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Nobel della pace: assegnato all'Opac

Il direttore: accetto con umilta' e vado avanti. Comitato: segnale a chi non ha ratificato Trattato

08 novembre, 10:59
Premio all'Opac, no armi chimiche Premio all'Opac, no armi chimiche
Nobel della pace: assegnato all'Opac

E' stato assegnato all'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) il premio Nobel per la Pace 2013. L'Opac è stata fondata nel 1997 per dare attuazione al Trattato di interdizione all'uso delle armi chimiche firmato nel 1993.

La notizia era stata anticipata dalla tv norvegese NRK sul suo sito internet. "Anche se il conflitto in Siria può ancora essere definito 'un bagno di sangue', c'è in vista una soluzione per quanto riguarda le armi chimiche", scrive la tv. L'anno scorso la stessa tv anticipò un'ora prima che il Nobel era stato vinto dall'Ue.

"Grazie al lavoro dell'Opac l'uso delle armi chimiche è un tabù" dice il Comitato per il Nobel nelle motivazioni. "Quanto accaduto in Siria, dove sono state usate queste armi, riporta in primo piano la necessità di incrementare gli sforzi per eliminare questi armamenti", recitano ancora le motivazioni.

Il premio "è un messaggio ai Paesi che non hanno ratificato il Trattato di bando delle armi chimiche", siglato nel 1993, e un invito "a firmare" aggiunge il presidente del Comitato per il Nobel. Il riconoscimento, che verrà consegnato il 10 dicembre, nell'anniversario della morte di Alfred Nobel, consiste in una medaglia, un diploma e un assegno da circa 910.00 euro.

"Per 15 anni abbiamo fatto il nostro dovere contribuendo alla pace del mondo. Le ultime settimane hanno dato ulteriore impulso alla nostra missione. Accetto con umiltà il premio Nobel per la Pace e con voi mi impegno a continuare a lavorare con immutata determinazione" spiega il direttore generale dell'organizzazione, il turco Ahmet Uzumcu, rivolgendosi ai rappresentanti dei 41 membri dell' esecutivo, di cui l'Italia ha la vicepresidenza.

Gli esperti dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac), insignita oggi del Premio Nobel per la pace, sono tornati oggi al lavoro sui siti i stoccaggio e produzione di gas tossici in Siria. Lo dice all'ANSA una fonte della missione congiunta Opac-Onu. "Il lavoro di oggi consiste in raccolta di informazioni per pianificare il lavoro futuro", ha detto all'ANSA una fonte della missione congiunta Opac-Onu. Il 6 ottobre, gli inviati Opac avevano distrutto alcune testate chimiche. Gli esperti sono arrivati in Siria il primo ottobre. Entro metà 2014 è previsto che completino il lavoro di distruzione dell'arsenale chimico e di messa in sicurezza dei siti di produzione sulla base dell'intesa russo-americana, che il mese scorso ha convinto Washington a rinunciare a un attacco militare dopo la strage di Ghouta del 21 agosto scorso.

Il premio Nobel per la pace è stato "attribuito ad una organizzazione che sta facendo qualcosa di importante. Ciò è molto positivo ed io non posso che esserne soddisfatta" dice il ministro per l'Istruzione, Maria Chiara Carrozza. "Anche io facevo il tifo per Malala la sua è una bella battaglia, tutti l'abbiamo ascoltata quando ha fatto quel bellissimo discorso; ha una potenza di voce, fa affermazioni semplici ma nella sostanza fortissime. E' di una potenza impressionante il suo messaggio, in gran parte del mondo il diritto all'istruzione non e' rispettato". Così il ministro per l'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, su Radio Rai 3. Per il ministro "non e' detto che non vinca in futuro il Nobel per la pace".

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