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Caso Ablyazov: intrigo kazako, fiducia ad Alfano

Premier chiede nuova fiducia al Governo

26 luglio, 18:22

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Con 226 no, 55 sì e 13 astensioni il Senato salva Alfano dalla mozione di sfiducia presentata da Sel e Cinque Stelle. Enrico Letta incassa il voto di Palazzo Madama che certifica la tenuta della maggioranza: i senatori hanno accolto il suo appello a considerare il passaggio su Alfano come una una "nuova fiducia" per mettersi questa complicata vicenda alle spalle e rilanciare l'azione del governo. "Non vi deluderò", dice Letta dopo aver bacchettato Renzi (senza citarlo) e le polemiche del sindaco-rottamatore sul governo.

Solo tre senatori del Pd non se la sono sentita di votare in favore del ministro dell'Interno, e sono usciti dall'aula. I renziani, pur non rinunciando a manifestare le loro perplessità, si sono accodati alla decisione della maggioranza. I democratici hanno dato dunque prova di compattezza. Ma nel partito di Letta la scelta di ingoiare il rospo per non mettere in crisi il governo non ha sopito tutti i malumori. Lo si è capito anche in aula quando il capogruppo Zanda ha chiesto ad Alfano di rinunciare a uno dei suoi tre incarichi (ministro dell'Interno vicepremier e segretario pdl, in pratica una richiesta di dimissioni). La stessa richiesta arriva più tardi dall'ex segretario Bersani.

Il premier promette che non intende "mollare la presa" sulla vicenda. Giudica "inaudito" il comportamento dell'ambasciatore del Kazakistan, che secondo le ricostruzioni dava ordini ai funzionari ministeriali italiani. Mai più dovrà accadere che un diplomatico straniero possa fare "inammissibili pressioni". E mai più dovrà capitare che vicende simili accadano senza che ci sia un "coinvolgimento politico". Letta sposa interamente la linea di Alfano: il ministro del'Interno è stato tenuto all'scuro in tutto e per tutto della consegna al Kazakistan della moglie dell'oppositore Ablyazov e della figlia di sei anni. Ma Letta non si imita a difendere il suo vice: nel tentativo di trasformare un momento di crisi in una prova di solidità chiede ai senatori di considerare il voto a difesa del ministro dell'Interno come un "nuovo atto di fiducia al governo". 

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