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Debiti P.A., 40 mld finanziati da titoli di Stato

Domani il decreto all'esame del Consiglio dei ministri

05 aprile, 21:30
Mario Monti e Vittorio Grilli
Mario Monti e Vittorio Grilli
Debiti P.A., 40 mld finanziati da titoli di Stato

In tutto 40 miliardi  in due anni (20 nel 2013 e 20 nel 2014) reperiti mediante l'emissioni di titoli di Stato. E' questa la 'copertura' del decreto, secondo l'ultima bozza, per il pagamento dei debiti della P.a. Domani l'esame del Cdm.

I maggiori interessi sul debito che verrà emesso per finanziare i debiti della P.A. saranno pagati con "corrispondente riduzione lineare" delle spese rimodulabili dei ministeri. Escluso il fondo Sviluppo e Coesione.

Il Tesoro vigilerà sul pagamento dei debiti della P.a. e, nel caso in cui ci fosse un 'sforamento' sull'indebitamento, è pronto a intervenire o con un taglio della spesa prevista oppure con "l'adozione di provvedimenti correttivi urgenti". Lo prevede la bozza del decreto sul pagamento dei debiti della P.a..

La Cassa depositi e prestiti è autorizzata ad effettuare operazioni di prelevamento e versamento per 'accelerare' i pagamenti con il fondo da 2 miliardi istituito al Tesoro. "Gli enti locali che non possono far fronte ai pagamenti dei debiti certi liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2012 a causa di carenza di liquidità, possono chiedere a Cdp entro il 30 aprile 2013, l'anticipazione di liquidità" per i pagamenti.

DEBITI PA: SI'NEL WEEKEND. OK DA BCE. CIFRA LIEVITA 100MLD
L'ok del governo al decreto che libererà i primi 40 miliardi degli ormai 100 di debito delle pubbliche amministrazioni verso le aziende, arriverà nel weekend. I ministri sono già preallertati. E si punta a velocizzare i tempi al massimo, considerando anche lo stop del precedente Cdm. E la misura riceve la 'benedizione' del presidente della Bce, Mario Draghi: "la misura di stimolo più importante che un Paese possa dare è restituire gli arretrati, che in alcuni casi valgono diversi punti di Pil". Cioé possono aiutare a spingere una crescita ora sotto zero. Oggi, intanto, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, salirà al Quirinale, con tutta probabilità per illustrare i contenuti del decreto. Un provvedimento che il Colle attende da tempo e che, si è appreso, chiede ora venga redatto nel modo migliore. A quali commissioni parlamentari (se permanenti o speciali) verrà poi consegnato il testo è però tutta un'altra storia. Ancora non risolta. E il timore diffuso è che un Parlamento così eterogeneo possa stravolgere il testo. Ma intanto c'é ancora da vararlo e da correggerlo come chiesto, ad esempio dai sindaci, che nell'incontro con il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, hanno paventato anche il rischio di un blocco degli investimenti. E non è certo piaciuta, come dimostra la generale levata di scudi, l'idea, contenuta nella bozza in entrata al Cdm del provvedimento, di finanziare i pagamenti alle aziende con una 'clausola d'emergenzà per salvare i conti pubblici: l'anticipo dell'aumento delle addizionali Irpef regionali. Quindi il testo è in fase di riscrittura, conferma ad esempio il sottosegretario allo Sviluppo, Claudio De Vincenti, dicendosi certo che saranno superati i dubbi e la Commissione Ue darà l'ok.

Commissione che però, preoccupata da un deficit che sfiora il 3% ma soprattutto dal debito (sul quale dovrebbe essere 'caricata' gran parte dell'intervento), mette in guardia: nessuna cambiale in bianco all'Italia. Valuteremo. I debiti della pubblica amministrazione - insiste il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani - "si possono pagare tutti nel giro di due anni". Ma Patuelli fornisce una cifra non proprio rassicurante: sono oltre i 100 miliardi. Mario Monti si occupa intanto anche di trovare sponda in Parlamento e incontra il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Ma dalla Lega si rilancia sul piatto l'idea della 'compensazione': "l'unica via d'uscita ragionevole". Fuori dal Parlamento l'attesa è tangibile e si chiede un rapido ok, ma su un testo diverso: il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi spiega infatti che "piuttosto che avere un pateracchio meglio che ci si torni sopra e ci si lavori con calma". E il presidente di Rete Imprese Italia Carlo Sangalli incita: "si chiuda al più presto". Il 'rischio parlamentare' infine viene esplicitato dal sottosegretario all'economia Vieri Ceriani: il governo vuole evitare un testo che sia poi "stravolto" durante l'esame delle Camere. Niente di più facile dato che allo stato si sta ancora discutendo sui precedenti 'storici' nei quali commissioni parlamentari hanno lavorato senza un governo.

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