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Inter torna a +2, scudetto a un passo

Siena in "B", Juve senza Champions

03 maggio, 08:05
Lazio-Inter
Lazio-Inter
Inter torna a +2, scudetto a un passo

ROMA - L'Inter vince facile all'Olimpico, 2-0 alla Lazio, torna a +2 sulla Roma e due giornate e vede lo scudetto molto vicino: gli ultimi due impegni saranno contro il Chievo gia' salvo, al Meazza, e contro il Siena gia' retrocesso, nell'ultima giornata, e quest'Inter lanciata verso la tripletta non sembra in grado di passi falsi. All'Olimpico, un gol di Samuel e uno di Thiago Motta premiano la squadra di Mourinho che senza Pandev e Milito vuole e deve trovare i tre punti, per riprendere la Roma ieri vincente a Parma, e trova una Lazio senza Ledesma, Rocchi ne' soverchie motivazioni, visto che il pari di Atalanta-Bologna ha reso la salvezza dei biancocelesti molto vicina (basta un pari). Cosi' l'Olimpico, anche quello del tifo laziale, puo' esultare ai gol interisti e incitare la squadra di Reja (anche lui in tribuna, perche' squalificato) a non affondare.

La serie A regala altri verdetti. Siena in serie B, Atalanta sulla strada della retrocessione dopo una rocambolesca gara col Bologna, Sampdoria e Palermo pronte a sfidarsi domenica per il quarto posto Champions, Juventus e Napoli 'condannate' alla Europa League. Sampdoria e Palermo continuano l'appassionata lotta per il quarto posto Champions che li vedra' avversari alla Favorita domenica prossima. I liguri battono 2-0 il Livorno, gia' in B, con il primo gol di Cassano e i siciliani regolano 2-1 il Siena, risultato che sancisce la malinconica retrocessione dei toscani. Il Siena, con la B matematica, paga soprattutto un mercato estivo deficitario e pecche societarie: ora con la nuova gestione Mezzaroma ha inizio il tentativo di riscossa. Juventus e Napoli sono ormai matematicamente fuori dal quarto posto Champions ma hanno la certezza della Europa League: i bianconeri hanno pareggiato in rimonta 1-1 a Catania, i partenopei hanno battuto 2-1 in trasferta il Chievo con gol decisivo di Lavezzi.

Ma la gara piu' drammatica ha riguardato la lotta salvezza. L'Atalanta ha perso un'occasione fondamentale per allontanare la retrocessione: finisce 1-1 col il Bologna con gol di Guarente e sfortunata autorete di Peluso dopo polemiche furibonde perche' Tagliavento ha prima concesso un rigore al Bologna per poi ripensarci mantenendo pero' l'espulsione di Pellegrini, che aveva veementemente protestato per l'episodio. I lombardi hanno sbagliato anche un rigore con Valdes. Ora per l'Atalanta ci vorrebbe un miracolo per rimontare su Bologna e Lazio. Negli altri due incontri Bari, Cagliari e Udinese hanno conquistato la salvezza matematica. I pugliesi hanno regolato 3-0 un Genoa sempre piu' deludente mentre Cagliari e Udinese hanno chiuso 2-2 un incontro ricco di spettacolo e di fasi di stanca, con il pari hanno festeggiato entrambe. Ma Marino ha annunciato che non restera' ad Udine.

INTER PASSEGGIA CON LAZIO TENERA,OLIMPICO ESULTA
di Alessandro Castellani

Il 5 maggio non abita più all'Olimpico, sono passati otto anni, oggi è il 2 e fra Lazio ed Inter è tutta un'altra storia. Nessun accordo o combine più o meno segreta, ma la partita di questa sera all'Olimpico ricorda un Germania-Austria ai Mondiali del 1982 quando un 1-0 con gol di Hrubesch al 10' pt e poi tutto il resto a non farsi male servirono alle due squadre per qualificarsi ai danni dell'Algeria. Ma il calcio italiano è ricco di campanilismi ed intrecci, e per questo il match dell'Olimpico, finito con uno 0-2 facile facile per gli ospiti che così si riportano a +2 dalla Roma per la gioia del popolo laziale, è stato surreale, e ha esaltato solo una parte del tifo, quello di chi, dalla curva nord, ha esultato per il gol di Samuel al 46' come se avesse segnato un giocatore della Lazio. Oppure che per due volte, sempre dallo stesso settore (ma anche da altre parti dello stadio pavesati di biancoceleste) ha fischiato Kolarov, 'colpevole' di essersi reso pericoloso al 16' con un tiro uscito fuori di poco o impegnato per sfuggire a Zanetti e mettere un cross al centro dell'area. Non poteva essere una partita normale quella fra una Lazio priva di Ledesma e Rocchi, e completamente priva di stimoli dopo il risultato di Atalanta-Bologna: chissà se c'é ancora chi sostiene che sia giusto non far giocare tutte le partite allo stesso orario in questi ultimi turni. Del resto, la squadra di casa era sospinta al contrario dalla propria tifoseria (striscioni con "scansamose" e cori 'se vincete ve menamo''), mentre l'Inter che ha badato soprattutto ad ottenere il massimo con il minimo sforzo ed a preservare energie per impegni ben più probanti, a cominciare da quello di mercoledì prossimo (la finale di Coppa Italia). Così è stato, e Mourinho ne ha approfittato per fare una sorta di turn-over, inventando Maicon esterno d'attacco, tenendo a riposo, almeno all'inizio, Milito e presentandosi con una sola punta, quell'Etòo sul quale è stato decisivo un paio di volte il portiere laziale Muslera, deciso ad interpretare seriamente questa sfida. Meno convincente la prova dei due attaccanti della Lazio, Floccari e Zarate, che non hanno mai tirato in porta. Nel recupero di un primo tempo giocato al piccolo trotto, caratterizzato dai cori anti-Roma e anti-Lotito di laziali ed interisti assieme, l'Inter è passata in vantaggio grazie ad un cross di Sneijder su cui si è elevato Samuel, con i difensori laziali fermi: il portiere uruguayano non ha potuto far niente, e la storia si è ripetuta al 25' della ripresa, quando nel colpo di testa vincente si è prodotto l'indisturbato Thiago Motta, naturalizzato che avrebbe potuto far comodo anche alla nazionale italiana, molto più di quell'Amauri oggi bocciato da Lippi. Questa è stata Lazio-Inter, prodotto del calcio di fine stagione e dei veleni infiniti, anche quelli scaturiti dalle provocazioni dei 'cugini' romanisti.

