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L'ostruzionismo, da Catone a Boato fino ai 5 stelle

Lo si pratica dall'antica Roma, il boom negli anni '80

30 gennaio, 11:51

di Francesco Bongarrà

ROMA - L'ostruzionismo, come quello praticato in questi giorni a Montecitorio dai deputati dell'M5S sul decreto legge Imu-Bankitalia, è una 'vecchia conoscenza' del Parlamento italiano, nelle cui Aule in oltre 150 anni di storia si è assistito a ben più di una 'seduta fiume' per evitare l'approvazione di una legge o ritardare la conversione di un decreto per farlo decadere. Tuttavia, alla Camera mai si è ricorsi alla "ghigliottina", ovvero alla decisione di porre in votazione il provvedimento prima che siano ultimate tutte le fasi previste. Una decisione che spetta al presidente dell'Assemblea, che ha questo potere previsto esplicitamente dal regolamento del Senato (dove qualche volta si è applicato) ma non a Montecitorio, anche se vale il principio dell'analogia. Si dice che l'inventore dell'ostruzionismo parlamentare fu Catone Uticense che parlò per un giorno intero per opporsi alla nomina a primo console di Giulio Cesare; tuttavia, le vere origini del nostro ostruzionismo vanno ricercate nei Paesi anglosassoni. Il termine 'obstruction' fu usato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1841, ma il termine normalmente in uso in lingua inglese è 'filibustering'. I veri 'campioni' dell'ostruzionismo in Italia furono i Radicali di Marco Pannella.

- DURANTE IL REGNO: Prima della Repubblica l'ostruzionismo rappresentava un fatto assolutamente eccezionale. Tra gli esempi più famosi, le battaglie di fine secolo contro i decreti Pelloux e quella socialista contro le spese per la guerra in Libia.

- DALLA NATO ALLA LEGGE TRUFFA: la prima battaglia ostruzionistica che si combatte nel Parlamento repubblicano è quella di Pci e Psi contro la ratifica del Trattato Nato nel 1949 (memorabili gli interventi di Giancarlo Pajetta), cui seguì quella del Msi contro la legge Scelba e quella durissima, delle sinistre contro la 'Legge Truffa' (1953) che mirava all'introduzione del premio di maggioranza nelle elezioni: quest'ultima impegnò Camera e Senato per 140 ore.

- GLI ANNI SETTANTA: per una ventina d'anni di ostruzionismo in Parlamento praticamente non se ne vede più. Ma il 'filibustering' torna con il decretone economico del 1970 (lo praticarono i parlamentari Psiup). Seguono poi l'ostruzionismo alla riforma radiotelevisiva del 1974 (contrari Msi e Pli), e quello alla legge sull'aborto. Ma è dal 1978 che l'ostruzionismo di fatto giunge a paralizzare per giorni e giorni i lavori del Parlamento con le 'sedute fiume': la prima, durata quasi 134 ore, è quella sul decreto relativo al personale universitario, cui si opponevano Radicali, Dp e Pli.

- IL BOOM ARRIVA NEGLI ANNI '80: Funzionari e cronisti parlamentari più anziani ricordano la seduta fiume dal 23 gennaio al 3 febbraio sulla conversione del dl sulla lotta al terrorismo (ostruzionismo di Radicali e Pdup); quella di 161 ore sul decreto relativo al fermo di polizia nel 1981, in cui l'allora radicale Marco Boato stabilì un record parlando ininterrottamente per 18 ore e 5 minuti; quella di 115 ore per l'approvazione della legge sul trattamento di fine rapporto (1982); le 152 ore per la conversione del decreto sull'indennità di contingenza (1984). In tutti questi casi, a far la parte del leone erano i radicali, con in testa Marco Boato e Massimo Teodori, che detiene il secondo posto nella classifica degli oratori più resistenti: parlò per 16 ore e 20 minuti sul fermo di Polizia. Spesso l'ostruzionismo era praticato anche dal Msi, il cui leader Giorgio Almirante veniva chiamato 'vescica di ferro'

- I NUOVI REGOLAMENTI FRENANO OSTRUZIONISMO: Solo le riforme del 1984 e, soprattutto, del 1990 di fatto rendono quasi impossibile l'ostruzionismo nelle Aule parlamentari. Oggi la discussione è ormai disciplinata e garantita in ogni fase, anche nelle commissioni in sede legislativa. In discussione generale un deputato può parlare al massimo per mezz'ora quando si tratta di un decreto, mentre per i testi di iniziativa parlamentare il tempo viene fissato di volta in volta dalla conferenza dei capigruppo.

- DOPO LA RIFORMA: Tuttavia, la modifica dei regolamenti di Camera e Senato non ha fatto sparire l'ostruzionismo. Le forze politiche hanno cambiato strategia: quando vogliono attuarlo presentano una quantità enorme di emendamenti o di ordini del giorno su cui intervenire, come avviene in queste ore con i 5Stelle. Tra le nuove strategie ostruzionistiche spicca il 'modello giapponese' inventato dalla Lega nel 1993: per protestare contro la fiducia posta dal governo Ciampi ad un provvedimento, i senatori del Carroccio passarono a piccoli passi sotto il banco della presidenza per manifestare il loro voto.

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