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Riva: Zanonato, serve accordo custode-azienda e riavvio

Provvedimento Gip sottrae tutti i beni. Mobilitazione e cortei in sette impianti. Letta: 'Azienda può andare avanti senza c/c'. Ferrante: 'Chiarimento con procura per ripresa'

17 settembre, 10:57
Zanonato
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Riva: Zanonato, serve accordo custode-azienda e riavvio

"Abbiamo chiesto al gruppo Riva di incontrare il custode giudiziale (cui sono affidati beni sequestrati ndr) per riprendere immediatamente la produzione di acciaio". Lo ha detto il ministro Zanonato che alla domanda se in caso contrario scatterà il commissariamento ha detto: "se non va in porto consideriamo altre ipotesi".

Al termine dell'incontro coni il rappresentante di Riva, Bruno Ferrante, il ministro dello Sviluppo Economico ha ribadito che l'obiettivo "è fare in modo che il sequestro non blocchi l'attività produttiva del gruppo. Per questo abbiamo chiesto all'azienda di incontrare il custode giudiziale per riprendere immediatamente la produzione di acciaio: si tratta di un passaggio importante, perché il custode è l'amministratore di un pezzo, mentre un altro pezzo è in capo alla famiglia". Il ministro ha aggiunto che questa verifica verrà fatta già domani, sottolineando che prima di vedere se l'accordo verrà trovato è prematuro intraprendere altre strade: "Se non va in porto questa soluzione - ha infatti risposto ad una domanda su un possibile commissariamento - prenderemo in considerazione altre ipotesi".

Ferrante, chiarimento con procura per ripresa - "Verificheremo tutte le possibilità con l'autorità giudiziaria per capire se e' possibile riprendere le attività" delle gruppo Riva. Lo ha detto il rappresentante del gruppo, Bruno Ferrante, dopo l'incontro con il ministro Zanonato. "Bisogna fare in fretta per tutelare lavoratori e azienda" parlando di valutazioni condivise con il ministro.

Il sequestro da parte del Gip di Taranto ''sottrae alla disponibilità di Riva Acciaio tutti i beni, senza disporre alcuna facoltà d'uso a beneficio dell'azienda''. Lo precisa Riva Acciaio, dopo la nota della procura di venerdì. ''Il sequestro preventivo penale - aggiunge Riva - impedisce all'azienda ogni utilizzo dei beni''. La procura di Taranto, sabato scorso aveva scritto che il provvedimento di sequestro 'non prevede alcun divieto di uso'' dei beni aziendali, aggiungendo che il custode-amministratore ''è autorizzato ex lege a gestire eventuali necessità di ordine finanziario''. Riva Acciaio afferma invece, ''in relazione alle dichiarazioni contenute in una nota della Procura di Taranto riprese dalla stampa, secondo cui il provvedimento di sequestro non impedirebbe l'uso degli impianti'', che ''tali dichiarazioni non trovano purtroppo riscontro nel provvedimento del GIP di Taranto di cui ha ricevuto notifica il 9 settembre 2013. Tale provvedimento sottrae infatti alla disponibilità di Riva Acciaio tutti i beni, senza disporre alcuna facoltà d'uso a beneficio dell'azienda; come è noto, in assenza di un espresso provvedimento di concessione della facoltà d'uso, il sequestro preventivo penale impedisce all'azienda ogni utilizzo, in qualsiasi modo o forma, dei beni oggetto di sequestro''. Peraltro, aggiunge Riva, ''in conseguenza del nuovo atto di sequestro, le banche finanziatrici di Riva Acciaio, che erano tornate a riattivare i fidi, ne hanno immediatamente disposto il congelamento totale o la revoca''; quindi ''il blocco degli impianti e dei conti correnti impedisce alla società di svolgere, in questi giorni, non solo la normale attività produttiva, ma anche operazioni minimali, quali pagare le utenze o gli spedizionieri per la consegna dei materiali già venduti''. Il gruppo precisa infine che ''la società ha immediatamente informato il Custode Giudiziario dei beni sequestrati per avvertirlo delle conseguenze operative del sequestro sull'azienda, ma allo stato non ha ricevuto alcun riscontro né scritto né verbale''. Sono oggi in programma incontri presso il Ministero per lo Sviluppo Economico, ricorda la nota, ''per una valutazione della situazione di emergenza, occupazionale e produttiva, in conseguenza del sequestro''.

Riva: gruppo, banche hanno congelato fondi - ''In conseguenza del nuovo atto di sequestro, le banche finanziatrici di Riva Acciaio, che erano tornate a riattivare i fidi, ne hanno immediatamente disposto il congelamento totale o la revoca''. Lo afferma in una nota Riva Acciaio, ribadendo che ''il blocco degli impianti e dei conti correnti impedisce alla società di svolgere, in questi giorni, non solo la normale attività produttiva, ma anche operazioni minimali, quali pagare le utenze o gli spedizionieri per la consegna dei materiali già venduti''.

Mobilitazione e cortei in tutti e 7 impianti - La settimana "riparte con forza in tutti e 7 gli stabilimenti del gruppo Riva Acciaio". I presidi di fronte alle aziende "si trasformeranno in cortei in tutte le città interessate a partire dalle 9.30 di oggi". Lo stesso avverrà a Verona, dove e' localizzata l'azienda più grande del gruppo, dove sarà presente al corteo il segretario nazionale Fim Cisl Marco Bentivogli. Lo annuncia in una nota la stessa Fim Cisl.

Letta, roba da pazzi,lavoratori messi in mezzo - "Questa è una roba da pazzi, ma qui non è il governo che chiude niente: lo fa un'azienda privata". Così il premier Enrico Letta a Porta a Porta, a proposito della chiusura delle aziende da parte dei Riva. Sui lavoratori si è prodotto un "danno collaterale: sono messi in mezzo a una condizione dalla quale bisogna uscire".

Riva può mandare avanti le sue aziende nonostante il sequestro dei conti correnti? "Assolutamente possono andare avanti". Lo ha detto il premier Enrico Letta alla trasmissione Porta a Porta, aggiungendo che "non possono usare i lavoratori come rappresaglia".

 

 

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