Al Maracanà le impronte di Ghiggia
Brasile lo perdona 60 anni dopo i Mondiali
30 dicembre, 08:43
ROMA - "L'assassino del Brasile lascia le sue impronte per il boulevard dei campioni al Maracanà". Così il sito 'Globoesporte' titola su quanto è successo a Rio de Janeiro, qualcosa che in pochi, tanto meno chi quel giorno c'era e ancora ricorda nonostante l'età, si aspettava che sarebbe successo: il Brasile ha perdonato Alcide Ghiggia, e anzi gli ha concesso l'onore di lasciare le proprie impronte dei piedi che ora verranno collocati sul 'marciapiede dei famosi' stile hollywoodiano nei pressi dell'immenso stadio che ora si rifarà il look in vista dei Mondiali del 2014.
Cambierà aspetto ma rimarrà per sempre il simbolo di una tragedia nazionale, quella provocata dal gol dell'ex giocatore dell'Uruguay e della Roma che fece vincere alla Celeste il titolo iridato del 1950 e segnò l'inizio della fine, anche esistenziale, del portiere della Seleçao Moacyr Barbosa. Ghiggia è il centesimo calciatore, ma soltanto il sesto non brasiliano, al quale viene concesso l'onore di lasciare le impronte dei piedi: la breve lista degli stranieri comprende, oltre a idoli di club carioca come l'ex veneziano Petkovic e il paraguayano Romerito, il cileno Figueroa (per anni simbolo dell'Internacional di Porto Alegre), Eusebio e Beckenbauer.
Ghiggia, ormai anziano, è apparso molto emozionato."Visto quanto è successo - ha detto -, non avrei mai pensato che al Maracanà mi rendessero questo omaggio. Sono emozionatissimo, e porgo a tutti i miei più sinceri ringraziamenti. Auguro a tutti un buon 2010, e viva il Brasile". Detto da uno che a suo tempo l'ha 'assassinato' fa una certa impressione.







