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Ue: 'Berlusconi non rispettò gli impegni'. Rivolta Pdl: 'Inaccettabile, si dimetta'

Rehn: 'Paura per l'Italia nel 2012, ora meglio'. Il Cavaliere contro Monti, è un piccolo politicante, per governare ha chiesto consenso Merkel

30 gennaio, 10:42
Olli Rehn
Olli Rehn
Ue: 'Berlusconi non rispettò gli impegni'. Rivolta Pdl: 'Inaccettabile, si dimetta'

BRUXELLES - "Nell'autunno 2011 il governo di Berlusconi ha deciso di non rispettare più gli impegni" su riforme e risanamento dei conti presi con l'Ue e il "risultato è stato il prosciugarsi" dei finanziamenti al Paese, con lo schizzare dello spread. Portando poi alla "crisi" politica e al governo Monti. Lo ha affermato il commissario europeo Olli Rehn. Parole che hanno suscitato vive proteste del Pdl e dalle quali si è dissociato il commissario italiano Antonio Tajani.

BERLUSCONI, MONTI PER GOVERNARE CHIESTO CONSENSO MERKEL - "Per governare ho chiesto e ottenuto il consenso degli italiani, non quello della signora Merkel". Così Silvio Berlusconi in un'intervista pubblicata nel numero di febbraio del magazine free press Pocket rispondendo ad una domanda sul perché gli italiani dovrebbero votare lui e non Monti.

"Se incontrassi ancora la Merkel da presidente del Consiglio o da ministro? Non avrò bisogno di spiegarle, perché lo sa già, che la musica è cambiata rispetto al governo Monti. In ogni caso i rapporti personali tra me e la signora Merkel, come quelli con tutti gli altri leader europei, sono ottimi".

''Non mi alzo mai dalla sedia di fronte ad una domanda, anche se 'cattiva'''. Ha detto il Cavaliere. ''Il mio primo errore e' stato quello di fidarmi troppo di persone legate ad una vecchia visione della politica: Fini, Casini ma anche Monti, che pure dovrebbe essere un tecnico e non un piccolo politicante''.

REHN, UN ANNO FA SERIE PREOCCUPAZIONI ITALIA - Rehn ha parlato in occasione della presentazione delle priorità 2013. Un anno fa rispetto a oggi "c'era seria preoccupazione per l'Italia e la Spagna" e "profonda incertezza sulla Grecia", mentre le "Cassandre predicevano la fine dell'Eurozona", ha ricordato. Oggi la situazione è cambiata ma "nonostante alcuni progressi ci sono ancora sfide".

"L'anno scorso è stato un anno decisivo in cui abbiamo dimostrato la resistenza" dell'Eurozona prendendo "le decisioni necessarie per assicurarne la stabilità e la sostenibilità", ha ricordato Rehn, sottolineando che ora i fantasmi di una 'Grexit' o della fine dell'euro "sono virtualmente o completamente spariti". Ma nonostante i progressi "restano ancora sfide" importanti, come per esempio "alti tassi di disoccupazione" e "un'economia lenta", per cui ancora oggi "non c'è spazio per la compiacenza".

"Quest'anno sarà un test essenziale per la credibilità" dell'Ue e dell'Eurozona: il commissario ha sottolineato la necessità di "ripristinare la fiducia in modo durevole" e rimettere l'economia europea "sui binari" giusti mettendo insieme "solidarietà e responsabilità". Le priorita' per i prossimi programmi di riforma nazionali devono essere il ''mantenimento del ritmo delle riforme economiche'' e il ''proseguimento del consolidamento fiscale'' a cui ''non c'è alternativa'', in quanto un debito al 90-100% del pil è un ''serio ostacolo'' alla crescita. Servono inoltre "riforme equilibrate e ambiziose" del mercato del lavoro che "rimuovano gli ostacoli all'occupazione" favorendo anche i "contratti a durata indeterminata" e la "contrattazione collettiva" per il reinserimento dei lavoratori.

GRILLI, ANCORA PREOCCUPAZIONI SU NOSTRO PAESE - Ci sono ancora "preoccupazioni sul nostro paese. Sebbene siano diminuite sono ancora presenti in campo internazionale". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli in audizione in Parlamento.

TAJANI, MI DISSOCIO DA DICHIARAZIONI REHN - "Mi dissocio e mi rammarico per la dichiarazione sull'Italia del mio collega Olli Rehn che rischia di far apparire non indipendente la Commissione Ue". Così il vicepresidente dell'esecutivo europeo responsabile per la politica industriale.

ALFANO, INACCETTABILE INTERVENTO REHN - "E' inaccettabile che Olli Rehn, vicepresidente di un'istituzione indipendente quale la Commissione Europea, intervenga nella campagna elettorale di uno Stato membro, peraltro con affermazioni false, tecnicamente sbagliate e facilmente smentibili". E' quanto dichiara il segretario politico del Pdl, Angelino Alfano. "Una così chiara interferenza - prosegue Alfano - mette a repentaglio l'immagine della Commissione europea e incentiva il populismo e i sentimenti antieuropeisti in un momento delicato nei rapporti tra UE e opinioni pubbliche nazionali. Di fronte all'ennesima intromissione esterna, ribadiamo il diritto inalienabile del popolo italiano a scegliersi il proprio futuro governo in piana autonomia e libertà".

BRUNETTA, REHN MENTE, SI DIMETTA - ''Il Commissario europeo per gli affari economici e monetari, Olli Rehn, mente sapendo di mentire''. Lo afferma Renato Brunetta del Pdl. ''Nel Rapporto sull'Italia del novembre 2011, concludeva: 'La strada segnata dal Governo Berlusconi rappresenta una buona base su cui proseguire per fare le riforme di cui il Paese ha bisogno'. Oggi sembra aver cambiato idea, ma non ci spiega perché. Dopo le sue dichiarazioni odierne non possiamo che chiederne le dimissioni'', conclude Brunetta.

BERSANI, COMMISSIONE UE NON HA SCOPERTO NOVITA' - ''Non c'e' bisogno dei commenti dell'Ue e di nessuno. Basta guardare i dati di questi 10 anni. Sono dati rovinosi sotto l'aspetto del bilancio pubblico, sotto quello dell'economia reale, sotto quello della credibilita' delle istituzioni, quindi certamente la commissione Ue non ha scoperto una gran novita'''. E' la risposta di Pierluigi Bersani alle critiche mosse dal segretario del Pdl Angelino Alfano all'intervento di Olli Rehn.

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