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Abu Mazen sfida Onu mano tesa ad Hamas

Presidente Anp, voto su Palestina ultima opportunita' per la pace

25 novembre, 20:56
Soldati israeliani ai confini con la Striscia Soldati israeliani ai confini con la Striscia
Abu Mazen sfida Onu mano tesa ad Hamas

di Michele Monni e Aldo Baquis

Respinte le residue pressioni degli Stati Uniti e di Israele, il presidente dell'Anp Abu Mazen(Mahmud Abbas) ha ribadito oggi a migliaia di seguaci raccoltisi a Ramallah di essere determinato a chiedere alle Nazioni Unite lo status di 'Paese non membro' per la Palestina.

"Oggi le Nazioni Unite, e domani - ha esclamato - realizzeremo un altro passo avanti: la riconciliazione nazionale": ossia la distensione con Hamas. "La richiesta palestinese all'Onu - ha aggiunto - rappresenta l'ultima opportunità per la fine del conflitto arabo-israeliano". Essa consta nell'upgrade dei Territori occupati palestinesi da entità indefinita a 'Paese non membro', come per il Vaticano. Ciò permetterebbe ai palestinesi di avere accesso a diverse organizzazioni internazionali. Fra l'altro potrebbero appellarsi alla Corte di giustizia dell'Aja per denunciare violazioni di diritti umani da parte di Israele. "Andiamo alle Nazioni Unite con fiducia, perché abbiamo il sostegno di tutte le Nazioni amanti della pace" ha insistito Abu Mazen. La sua iniziativa è tuttavia osteggiata da Israele, che vi vede una mossa di unilaterale che rischia di rivelarsi perniciosa per le relazioni reciproche.

Secondo stime a Ramallah, delle 193 Nazioni dell'Assemblea Generale dell'Onu circa 130 avrebbero già anticipato il proprio assenso. Il voto dovrebbe avere luogo al Palazzo di vetro il 29 novembre: una data simbolica, ossia nell'anniversario della risoluzione per la spartizione del Mandato Britannico sulla Palestina (1947). In partenza per New York, Abu Mazen non ha perso di vista la situazione a Gaza, dove da tre giorni vige una tregua fra Hamas ed Israele.

Nei giorni scorsi il gelo con il capo dell'esecutivo di Hamas a Gaza Ismail Haniyeh si è rotto. Il Rais si è congratulato per "la tenacia" mostrata dalla gente di Gaza sotto al fuoco israeliano, mentre Haniyeh gli ha detto che Hamas ora non ha più obiezioni per la sua iniziativa all'Onu. Il dialogo fra le fazioni rivali è andato ieri oltre quando Abu Mazen ha ricevuto nel suo ufficio una delegazione di cinque dirigenti di Hamas della Cisgiordania, fra cui Nasser e-Din a-Shaer, un esponente della corrente pragmatica.

Da Gaza Haniyeh ha replicato annunciando il "perdono" a quei quadri di al-Fatah che nel 2007, nella Striscia, incrociarono le armi con Hamas per impedirgli di espugnare il potere con la forza. Ma a gettare acqua fredda su questi primi passi distensione é prontamente giunto Mahmud a-Zahar, il capofila della fazione radicale di Hamas, di inclinazione filo-iraniana. Questi ha detto di avere "un lungo conto" con Abu Mazen e ieri ha addirittura minacciato di "farlo arrestare" se mai entrasse nella Striscia. A confermare la 'doppia anima' di Hamas è giunta la questione della esecuzione sommaria e pubblica a Gaza di sette palestinesi sospettati di collaborazionismo con Israele. Il leader di Hamas Khaled Meshal l'ha condannata, mentre a-Zahar l'ha approvata in pieno. "I traditori del loro popolo - ha stabilito - non possono certo beneficiare dei cosiddetti diritti umani".

 

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