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Ilva: Ambientalisti contro 'fermare produzione'

Il 4 settembre al via i lavori del Parlamento sul decreto sull'Ilva, che è in vigore da oggi

09 agosto, 19:55
Lo stabilimento siderurgico Ilva di Taranto
Lo stabilimento siderurgico Ilva di Taranto
Ilva: Ambientalisti contro 'fermare produzione'

Approda il 4 settembre alla commissione Attività Produttive della Camera il decreto sull'Ilva già pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale. Relatore del provvedimento che riguarda anche le bonifiche ambientali dell'area jonica sarà il parlamentare tarantino Ludovico Vico del Pd che sull'iter del decreto annuncia "tempi celeri".

Considero il Decreto Legge su Taranto un passaggio importantissimo, ha un enorme valore politico, ma è tutt'altro che un punto di arrivo. Ora, il Parlamento deve continuare ad affrontare il tema delle risorse, occorre impegnare somme non simboliche per bonificarne quartieri, suoli, falda e mare". Così il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, commenta il Decreto Legge su Taranto che è vigente da oggi.

C'é chi, come alcune associazioni ambientaliste, spinge per bloccare qualsiasi attività nello stabilimento siderurgico e chi, come qualche lavoratore dell'Ilva, manifesta la propria preoccupazione per uno stipendio che non sembra più garantito. Prima il decreto di sequestro del gip e poi l'ordinanza del tribunale del Riesame, che ha confermato il provvedimento, continuano a dividere la città. "L'ordinanza del Tribunale del Riesame non autorizza l'Ilva a continuare a produrre" sottolineano Fabio Matacchiera e Alessandro Marescotti, esponenti del Fondo Antidiossina Onlus Taranto e dell'associazione Peacelink. Di conseguenza "nei prossimi giorni l'azienda dovrà cessare la produzione, mantenere gli impianti in stand-by e avviare i lavori tecnici 'per eliminare le situazioni di pericolo'", così come indicato nel provvedimento. Per gli ambientalisti "una interpretazione letterale non consente equivoci" perché "non si parla mai di facoltà d'uso per produrre ma per realizzare misure tecniche che eliminino situazioni di pericolo. Se si continua a produrre le situazioni di pericolo si perpetuano". Gli ambientalisti annunciano che se l'Ilva dovesse continuare a produrre violando, a loro parere, il provvedimento della magistratura, avvieranno una raccolta di firme per consegnare un esposto alla Procura. Nel frattempo sarà consegnato ai magistrati "un dossier tecnico" per dimostrare che l'attuale cokeria dell'Ilva "é troppo pericolosa", è "strutturalmente inadeguata" e troppo vicina al rione Tamburi, per cui non si potrebbero neppure eseguire aggiornamenti tecnici. Mentre si discute di come far applicare l'ordinanza del Riesame, tra i lavoratori Ilva cresce la preoccupazione per il domani. "Se l'Ilva dovesse chiudere, qui non ci sarebbe futuro" dice Vincenzo Tauro, giovane operaio del siderugico. Lui ha moglie e due bimbi di cinque anni e appena quattro mesi. "Ora abbiamo un futuro incerto - aggiunge, spiegando di aver cercato in passato alternative di lavoro al Siderurgico ma senza successo - si parla spesso di sviluppare il turismo, ma qui dov'é? Per bonificare quest'area occorrono almeno 30 anni". C'é chi invece considera l'ordinanza del Riesame "solo ossigeno per l'azienda". Sono gli esponenti del 'Comitato di cittadini liberi e pensanti', costituitosi di recente e che raccoglie anche simpatizzanti Cobas ed ex iscritti al sindacato; ieri il comitato ha tenuto due iniziative, una al rione Tamburi. Per uno di loro, Massimo Battista, dipendente del siderurgico, tentare di imporre prescrizioni all'Ilva è tempo perso. "L'azienda non risanerà mai gli impianti" afferma con amarezza, e avvisa che "bisogna farsi trovare pronti perché questa fabbrica non ha un futuro lungo".

SITO WEB COMUNE TARANTO ATTACCATO DA ANONYMOUS - Il sito internet del Comune di Taranto ha subito un attacco hacker per alcuni minuti dal gruppo di attivisti 'Anonymous'. Sulla home page del portale è apparsa una pagina con una foto di Taranto con il cielo oscurato dai fumi dell'Ilva e un testo a sostegno degli operai. "La spietata logica del profitto - era scritto nella nota - ci costringe a lavorare per sopravvivere, e ciò è di per sé disumano, ma nessuno può chiedere ad un essere umano di lavorare per morire. Nessuno può utilizzare una persona come pedina per far pressione sulla politica al fine di aumentare il profitto. Lo sappiamo, e lo sapete, acciaierie come l'Ilva provocano malattie terribili". "Guardiamoci attorno - concludevano gli hacker - le amministrazioni comunali, provinciali e regionali hanno abbandonato Taranto; stanno trasformando la città in una discarica a cielo aperto. In pochi anni sono stati costruiti 4 inceneritori. Che futuro possiamo avere in queste condizioni?".

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