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Toni pronto a conquistare Roma

Goleador punta ai Mondiali in Sudafrica

02 gennaio, 15:37
Luca Toni
Luca Toni
Toni pronto a conquistare Roma

ROMA  - Roma lo aspetta per domani e lui ha tanta fretta che si allena da solo oggi a Trigoria, Totti gli tende la mano, il popolo giallorosso già freme per lui, sognando traguardi fino a qualche tempo addietro proibiti. Da giorni, sono anche partiti i paragoni: qualcuno dice che possiede la cattiveria di Batistuta ed il fiuto del gol di Van Basten, qualcun altro che è affascinante come un gladiatore, audace come un condottiero. Luca Toni è pronto alla nuova sfida ed a stupire ancora. A suon di gol, naturalmente.

Toni ha prima conquistato Palermo ed i palermitani, poi Firenze, quindi Monaco di Baviera, adesso è pronto al rendez-vous romano, dopo l'esperienza nella Lodigiani. Toni è il ragazzo della porta accanto, il calciatore che ogni allenatore vorrebbe avere alle proprie dipendenze (fatta eccezione per Van Gaal). Dopo gli esordi nel calcio professionistico proprio nella Capitale, con la maglia della Lodigiani, al termine di una lunga e travagliata gavetta, attraverso il Modena, l'Empoli ed il Fiorenzuola, Toni approda nel calcio che conta. Nato a Pavullo (Modena), il 26 maggio 1977, cresciuto nelle giovanili del Modena (sotto la guida di un altro attaccante, Cinesinho), si trasferisce ad Empoli, poi a Fiorenzuola, quindi alla Lodigiani.

La svolta della sua carriera è proprio a Fiorenzuola, dove Toni è sul punto di smettere. Lo stesso calciatore lo ha sempre detto: "In panchina c'era Cavasin, io non giocavo mai, ero giovane e mi passavano tante cose per la testa. Avevo pensato anche di lasciare la squadra e di riavvicinarmi a casa; furono momenti poco esaltanti, ma alla fine riuscii ad emergere". Toni si aggrappa ai genitori ed al fratello Andrea, ma anche alla donna che da più di un decennio ha scelto di amare, Marta Cecchetto. Toni conosce la compagna quando giocava nell'Empoli. Lo stesso attaccante ricorda così quell'episodio: "Mi trovavo in una discoteca di Milano, anche lei si trovava lì perché era reduce da una sfilata di moda e scoppiò la scintilla". Quando non è in campo, Toni va al cinema (non a caso uno dei suoi film preferiti è il pluripremiato 'Gladiatore'), ascolta musica (Vasco o Ligabue), frequenta qualche compagno, vede la tv ed ama passeggiare, sebbene non passi inosservato con i suoi 193 cm. In carriera, Toni ha avuto la fortuna di lavorare al fianco di colleghi bravi, esperti e dotati di grande carisma, come Roberto Baggio e Josep Guardiola. "Quando giocavamo insieme nel Brescia li vedevo raccogliere palloni durante gli allenamenti, comportarsi senza alcun privilegio. Roby e Pep sono due grandissimi", ricorda. Ad inizio carriera, Luca giocava alle spalle delle punte, ispirandosi a Michel Platini, poi il suo esempio diventa Van Basten. Dopo le esperienze a Treviso e Vicenza, Mazzone lo chiama a Brescia nell'estate del 2000 (costo dell'operazione 30 miliardi di lire, la più costosa nella storia del club lombardo) e lo trasforma in un bomber implacabile. Gli infortuni lo tormentano e Toni preferisce rimettersi in discussione, scegliendo il sud: a Palermo, con i suoi 30 gol, contribuisce alla risalita dei rosanero in A.

Nella stagione successiva consolida il proprio ruolo di attaccante prolifico, mettendo a segno 20 reti e conquistando anche la maglia della Nazionale. Il trasferimento a Firenze equivale per i tifosi del Palermo ad un tradimento: Toni continua a segnare (31 centri) e si prende pure la Scarpa d'Oro di miglior bomber europeo (primo italiano della storia). Conquista il Mondiale in Germania e sceglie proprio la patria dove ha conquistato il suo più importante trofeo. Lo vuole il Bayern e Toni accetta il trasferimento, conquistando il titolo di capocannoniere in Bundesliga, il titolo e la Coppa di Germania. Poi arriva Klinsmann, tornano gli infortuni, il mancato idillio con Van Gaal ed il ritorno a Roma, sponda giallorossa, in cerca di un'altra maglia: quella azzurra per vivere l'avventura in Sudafrica.

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