Impresa viola, Liverpool battuto ad Anfield Road
Per la Fiorentina è la quinta vittoria consecutiva in Champions
10 dicembre, 10:15Correlati
FIRENZE - Un'altra impresa viola. La squadra di Prandelli espugna Anfield Road in rimonta, grazie alle reti di Jorgensen, che pareggia quella di Benayoun, e di Gilardino nei minuti di recupero. Per la Fiorentina è la quinta vittoria consecutiva in Champions: un bel ruolino di marcia, che fa bene al clan viola per aumentare la consapevolezza nei propri mezzi e per le statistiche. Vincere in casa del Liverpool riesce a pochi e poi questo successo regala il primato nel girone.
Il gruppo di Prandelli continua a scrivere pagine di storia del club dei Della Valle che dopo il fallimento targato Cecchi Gori erano ripartiti dalla C2 nel 2002-03. E quella di stasera é vera impresa perché la squadra è orfana di tante prime firme. Non è un caso che la partita cambi quando Prandelli chiama dalla panchina Vargas. E' su una sua accelerazione che trova il gol storico Gilardino, che fa 10 in Europa con i viola ed eguaglia il mito Batistuta. E' una partita strana: quando la Fiorentina va meglio segna il Liverpool (Benayoun, 43' pt); quando i Reds meritano il raddoppio i viola fanno il pari (Jorgensen, 18' st); e quando la squadra di Benitez affonda per cercare la vittoria, quella di Prandelli la trafigge (Gilardino, 47' st). Prandelli è costretto ad inventarsi la formazione e la lista delle riserve. Le squalifiche (Dainelli) e gli infortuni (Mutu, Gamberini, Gobbi, Zanetti e Jovetic) impongono al tecnico di portare in panchina addirittura due portieri (oltre ad Avramov, Seculin) e due baby, Carraro e Aya. Il tecnico viola non rischia Vargas e Marchionni, che porta come rincalzi. La sorpresa è De Silvestri preferito all'ex juventino, che gioca sulla destra davanti a Comotto. Anche Benitez gioca con una formazione 'innovativa', conferma lo stop a Torres (Kuyt è l'unica punta), ma non rinuncia a Gerrard, che sembrava destinato alla panchina. E soprattutto regala la prima partita da titolare all'ex gioiellino romanista Alberto Aquilani, che lavora in mediana al fianco di Mascherano. Ritmi bassi. Sembra una gara di fine stagione tra due squadre che nulla più hanno da chiedere, anche se la Fiorentina gioca per il primato del girone e il Liverpool per l'orgoglio.
Nonostante tutto, la squadra di Prandelli tiene bene il campo, non teme l'ambiente dell'Anfield Road e anzi, quando può, attacca. Avviene intorno alla mezz'ora del primo tempo, quando, grazie a due iniziative di De Silvestri e Gilardino, crea palle gol, ma il finalizzatore, Jorgensen, prima sbaglia il colpo di testa, poi il tiro da fuori in condizioni ottimali. In precedenza un retropassaggio di Agger aveva fatto venire i brividi a Cavalieri, costretto a uscire su Santana. Al 33', su angolo, De Silvestri di testa costringe Cavalieri ad un super intervento e sul succesivo corner il portiere si ripete sulla botta di Montolivo. E anche se Gerrard, Mascherano ed Aquilani provano a far girare i Reds, sostenuti a sprazzi sulle fasce da Dossena e Benayoun. Frey è inoperoso. Ma alla prima occasione il Liverpool passa. Gerrard calcia una punizione dalla destra, Pasqual e compagni perdono l'inserimento sul primo palo di Benayoun, che di testa trova la deviazione vincente. E' il 43'. E la squadra che meno merita si ritrova in vantaggio. Nella ripresa il Liverpool, galvanizzato dal vantaggio, gioca con più agonismo e la Fiorentina, nonostante l'incitamento dei 3.000 suoi tifosi, soffre. Ma, come avvenuto per il Liverpool nel primo tempo, nel momento migliore degli avversari i viola trovano il pari con un bel diagonale di Jorgensen servito da Gilardino. Benitez non ci sta e dà spazio a Torres. La Fiorentina indietreggia con il Liverpool che colleziona angoli e al 33' sfiora il gol con Pacheco, entrato un paio di minuti prima al posto di Aquilani: Frey si oppone. Poi entra Vargas e confeziona l'assist per Gila. E' festa per tutto il popolo viola, composto anche dal sindaco Matteo Renzi e dalle famiglie di giocatori e dipendenti del club.