BROCCHI, CONDIZIONATI CLIMA SURREALE - "Il clima surreale dello stadio che tifava contro di noi qualcosa ci ha creato..". Non lasciano spazio ad equivoci le dichiarazioni post partita dell'allenatore in seconda della Lazio, Giovanni Lopez, al termine della sconfitta per due a zero contro l'Inter. Un pensiero condiviso anche da Cristian Brocchi che ha dovuto riconoscere come la situazione calcistica a Roma sia paradossale, pur sottolineando come il pareggio dell'Atalanta contro il Bologna abbia rilassato un po' la squadra. E mentre la Roma accusa duramente ("mai vista una cosa del genere, stasera ha perso lo sport", dice Montali), la Lazio incassa il colpo dei cugini senza risposte esplicite e dirette ma lasciando trapelare la sua rabbia per la nuova uscita del dirigente giallorosso: non diano la colpa agli altri. Ma cresce la polemica anche sulla mancata contemporaneità delle ultime giornate: una soluzione che avrebbe disinnescato la mina Olimpico, con la Lazio e i suoi tifosi costretti a vivere la partita senza sapere il risultato finale di Atalanta-Bologna. "Bisogna tornare alla contemporaneità delle ultime quattro partite, com'era prima", dicono osservatori neutrali come Pierpaolo Marino, Paolo Casarin, Fulvio Collovati. "Il clima allo stadio un po' ci ha condizionato, ma forse ancor di più dei nostri tifosi, è stato il risultato dell'Atalanta nel pomeriggio ad incidere sulla nostra gara contro l'Inter", ammette Brocchi. L'intenzione di dare tutto in campo, secondo il centrocampista ex Milan c'era, ma è naufragata dopo il due a zero di Motta. "Fino al primo gol dell'Inter - ha aggiunto - avevamo fatto abbastanza bene, nonostante il clima. Volevamo raggiungere la salvezza matematicamente già stasera, ma purtroppo non ci siamo riusciti. Ripeto, volevamo far bene, ma forse il pareggio dell'Atalanta ci ha tranquillizzato troppo. Dopo il due a zero abbiamo mollato, ma ricordo a tutti che giocavamo contro la squadra più forte d'Italia. Ora la salvezza passa da Livorno prima e contro l'Udinese poi". Clima di euforia in casa Inter, con Branca che non può non evidenziare come la formazione nerazzurra sia ad un passo da una tripletta storica. "Abbiamo delle partite da disputare, sono partite molto importanti e ce la metteremo tutta - ha ammesso - Siamo in corsa su tre fronti, il primo fronte è fra tre giorni, dobbiamo recuperare le forze per essere competitivi. Come si vive ad un passo dai tre titoli? E' una sensazione molto bella, ma bisogna stare attenti alle tensioni. C'era il timore di essere stanchi dopo Barcellona ma i ragazzi sono stati molto bravi. E' stato tutto perfetto". Nessuno stupore invece sul tifo per l'Inter da parte dei sostenitori della Lazio. "C'é un gemellaggio da anni, sono simpatizzanti - ha aggiunto il direttore tecnico nerazzurro, che ha voluto assicurare che Jose Mourinho resterà a Milano a fine stagione - Noi siamo contenti, lui é felice di stare con noi. Un futuro di Mourinho fuori da Milano a fine stagione non è pensabile". Soddisfazione anche nelle parole dell'A.d. Paolillo, che ha rigettato con stizza le accuse sul clima amichevole. "Mi rifiuto di dire che stasera ci sia stato un clima da amichevole. Nel primo tempo, abbiamo anche sofferto, sbagliando diverse occasioni da gol. Poi siamo stati bravi a gestire le forze dopo le fatiche di Barcellona e prima della finale di Coppa Italia che vogliamo assolutamente vincere". Dispiaciuto, nonostante il gol decisivo, Thiago Motta, con la testa ancora all'espulsione contro il Barcellona. "Abbiamo superato la prima finale. Ora mancano due partite: sarà difficile, ma quello di oggi è un passo importante - ha ammesso - Non sto benissimo psicologicamente. Il gol di oggi mi aiuterà a superare questo momento, l'importante è che la squadra sia in finale. Spero si possa fare qualcosa con il ricorso".

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