scorsa settimana vedendo il ginocchio di Rooney gonfiarsi dopo l'amichevole vinta dall' Inghilterra contro l'Egitto.
Lo ha tenuto fuori nella finale di Curling Cup e ''fino a sabato sembrava che non potesse giocare; ma ha fatto progressi incredibili e ora e' pronto'', assicura lo scozzese, convinto che la sua squadra ne trarra' un vantaggio anche psicologico: ''Ovviamente, per come sta giocando, e' un pericolo per tutti e lo sara' anche per il Milan''. Le 28 reti stagionali sono record in carriera per il 24enne di Liverpool. ''Nella sua crescita - sentenzia Ferguson - non c'entra nulla la partenza di Cristiano Ronaldo. E' tutto merito di Wayne: e' maturato e ha sviluppato le sue doti. Peccato che lui e Ronaldo non giochino piu' assieme''. Come il portoghese e Rooney, e' stato idolo di Manchester anche Beckham ma Ferguson liquida le inflazionate domande sul suo ritorno all'Old Trafford (''David e' pericoloso, ma bisogna vedere se gioca'') e si concentra sull'impresa mai riuscita ai Red Devils di eliminare il Milan in una doppia sfida europea.
Dopo quattro vani tentativi, e' giunta l'ora? ''All'andata per la prima volta abbiamo espugnato San Siro e non bisogna sottostimare l'importanza di questo risultato: ci ha caricato molto'', rivela Ferguson e fa strano, detto da uno che negli ultimi tre anni ha sempre portato la sua squadra almeno in semifinale, ha vinto una finale e ne ha persa un'altra. ''Il calcio europeo - spiega - e' in costante evoluzione, cambia la natura della sfida. Per un paio d'anni le squadre italiane non sono state a livello di spagnole e inglesi, ma dopo aver visto il derby di Milano credo che siano cresciute molto. La vittoria di San Siro e' stato un grande passo avanti, e ora la nostra sfida e' andare avanti''. E Ferguson non prevede una passeggiata. ''Il gol di Seedorf lascia aperta una pratica che a Milano potevamo chiudere a meta' della ripresa - si rammarica -. Non lasciamoci ingannare dal risultato dell'andata: sara' difficile, ma cercheremo di chiuderla prima possibile. Non siamo bravi quando si tratta di gestire un vantaggio, quindi la nostra filosofia non puo' cambiare: giocheremo all'attacco, per vincere''.
MANCHESTER - Decine di tifosi, fotografi, giornalisti e telecamere hanno accolto all' aeroporto di Manchester l'arrivo del Milan e in particolare di David Beckham che domani per la prima volta all'Old Trafford affrontera' il Manchester United, ossia la squadra in cui ha giocato per sette anni. ''E' il ritorno di King David, un momento quasi religioso'', spiega Stewart, uno dei tanti tifosi dei Red Devils che hanno atteso il centrocampista vestiti con le maglie del Manchester, del Milan e anche con qualche bandiera italiana. C'era anche una signora bionda che si e' divertita a posare davanti alle telecamere con in mano un quadro con la fotografia della nipote Lara appena nata e vestita con la divisa del Manchester United.







