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Concordia: indagati 5 componenti Cda Costa

Il comandante non chiederà il rito abbreviato

17 maggio, 19:18
Schettino
Schettino
Concordia: indagati 5 componenti Cda Costa

Ci sarebbero cinque componenti del cda di Costa Crociere indagati per il naufragio della Concordia. Nel cda anche alti dirigenti della Carnival, società capogruppo. Lo si apprende da fonti qualificate. Per gli indagati si ipotizza il concorso in reati di cui sono accusati Schettino e gli altri imputati. L'inchiesta è in un fascicolo modello 21 (con indagati) della procura di Grosseto, separato rispetto a quella che ha prodotto le richiesta di rinvio a giudizio di cui si sta discutendo in questi giorni in udienza preliminare a Grosseto. La nuova indagine è scaturita da una denuncia-querela contro i vertici di Costa Crociere e Carnival Corporation presentata a metà aprile da 'Giustizia per la Concordia', pool di avvocati che tutela alcune decine di naufraghi. La procura di Grosseto ha avviato indagini sul solo cda di Costa Crociere che era in carica il 13 gennaio 2012, quando avvenne l'incidente al Giglio. Riguardo a Costa spa, la denuncia-querela è stata presentata alla procura per accertare eventuali corresponsabilità del presidente di Costa Crociere Pierluigi Foschi, del vicepresidente Arison Michael Meyer (che risulta anche ai vertici di Carnival), degli amministratori Howard Steven Frank, Nicola Giacomo Costa e David Louis Bernstein. Secondo quanto appreso, risulterebbero tra i membri di questo cda gli indagati della nuova inchiesta della procura in quanto in carica il giorno del naufragio della Concordia. "E' un atto dovuto", è l'unico commento fatto alla procura di Grosseto dove si mantiene riserbo sulla nuova indagine.

Il comandante della nave Costa Concordia, Francesco Schettino, non chiederà il rito abbreviato nel processo per il naufragio del 13 gennaio del 2012 al Giglio. Lo ha riferito il suo difensore, avvocato Domenico Pepe, uscendo dall'udienza preliminare. "Non chiederemo il rito abbreviato, a meno che non ci siano domani mattina circostanze particolari, siamo pronti al dibattimento, ci sono molti aspetti da chiarire e su cui discutere in un processo", ha spiegato l'avvocato difensore di Schettino, Domenico Pepe, anticipando il suo intervento di domani mattina in udienza davanti al gup Pietro Molino. "Finora è un processo monco, ci sono tanti passaggi da accertare e chiederò anche delle integrazioni probatorie. Vogliamo arrivare alla verità", ha anche detto l'avvocato Pepe. "E' un processo che va sfogliato fino alla fine, fino alla verità, se si crede a qualcosa bisogna andare fino alla fine del mondo", ha concluso.

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