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Volkswagen a Marchionne: si dimetta da presidente Acea

Casa tedesca replica dopo polemica su ribassi: insopportabile

28 luglio, 17:44
Sergio Marchionne Sergio Marchionne

di Matteo Alviti

BERLINO - O se ne va lui, o ce ne andiamo noi. A voler sintetizzare e' questo il senso della durissima presa di posizione del portavoce di Volkswagen, Stefan Gruehsem, furibondo per le dichiarazioni dell'''insopportabile'' Sergio Marchionne sul ''bagno di sangue'' provocato dalla politica dei prezzi 'al ribasso' praticata in Europa dalla casa di Wolfsburg.

''Con quelle parole si e' definitivamente discreditato. La posizione di Marchionne come presidente dell'Acea (Associazione case automobilistiche europee) e' diventata insostenibile'', ha detto Gruehsem alla Frankfurter Allgemeine Zeitung. Il manager italo-canadese potra' anche pensare quel che ha detto in qualita' di ad del Lingotto, ma come presidente dell'associazione che rappresenta 18 case automobilistiche europee non si puo' permettere un tale ''passo falso'', ha rincarato il portavoce del primo gruppo europeo dell'auto: ''Chi siede in una casa di vetro non puo' lanciare sassi. E' la Fiat che distrugge i prezzi in Europa, non Volkswagen''.

Per Gruehsem ''se Marchionne non ritirera' quanto detto, Volkswagen riflettera' sulla possibilita' di chiederne formalmente le dimissioni'' e ,nel caso piu' estremo, Wolfsburg valutera' anche l'uscita dall'Acea, ha confermato all'ANSA il portavoce Marco Dalan. Silenzio invece da Torino, dove ufficialmente non si commenta la reazione tedesca.

La posizione di Marchionne ha lasciato interdetta pero' anche Bruxelles, dove il portavoce del commissario Ue alla Concorrenza, Joaquin Almunia, ha detto di non essere a conoscenza di scorrettezze da parte di Volkswagen sulle politiche dei prezzi. ''Non ci sono accuse di collusione, abuso di posizione dominante o altre pratiche scorrette'' nei confronti del gruppo tedesco per cui l'antitrust possa intervenire, ha sottolineato il portavoce: la dinamica denunciata da Marchionne e' un normale processo di mercato. Lo stesso mercato al quale Marchionne si appella nei suoi discorsi, e che fa dire ai senatori Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante: ''Le ultime esternazioni di Marchionne contro la politica dei prezzi di Volkswagen rasentano il surreale, l'Ad di Fiat, che tutti i giorni dà lezioni a mezzo mondo sulle superiori ragioni del mercato in questo caso protesta contro l'idea stessa di concorrenza. Delle due l'una, o il numero uno di Fiat si sta scoprendo comunista, forse stregato dalle frequentazioni cinesi, oppure deve risolvere qualche contraddizione con se stesso''. La storia degli affondi tra Wolfsburg e Torino e' ricca di episodi: dall'annuncio del patriarca di Volkswagen Ferdinand Piech, che si era detto attirato dall'Alfa Romeo, all'interesse di Marchionne per Man e Scania, evocato prima di chiamare gli altri gruppi europei a una sorta di 'alleanza' contro lo strapotere di Wolfsburg. Schermaglie a parte, il problema posto da Marchionne esiste: quest'anno il numero delle vendite in Europa e' calato ai livelli del '95. Una situazione che costa caro alle case che concentrano le vendite sul vecchio continente, da Fiat, a Opel, Renault, Peugeot, ma che non sembra scalfire i successi dei marchi Volkswagen, Daimler e Bmw, forti dei risultati sui mercati in espansione asiatici e Usa.

 

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