Barca stellare anche senza Messi, Inter non c'è
In gol Piqué e Pedro, nerazzurri impotenti subiscono per 90 minuti
24 novembre, 23:38Correlati
dell'inviato Paolo Cappelleri
BARCELLONA - Non c'erano Messi e Ibrahimovic, ma al Camp Nou non se ne sono accorti, perché il Barcellona ha steso l'Inter conquistando il primo posto del girone. Al di là dei gol di Piqué e Pedro nel primo tempo, è severa la lezione subita dai nerazzurri che, surclassati su ogni piano, dovranno sudarsi la qualificazione agli ottavi fra due settimane a San Siro contro il Rubin Kazan. Se all'andata il pareggio aveva nascosto la superiorità dei campioni d'Europa, questa volta il verdetto è limpido.
La 'scuola di calcio' blaugrana è ancora una chimera per l'Inter, intimorita di fronte alle sfuriate degli uomini di Guardiola e bocciata alla prova di mentalità lanciata da Mourinho alla vigilia. Non può essere un alibi l'assenza di Sneijder (in tribuna con i suoi guai muscolari), ma alla fine pesa molto più di quelle di Messi e Ibrahimovic. Per entusiasmare il suo pubblico al Barcellona servono meno dei cinque minuti previsti da Pep Guardiola. Lo 0 a 0 fra Rubin e Dinamo nel pomeriggio ha tolto il rischio dell'eliminazione, ma dal primo secondo Puyol e compagni sfoderano un calcio offensivo da manuale: pressano indemoniati innalzando una diga a metà campo, così che a Etòo (che dopo l'ovazione ricevuta all'inizio è praticamente scomparso) e Milito arrivano pochi miseri palloni. I vari Xavi, Iniesta e Keita dirigono l'orchestra con maestria, tagliando il campo e costringendo i nerazzurri a rincorrere a perdifiato un pallone che toccano davvero poco. L'avanzata blaugrana è per 90' quasi sempre perfetta, un ricamo palla a terra, al ritmo dei due tocchi, con una buona dose di finezze (da applausi Pedro che, a 22 anni, a tratti umilia Maicon) apprezzabili quanto utili. Al punto che, a conti fatti, i due gol non sono i prodotti più fini del Barca, anche perché la complicità della difesa interista è notevole.
Con i piedi d'oro in panchina, dopo 10' ci pensa un difensore centrale a sbloccare il risultato. La spizzata di testa di Henry su corner di Iniesta questa volta è un assist pulito per Piqué, che di piatto batte Julio Cesar grazie a una dormita di Thiago Motta. Non è il primo né l'ultimo errore del brasiliano che, piazzato dietro le punte da Mourinho (con Stankovic a sinistra del rombo), incappa in una serata disastrosa, incapace di servire le punte e impotente quando il Barcellona riparte. Ma gli altri nerazzurri non sono da meno. Non infilano due passaggi giusti di fila e, spesso in affanno, si rifugiano in lanci lunghi davvero sterili. Al 26' è Chivu che si smarrisce lasciando Dani Alves, tranquillo nel crossare dal fondo una palombella che Samuel e Maicon guardano basiti e Pedro infila di controbalzo anche grazie a un'incertezza di Julio Cesar. Sul 2 a 0 il Barcellona non cala. La legge di Guardiola proibisce i lanci lunghi, al punto che al 35' Valdes si incaponisce in dribbling su Etòo servendo involontariamente Stankovic, il cui pallonetto da 30 metri finisce alto sulla porta vuota. Ed è questo praticamente l'unico pericolo, a parte un tiro di Milito parato da Valdes. 'Mourinho vai a teatro', urla il pubblico del Camp Nou al portoghese che, quasi sempre impassibile con le mani in tasca, nella ripresa prova a dare la scossa con Balotelli. Ma incappa solo in altri 45' di sofferenza, con Dani Alves, Xavi, Pedro e Henry che creano più di un brivido a Julio Cesar. Il fischio finale di Busacca è quasi un sollievo per l'Inter, che evita una goleada, ma torna a casa ancora una volta ridimensionata, con l'obbligo di vincere contro il Rubin. Nemmeno il Barca è ancora certo del passaggio agli ottavi, ma giocando così non si vede come possa fermare la propria corsa in Champions.






