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Neutrini, lascia il fisico Ereditato

Da suo esperimento neutrini sembravano piu' veloci della luce

30 marzo, 15:54
Il fisico Antonio Ereditato
Il fisico Antonio Ereditato
Neutrini, lascia il fisico Ereditato

ROMA  - Prima l'errore nelle misure, poi i dati contrastanti rilevati da due esperimenti: un colpo dopo l'altro va in frantumi l'ipotesi che i neutrini siano più veloci della luce emersa il 23 settembre scorso aveva dai dati della collaborazione Opera, nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Le conseguenze si sono fatte sentire anche sulla coesione dei ricercatori di Opera: alcuni membri della collaborazione hanno chiesto in una mozione le dimissioni del coordinatore dell'esperimento, Antonio Ereditato.

Nonostante la mozione non sia passata, si è creata di fatto una spaccatura fra i ricercatori e alla luce di questa situazione Ereditato ha ritenuto opportuno dimettersi in quanto la collaborazione non sarebbe più stata gestibile.

Il primo colpo ai dati sui neutrini superveloci era stato inferto il 22 febbraio scorso, quando lo stesso Ereditato aveva annunciato l'esistenza di un errore nei dati dovuto ad un problema di calibrazione di alcuni strumenti di misura. Nemmeno un mese più tardi, il 16 marzo, l'esperimento Icarus coordinato dal Nobel Carlo Rubbia ha smentito i dati presentati da Opera, dimostrando che i neutrini non sono più veloci della luce. Il 28 marzo, infine, l'esperimento Lvd (Large Volume Detector) coordinato da Antonino Zichichi ha confermato l'errore negli apparati di misura di Opera.

Da parte del fisico al momento c'é solo un "no comment".

CONFERMATE NUOVE MISURE A FINE APRILE   - L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) prende atto delle dimissioni del fisico Antonio Ereditato da portavoce dell'esperimento Opera e conferma le nuove misure sulla velocità dei neutrini previste in primavera con un nuovo fascio di queste particelle inviato dal Cern di Ginevra ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Infn. Dopo le dimissioni di Ereditato, rileva in una nota il vicepresidente dell'Infn, Antonio Masiero, si "auspica che la collaborazione Opera possa ritrovare unità e nuova leadership nel perseguire il suo primario obiettivo specifico, quello di osservare la comparsa di neutrini di nuovo tipo a partire dai neutrini di tipo mu provenienti dal Cern", ossia lo studio del fenomeno chiamato oscillazione dei neutrini. Masiero osserva inoltre che, "come è stato riportato nell'incontro svoltosi al laboratorio del Gran Sasso dell'Infn lo scorso mercoledì, ulteriori e definitive misure della velocità dei neutrini saranno effettuate al Gran Sasso da quattro esperimenti (tra i quali lo stesso Opera) quando il Cern invierà un nuovo fascio di neutrini a pacchetti alla fine del mese di aprile.

RICERCATORI DIVISI - Prima l'errore nelle misure, poi i dati contrastanti rilevati da due esperimenti: un colpo dopo l'altro va in frantumi l'ipotesi che i neutrini siano più veloci della luce emersa il 23 settembre scorso aveva dai dati della collaborazione Opera, nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Le conseguenze si sono fatte sentire anche sulla coesione dei ricercatori di Opera: alcuni membri della collaborazione hanno chiesto in una mozione le dimissioni del coordinatore dell'esperimento, Antonio Ereditato. Nonostante la mozione non sia passata, si è creata di fatto una spaccatura fra i ricercatori e alla luce di questa situazione Ereditato ha ritenuto opportuno dimettersi in quanto la collaborazione non sarebbe più stata gestibile. Il primo colpo ai dati sui neutrini superveloci era stato inferto il 22 febbraio scorso, quando lo stesso Ereditato aveva annunciato l'esistenza di un errore nei dati dovuto ad un problema di calibrazione di alcuni strumenti di misura. Nemmeno un mese più tardi, il 16 marzo, l'esperimento Icarus coordinato dal Nobel Carlo Rubbia ha smentito i dati presentati da Opera, dimostrando che i neutrini non sono più veloci della luce. Il 28 marzo, infine, l'esperimento Lvd (Large Volume Detector) coordinato da Antonino Zichichi ha confermato l'errore negli apparati di misura di Opera

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