Totti: e ora ripetano che sono finito
Mancava da ottobre, e' rientrato con una tripletta
23 novembre, 15:17Correlati
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ROMA - "Ora continuino a dire che sono finito. Mi porta bene". Francesco Totti scherza, mentre passa nella zona mista dell'Olimpico. Non si ferma per rilasciare interviste, perché dopo la tripletta rifilata al Bari "oggi sarebbe troppo facile", dice. Vuole solo godersi il ritorno in campo. Mancava dallo scorso 4 ottobre, giorno dell'infortunio al ginocchio destro e della doppietta al Napoli, sempre all'Olimpico.
E' tornato nel migliore dei modi, toccando quota nove reti in campionato, 239 con la maglia giallorossa. Numeri che parlano da soli. E sceglie di far parlare loro. Intanto aspetta un segnale dalla società sulla vicenda del contratto che ormai da tempo si dà per firmato (fino al 2014), ogni settimana sembra quella dell'annuncio ma poi tutto slitta nel silenzio. "Non me l'aspettavo a questi livello già al rientro. Non riesco a trovare un aggettivo per lui, quando ho visto il terzo gol mi sono chiesto come avesse fatto a segnarlo - dice ammirato Ranieri -. E' un campiona vero, tutti sanno che può sempre inventare qualcosa per questo lo lascio in campo sempre perché i suoi compagni con lui in campo sono più tranquilli". Può non essere da Nazionale un giocatore del genere? "Queste sono cose che riguardano Francesco e Lippi, voi - rispnde ai giornalisti - volete fare bagarre, volete che vadano in nazionale lui e Cassano, ma non sono cose che mi competono. Io da egoista spero che non venga chiamato e che rimanga con noi".
Ranieri oggi ha scelto il tridente per affrontare il Bari, la squadra definita dallo stesso allenatore giallorosso: "che gioca il miglior calcio in Italia". "Prima di farlo - ha precisato Ranieri - ho parlato con tutti e tre gli attaccanti, ho detto che mi serviva molto sacrificio da parte loro con una formazione così ed è per questo che ho messo Burdisso sulla destra, perché mi garantiva più copertura di Cicinho e Cassetti". Elogi a Totti ma anche all'altro protagonista della giornata. "Julio Sergio ha salvato il risultato, Totti lo ha confezionato. Ogni volta che ha giocato ha dato il massimo, perché cambiare? Lo sfrutto fino alla fine. Lui è sereno e attraversa un momento d'oro". Un appunto alla squadra però lo fa: "Ci siamo un po' rilassati, forse forti del 3-0 abbiamo mollato, i tre gol ci hanno fatto male".
"Totti è un giocatore straordinario, vedere certi gesti tecnici fa piacere": anche Simone Perrotta fa i complimenti al suo capitano, il centrocampista in occasione del terzo gol si è messo le mani sul viso chiedendosi come fosse possibile segnare una rete del genere. "Oggi abbiamo preso tre punti fondamentali. La Nazionale? Non so se la merito, lo valuterà Lippi. Quattro anni fa di questi tempo non ero neppure tra i papabili". A Ventura non è piaciuto l'atteggiamento del Bari. "Merito della Roma che ha vinto, ma anche tanto demerito nostro. Oggi ho visto il peggior Bari della stagione. Una squadra brutta, che ha sbagliato l'approccio. Si vede che i troppi complimenti ci hanno fatto male. Questa partita ci servirà proprio per evitare di essere presuntuosi". Tanto rammarico per come è andata. "Magari con un Totti come quello di oggi avremmo comunque perso, ma almeno avrei voluto giocarmela. A Roma si può perdere però se regali un tempo non c'é neanche il tempo per recuperare gli errori. Non ce la siamo giocati".
RANIERI: 'TOTTI PERFETTO, E' UN BENE DA SALVAGUARDARE'
"L'avevo detto prima che senza il capitano sarebbe stato difficile. Oggi è rientrato e si è vista la differenza. E' un bene prezioso che dobbiamo salvaguardare, non mi aspettavo una partita così di Francesco, oltre ai tre gol non ha sbagliato niente, era sempre al posto giusto". Il tecnico della Roma, Claudio Ranieri, ai microfoni di Stadio Sprint su Rai Due, fa l'elogio di Totti, al rientro dopo una lunga pausa e assoluto protagonista con la tripletta che ha determinato la vittoria dei giallorossi sul Bari. A proposito della posizione in campo del capitano Ranieri ha aggiunto: "Lui gioca come sa. Lui ha capito benissimo quello che volevo dire quando sono arrivato e come doveva aiutare la squadra".







