Marchini attacca, default comune stipendi a rischio
A Forum Ansa, 'costruttori devono cambiare'. E pensa lista europee
08 maggio, 19:00Correlati
di Luca Laviola
ROMA - "Bisogna dirlo chiaramente: se non ci saranno interventi strutturali gli stipendi dei dipendenti comunali da dicembre saranno a rischio". Dopo quella a Ballarò su Parentopoli, Alfio Marchini apre un'altra polemica con il sindaco di Roma Gianni Alemanno. L'imprenditore candidato al Campidoglio lancia l'allarme-default in un forum all'ANSA: "Le entrate non sono sufficienti a coprire le uscite. Ai sindacati dico: state portando le persone a schiantarsi. Il comune di Roma é in default".
Così anche il taglio dell'Imu per 376mila famiglie romane deciso da Alemanno, "condivisibile in sé", per Marchini diventa "impraticabile ora. Verrebbero a mancare 200 milioni al Comune e non ci sarebbe liquidità per pagare gli stipendi ed erogare i servizi". E se diventasse sindaco la prima cosa che farebbe sarebbe "chiedere al governo i mezzi finanziari per riequilibrare il budget strutturale".
Poi c'é l'idea di Roma del 48enne erede della nota famiglia di costruttori, con al centro "un patto ferreo con i cittadini". Un patto che per Marchini servirebbe anche a combattere il degrado, "contro il quale bisogna avere tolleranza zero" come nella New York del sindaco Rudy Giuliani, ad avere una città più sicura e a risolvere problemi atavici come le buche del manto stradale che sparirebbero, per Marchini, con "piccoli e medi appalti per zone, con garanzie per la manutenzione". L'imprenditore si inalbera solo quanto sente la parola 'palazzinaro', accusa che gli viene rivolta dai rivali.
"Mio padre non era un 'palazzinaro' e anche io non ho mai fatto nulla del genere - dice Marchini - Se negli ultimi 30 anni la città é stata cementificata non sono stato io, ma chi l'ha amministrata. Sono stanco dell'ipocrisia di questi sepolcri imbiancati che hanno governato la città". Anzi promette: "I costruttori devono capire che un'epoca è finita, che consumare ancora il suolo non è possibile. L'edilizia deve ripartire, è fondamentale per l'economia, ma ciò va coniugato con il 'consumo zero' del territorio. Bisogna piuttosto riqualificare gli immobili esistenti, fare una grande operazione di manutenzione straordinaria". E la sua urbanistica è più un'idea di città che mera costruzione di case tanto che parla di due assessorati cardine, una che coniuga urbanistica e mobilità e l'altro, corposa, che unisce Ambiente-Agricoltura-Beni Culturali e Paesaggio. Marchini non a caso elogia l'ex vicesindaco di Francesco Rutelli, Walter Tocci, il 'padre' della 'cura del ferro'. "E' un amico, una persona integerrima, un politico vero - dice Marchini, senza sbilanciarsi su un'eventuale nomina-. Non ci può essere sviluppo urbanistico senza studio dei flussi di traffico". Quanto al problema della casa, Marchini ribadisce di poterlo risolvere in 6 mesi: "Basta mettere domanda e offerta in contatto, in uno schema nel quale il Comune, agendo sulla leva fiscale, definisce criteri e regole del meccanismo, garantendo alloggi adeguati alle fasce più deboli. Penso a esenzioni su Imu e Tares, e utenze, come acqua e luce, a prezzi bassi".
Poi due affondi su alcuni progetti cari al candidato del centrosinistra Ignazio Marino. "Via dei Fori imperiali pedonale? Io sarei pazzo di gioia, vivo in centro e andrei al lavoro a piedi, ma prima vanno verificati i flussi di traffico", dice. Lui comunque vada a Roma rilancerà. Farà una lista per le Europee "per far contare di più la Capitale in ambito internazionale". Ma, promette, non pensa a un ruolo nazionale, "alle politiche non ci sarò".








