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Mastrapasqua lascia Inps, Treu in pole

Parte toto-nomine

02 febbraio, 19:07
Antonio Mastrapasqua
Antonio Mastrapasqua
Mastrapasqua lascia Inps, Treu in pole

Stretto tra l'inchiesta giudiziaria e la polemica sulle molteplici poltrone occupate e dopo il pressing del premier Enrico Letta, Antonio Mastrapasqua si è dimesso da presidente dell'Inps, che guidava da luglio del 2008. Ora per l'Istituto nazionale di previdenza sociale, che nel 2012 ha incorporato l'Inpdap e l'Enpals dando vita al 'Super-Inps', si apre una fase di commissariamento. "Una scelta saggia", afferma Letta commentando le dimissioni e sottolineando che Mastrapasqua "ha colto l'iniziativa del governo: non si possono assumere incarichi così rilevanti senza esclusività". Un ente come l'Inps, aveva detto anche ieri al termine del Cdm, "deve essere guidato in esclusiva, così come io esercito il mio ruolo in esclusiva". La decisione di Mastrapasqua arriva dopo le indagini avviate dalla Procura di Roma per presunte cartelle cliniche truccate e fatture gonfiate dell'Ospedale Israelitico, di cui è direttore generale, che ha riportato alla ribalta il caso dei diversi incarichi ricoperti. E, soprattutto, arriva dopo le decisioni assunte ieri dal Consiglio dei ministri: il governo ha infatti deciso di accelerare la riforma della governance dell'Inps (e dell'Inail) ed ha approvato un ddl (che verrà trasmesso al Parlamento con procedura d'urgenza) sulla incompatibilità per i vertici degli enti pubblici nazionali con altre poltrone, prevedendo un regime di esclusività per prevenire conflitti di interesse.

Parte toto-nomine Inps, Treu in pole - Nei prossimi giorni, secondo alcune fonti forse già nel prossimo Cdm, il governo deciderà come procedere alla sostituzione di Antonio Mastrapasqua alla presidenza dell'Inps dopo le sue dimissioni. Un percorso accelerato rispetto alla naturale scadenza di fine 2014 e che vede Tiziano Treu in pole position in questa fase di traghettamento dell'istituto. ''Voi ne sapete certamente di più'' taglia corto l'ex ministro raggiunto telefonicamente dall'ANSA senza voler commentare le voci che circolano subito dopo le dimissioni di Mastrapasqua. A suo favore gioca l'esperienza e il ruolo di garanzia che potrebbe svolgere nonché una sua posizione politica meno marcata rispetto ad altri candidati sebbene l'ex ministro del Lavoro vanti una chiara militanza nel centrosinistra. Unico handicap potrebbe essere la sua estrazione, la stessa del presidente del Civ, organismo di controllo e forse, secondo alcuni, l'età (75 anni). In queste ore non mancano comunque le altre candidature alla carica fino ad oggi occupata da Mastrapasqua, ad iniziare da Maurizio Sacconi, parlamentare del Nuovo Centrodestra e soprattutto già ministro del Lavoro e del Welfare durante i governi Berlusconi. I difficili equilibri politici nell'attuale fase di maggioranza di larghe intese e una sorta di tacita 'alternanza' farebbero però propendere per una scelta di centrosinistra per la poltrona del 'Super Inps' (l'ente negli ultimi anni ha assorbito gli altri istituti di previdenza a iniziare dall'Inpdap) condizione che, dicono alcuni osservatori, potrebbe favorire l'ex ministro del Lavoro del secondo governo Prodi, Cesare Damiano. Sia Sacconi che Damiano, tuttavia ricoprono il ruolo di parlamentari e dovrebbero eventualmente dimettersi dalla carica. Altre soluzioni potrebbero favorire una guida tecnica affidata, secondo alcune fonti, a Massimo Sarmi, il cui mandato alle Poste è in scadenza ma secondo le stesse fonti, appunto, in una fase delicata il candidato più adatto sembra avere proprio il profilo di Treu. Da escludere sarebbero anche altre ipotetiche scelte 'non politiche' come il ricorso al management interno per portare a conclusione il traghettamento dell'istituto in previsione della trasformazione della sua governance e il varo delle nuove norme sulla incompatibilità della presidenza con altre cariche

Fornero, riconferma? Aveva buona reputazione - ''Aveva una buona reputazione di manager e non mi sembrò appropriato cambiarlo in un momento delicato''. Lo afferma l'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero in merito alla riconferma di Antonio Mastrapasqua alla presidenza dell'Inps, incarico da cui si è dimesso ieri. Intervistata dal Corriere della Sera, Fornero parla del progetto di governance per l'Inps su cui si è lavorato durante il governo Monti. ''La riforma della governance è di competenza delle Camere. Un ministro può proporre, ma è il Parlamento che dispone'', rileva. ''Per ragioni di potere che intuisco, ma che non conosco con precisione, non fu dato corso al cambiamento delle regole per un migliore funzionamento dell'ente''. In merito alla vicenda esodati, ''in quel momento così difficile per il Paese non ritengo di aver avuto tutta la collaborazione istituzionale che la situazione avrebbe meritato'', dichiara.

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