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Juve affonda a Bordeaux, con Bayern basta pari

dall'inviato Tullio Parisi

BORDEAUX (FRANCIA) - Letteralmente distrutta dal Bordeaux, la Juve può giocare solo una carta in Champions League, lo spareggio con il Bayern dell'8 dicembre in cui le basterebbe anche un pari. Ma l'inguardabile squadra di Ferrara vista questa sera non basterebbe certo. Surclassata dagli avversari sul piano atletico, tattico e tecnico (e il Bordeaux era privo dell'uomo più importante, Gourcuff) la Juve non ha mai dato l'impressione di potere impensierire l'avversario. Tuttavia, al 17' della ripresa, dall'unica giocata decente di Del Piero è nata la palla del possibile pareggio, ma Diego, una delle tante delusioni cocenti della serata e della stagione, se l'é vista sfilare davanti sulla linea di porta senza riuscire a intervenire. Il risultato finale, però, è giusto: i francesi hanno attaccato per tutta la partita, incuranti del fatto di essere già qualificati e hanno dato una lezione di calcio.

Ferrara li ha aiutati, mandando in campo il Del Piero di oggi, più dannoso che utile, ma se le alternative erano Giovinco e il ragazzino Immobile, c'era poco da stare allegri. In questa Juventus a pezzi sono molti gli interrogativi: Diego e Amauri completano la galleria degli 'assenti', Melo si è ancora una volta rivelato impalpabile e nemmeno Camoranesi questa sera era ispirato. Certo, la Juve conferma di essere squadra lentissima e incapace di inserimenti senza palla, l'esatto opposto di quella di Blanc. In tutta la partita i bianconeri hanno effettuato una sola conclusione in porta, quella innocua di Diego, più che altro di alleggerimento, a risultato ormai compromesso, a metà ripresa. Tra i pochi a salvarsi Sissoko e soprattutto Chiellini, ma la difesa in queste condizioni di squilibrio tattico è sotto pressione in modo eccessivo e prima o poi l'errore ci scappa. Solo il grande Buffon nel primo tempo aveva messo una pezza illusoria sul dramma della Juve con una parata miracolosa su Chamakh.

Soffre subito, la squadra di Ferrara: dopo due minuti un cross molto pericoloso di Plasil vede quattro francesi catapultarsi davanti a Buffon, ma nessuno riesce a toccare. Il tema della partita è subito chiaro: Bordeaux con un ritmo superiore, con gli esterni che spingono sulle fasce e si muovono senza palla, imprendibili per i bianconeri sempre in affanno. La Juve supera in qualche modo la crisi iniziale e cerca di spezzare il ritmo avversario, ma non riesce a tenere palla. Il Bordeaux però è impreciso in fase conclusiva. I francesi continuano a dominare e subissano la Juve con cinque angoli in pochi minuti. Camoranesi e Melo si beccano il giallo, perché c'é sempre un biancorosso che scappa via incontrastato. La palla gol più colossale il Bordeaux la costruisce con Chamakh, lanciato da Ferando, che a tu per tu con Buffon si fa accecare dal portierone, ancora una volta eroe decisivo.

La storia della ripresa è tutta in due episodi, la punizione di Plasil su cui Fernando, il migliore dei francesi, ha preceduto tutti, compreso l'imbambolato Amauri e il gol del pari fallito da Diego. Quello finale del Bordeaux è stato solo la ciliegina su una torta francese già ricca: a quel punto della partita, ormai, era 'torello' puro, fatto raro in Champions League, su cui la Juventus deve meditare.